Fabbriche di carne è il frutto di 9 mesi passati a raccogliere informazioni e immagini video e fotografiche degli allevamenti di maiali in Italia. Tra il 2011 e il 2012 siamo entrati in più di 50 allevamenti, di giorno e di notte. Lo abbiamo fatto senza aver avuto alcun invito o autorizzazione. Per testimoniare lo stato di cose quotidiano, non preparato ad arte per una qualche visita, e per mostrare che certe situazioni non sono eccezioni ma parte integrante di un sistema di produzione. Un viaggio in un inferno che ci ha portato a contatto diretto con le vittime di questo sistema di schiavitù e con i loro sguardi, che chiedono la libertà e si perdono nell'indifferenza. Corpi feriti, mutilati, ricoperti di escrementi, soggetti a temperature rigide in inverno e soffocanti in estate, privati di qualsiasi dignità e possibilità di esprimere la propria natura. La sola cosa che possono fare è guardare quello che viene loro inflitto. Da questo inferno dantesco verranno trascinati fuori a calci, a bastonate o con l'impiego di scosse elettriche per essere buttati su un camion diretto al macello. Per tutte le info e le fotografie:www.fabbrichedicarne.net
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mercoledì 30 ottobre 2013
mercoledì 16 ottobre 2013
ANTEGNATE (BG):SECONDA BICILETTATA CONTRO GLI ALLEVAMENTI DI VISONI
Il Coordinamento Liber* Selvadec vi invita, Sabato 19 Ottobre, a una nuova giornata di mobilitazione contro l'apertura degli allevamenti di visoni nella provincia di Bergamo e Cremona. I paesi di Antegnate e Misano, sede dei progetti di allevamento, saranno attraversati da una rumorosa Critical Mass con l'obiettivo di ribadire la ferma opposizione a questi progetti di sfruttamento dell'uomo sugli altri animali e dell'uomo sulla Terra. Ci troviamo, ognun* provvist* di bicicletta, alle 10.00 davanti al comune di Antegnate (Via Dante Alighieri). Poi, pedaleremo in direzione di Misano e, durante il percorso, ogni paese, auto e passante sarà informat* su quello che accade nei territori della bassa bergamasca e sulla necessità di agire per le liberazioni animali. Durante il percorso, ci sarà un momento di ristoro con alimenti provenienti da coltivazioni locali e biologiche, liberi da pratiche di sfruttamento animale e della terra. Per chi parte da Bergamo, il ritrovo è alle 9.00 al parcheggio della Malpensata (Via San Giovanni Bosco). Ogni voce, suono, cartello, messaggio che porteremo con noi, renderà più comunicativa la nostra iniziativa: vi invitiamo a portare con voi qualsiasi strumento rumoroso e/o cartelli a tema, di vostra fantasia. Chi fosse sprovvisto di bicicletta e/o avesse altre esigenze, ci contatti.
Per
informazioni e adesioni:
liber.selvadec@inventati.org
www.liberselvadec.noblogs.org
Coordinamento
Liber*Selvadec
Bergamo, 29 Settembre 2013
Bergamo, 29 Settembre 2013
giovedì 9 agosto 2012
domenica 24 giugno 2012
"FABBRICHE DI CARNE"
Un viaggio di Nemesi Animale negli allevamenti di maiali in Italia
Negli ultimi 9 mesi siamo entrati in più di 50 allevamenti, di giorno e di notte, senza alcun invito o autorizzazione, per documentare le condizioni in cui vengono detenuti milioni di individui, ogni giorno, in Italia, con la volontà di mostrare la realtà quotidiana degli allevamenti, non preparata ad arte per visite concordate con gli allevatori. Il frutto di questo lavoro è una serie di immagini che parlano da sé:cadaveri di piccoli schiacciati dalle proprie madri, animali in agonia buttati in un angolo a morire, scrofe perennemente prigioniere in gabbie di gestazione dove qualunque tipo di movimento è impedito, con le vagine ferite e purulente per infezioni e parti continui, maiali incatenati per il collo, neonati con le zampe incastrate nelle fessure del pavimento di scolo destinati a morire di inedia, decine di migliaia di individui prigionieri distrutti dalla noia, dall'apatia e dalle privazioni che attendono la morte per mano umana nei macelli. Questo lavoro vuole arrivare alle persone che ancora considerano i miali come fonte di cibo, ma anche dare spunti di approfondimento e maggiore conoscenza a chi ha già deciso di non cibarsi di prodotti animali. Per noi, produrre questo materiale, ha significato un'accresciuta e drammaticamente concreta consapevolezza su ciò che voglia dire nascere animale non umano in questa società. Speriamo, così, di trasmettere quest'esperienza, questi innumerevoli incontri con individui schiavi e torturati a più persone possibili, vi invitiamo quindi ad aiutarci a diffondere questo "viaggio" tramite ogni mezzo possible. Per rendere il lavoro più fruibile abbiamo attivato un sito apposito che racchiude il materiale prodotto:www.fabbrichedicarne.net
Le foto su flickr:
Il dossier cartaceo visualizzabile e scaricabile su issuu:
martedì 8 maggio 2012
SABATO 12 MAGGIO:CORTEO ANTISPECISTA PER LE VITTIME DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE (dagli allevamenti ai macelli:un'industria assassina)
Vogliamo lanciare un appello, un grido per dar voce a chi voce non ha, a chi non ha modo di ribellarsi perché prigioniero. Per tutte quelle vite che nascono nella schiavitù, nella prigionia degli allevamenti, solo perché appartengono ad una specie diversa dalla nostra e che l’essere umano etichetta come "da reddito", da "carne", per essere successivamente trasformati in merce di consumo. Per tutti quegli individui appartenenti a qualsiasi specie che vivono prigionieri e vengono uccisi in nome di un’industria alimentare insanguinata. Dalle gabbie e dai recinti degli allevamenti, dove nascono e crescono, fino alla fine terribile che li attende nei macelli, dove vengono uccisi, fatti a pezzi e confezionati come avviene con un prodotto qualsiasi. Ma non si tratta di prodotti, non si tratta di cibo. Si tratta di vite, di individui, di esseri viventi unici e senzienti, che con noi umani condividono più di quanto spesso si voglia credere. Vogliamo puntare i riflettori su quello che comporta lo sfruttamento animale nell'industria alimentare. Da antispecisti ci opponiamo alla prevaricazione e allo sfruttamento dell'essere umano sugli animali non umani, così come sui suoi simili. Per questo viviamo e promuoviamo uno stile di vita vegan, che non supporta cioè in alcun modo forme di sfruttamento animale e che riduce notevolmente l'impronta ecologica dell'essere umano sull'ambiente.Il paese di Manerbio, in provincia di Brescia, dovrebbe ospitare secondo un progetto depositato presso il Comune, un mega-macello che mieterebbe 12.000 vittime al giorno. Sarebbe l'impianto di macellazione di suini più grande d'Europa. Scegliamo Manerbio come luogo simbolo per denunciare quella che è la realtà dell'industria alimentare, perché nessuno venga più rinchiuso dietro le sbarre di un allevamento e perché non sorga più nessun macello, né a Manerbio, né altrove. Non vogliamo gabbie più grandi, non vogliamo gabbie più larghe e spaziose, vogliamo vedere le gabbie vuote, vogliamo vedere ridotti in macerie tutti quei luoghi di tortura che sono attorno a noi e che lucrano sulla vita dei non umani. Affinché venga denunciato questo sistema che si basa unicamente sullo sfruttamento, sulla tortura, sulla prigionia di esseri viventi, un sistema questo che rappresenta bene la società specista in cui oggi viviamo.
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