venerdì 4 maggio 2012

INTERVISTA AI LE TORMENTA
(Pubblicata originariamente su carta nel Novembre del 2007, in seguito su morire contro nel Novembre del 2009)

In primavera pubblicai un post per propagandare gli ultimi (non in senso definitivo) due numeri della mia ultra-lenta-fanza Disordine (#6 e #7), sottolineando che le 5 interviste contenute in entrambe (Kontatto, Disforia, Pioggia Nera, Tetano, Le Tormenta) le avrei lasciate su carta non pubblicandole qui sul blog (per validi motivi che adesso non starò a ripetere) anche se allo stesso tempo quantomeno per un paio di esse ero tentato di farlo...Adesso, invece, ho deciso di pubblicarne una, ovvero quella ai Le Tormenta (alla quale risposero solo Enrico ed Ezio) del #7, uscito esattamente due anni fa e distribuito in giro pochissimo (se non sbaglio neanche 40 copie, che schifo!)...E questo perchè sono un gruppo che, pur se musicalmente non mi fa impazzire, comunque apprezzo (uno dei pochissimi che apprezzo) e, ovviamente, anche perchè quest'intervista risultò molto interessante, e ritengo quindi giusto che abbia il suo spazio "extra" su Morire contro (non me ne vogliano gli altri, per questa "priorità" ai forlivesi, ma anche se fosse amen)...Cosi', mi son messo a ricopiarla fino quasi al rattrappimento dita, ma ne vale comunque sempre la pena, per queste cose..."Buona lettura", quindi, ed un saluto alla Romagna che si muove veramente.

Pace
Amore
Anarchia 

A.

"Non siamo un gruppo. Non nel senso comune del termine. Non suoniamo musica.Nessuno di noi conosce il pentagramma. Non siamo scrittori ne tanto meno poeti. Eppure produciamo rumore e le nostre parole potrebbero toccare qualcuno nella parte più profonda. La necessità di poter comunicare intensamente le nostre emozioni e le nostre idee ci ha portati a questo. Non vogliamo essere innovativi ne tanto meno alla moda, ciò che vogliamo è ben altro, non possiamo fermarci a cose così banali. Né abbiamo la presunzione di avere la verità in mano. Semplicemente ciò che siamo. Sicuramente non è il modo più appropriato di porre noi stessi:mediante musica distorta e violenta e con parole crepate in gola…Ma il nostro impeto vitale al momento è incontrollabile. Noi siamo vivi. E dobbiamo dimostralo. Cinque persone con personalità diverse che cercano di tessere un filo conduttore unico, molto sottile ma con dentro un pò di ognuno. Sudato e grezzo, ma dannatamente sincero. Ci riteniamo un gruppo politicizzato eppure nessuno di noi è iscritto ad alcun partito o supporta alcun partito di massa. Quel che per noi è politico è la gestione delle nostre vite e dei nostri pensieri...Si, siamo dentro un sistema a senso unico e potremmo sembrare incoerenti per questo (anche lo stesso fatto che usiamo internet) ma riteniamo che il modo migliore per attuare un cambiamento sia di farlo dall'interno, dalla base. E questa non è una posizione di comodo:dover sopportare il peso delle persecuzioni di chi il cambiamento non lo vuole non è certo piacevole. Ma più andiamo avanti e più gli attacchi diventano frequenti, e questo può voler dire solo una cosa. Siamo un pericolo. Una minaccia. Quel che poi fa più ridere è che facciamo paura perché siamo smisuratamente inclini all'amore. L'amore per la vita e per la sua difesa. L'amore fa incredibilmente paura...Le Tormenta non vogliono essere un semplice gruppo musicale e non vogliono essere artisti. Siamo persone, uomini non merce e denaro. Vogliamo comunicare e parlare. Ridere e scherzare. Vivere e morire… E i padroni di tutto questo dobbiamo essere solo noi".

Cominciamo in maniera scontatissima come qualsiasi intervista che non si rispetti, ovvero perchè il nome Le Tormenta, quando e come vi siete formati, influenze, e cosi' via... ENRICO:Ormai suoniamo insieme da cinque anni e siamo nati dalle ceneri di un gruppo in cui suonavamo prima io e Momello (il batterista), ovvero i Roid. Poi uno alla volta gli altri si sono aggiunti nel giro di poco tempo. Il primo nucleo includeva anche Cespo poi sostituito da Steno due anni fa. Il nome rappresenta l'intento del gruppo, il voler essere prima di tutto uno spunto di riflessione, le nostre idee.Inoltre è un omaggio ad una delle forze naturali più tremende. Che cosa vedete di negativo cosi' come di positivo nella cosiddetta "scena", e cosa quindi pensate che dovrebbe migliorare? ENRICO:Io nella scena non vedo mai nulla di eccessivamente negativo. Chi ha detto che debba essere per forza tutto "migliorabile"? Quel che per me è detestabile per un altro potrebbe essere perfetto. Quel che mi piace e'interagire al meglio con gli aspetti che reputo positivi e negativi, equilibrarmi in mezzo ad essi, coesistere con essi. Non solo nella scena punk ma in qualsiasi aspetto sociale.  Ovviamente se si parla in termini prettamente soggettivi in qualunque cosa si vedono cose buone e cose non buone, quindi mi piace pensare in termini più globali che non individuali. Per quel che mi riguarda la scena punk è perfetta cosi' com'è! Con tutti i suoi pregi e i suoi difetti! EZIO:Di solito vedo e sento positività nelle cose e mi sembra che, alla fine, non siamo messi cosi'male...O forse ho la fortuna di girare e frequentare (per più delle volte) posti "giusti". L'unica nota stonata,guardando quello che accade, e salta all'occhio, è (aime') l'assistere a sempre nuovi sgom beri di posti occupati ed autogestiti... Spiegatemi il significato che ha per voi il punk e l' "essere punk"... ENRICO:...Domandina di spessore! Essenzialmente ciò che io voglio è pensare con la mia testa, senza che fattori esterni influenzino le mie decisioni. Continuamente bombardati da mille messaggi che ti vorrebbero schiavo di un prodotto o di un modo di essere, ragionare e muoversi con i propri piedi e'la scelta più punk che si possa fare! Questo è un argomento molto vasto, ognuno ha il suo modo di concepire la cosa e ognuno ha il suo punto di vista, ma questa e'la vera forza di tutti gli "esseri punk"! Il confronto diretto e la discussione di ogni punto di vista diverso porta ad una crescita esponenziale degli individui. Il confronto è la vera forza del punk. EZIO:Il mio pensieroè alle parole di Enrico. Mi sento punk! Anche se a guardarmi bene do'l'impressione d'essere un vero fricchettone! Non restare indifferenti a guardare. Com'è la situazione dalle vostre parti? Dalla mentalità della gente e i loro approcci nei confronti delle iniziative anarchiche (e/o comunque nei confronti dell'anarchismo in generale), agli anarchici stessi e, non per ultimo, ai paesaggi e al cibo e al vino... ENRICO:Il romagnolo medio vanta fama di essere un gran testardo, poco avvezzo a cambiare idea se nella sua testa ci sono troppi principi ben radicati (...effettivamente anche io mi rispecchio in questo). L'opinione delle persone penso sia uguale dappertutto:non appena un qualcosa diventa troppo estremo (nel senso che esula da una linea piuttosto piatta di concepimento del vivere) viene demonizzata e considerata criminale. Il pensiero e la vita degli anarchici sono condannati ovunque...Qui in Romagna come nel resto d'Italia. Sono molto legato al territorio, ai paesaggi e in generale alla natura del luogo in cui sono nato. Fa tutto parte della mia vita per cui è per me indispensabile. Il cibo è buono, per lo meno, quello che mi cucino io è buono! Del resto al di fuori di casa mia frequento/iamo solo certo posti, in cui siamo sicuri di poter mangiare qualcosa! Anche qua (come in qualsiasi altro paese occidentale) l'alimentazione si basa su carne e derivati... Di vino bevo solamente quello che faccio io, e non e'male...Un pò forte ma buono! EZIO:Da quando mi sono avvicinato a certe tematiche e ho avuto il bisogno di esternarle non ho trovato niente che mi piacesse/soddisfacesse e cosi, assieme ad amici, è nata l'Equal Rights Forli' e con lei la voglia di portare la nostra voce. Poi, conoscendo gente e facendo cose, ho saputo che 25 anni fa Forli' aveva un be gruppo anarchico che si sbatteva parecchio...La gente qui non è più abituata alle iniziative in strada, dal canto nostro siamo sempre impegnati altrove e sul locale pecchiamo un pò, la voglia però è sempre tanta, quindi lasciamo aperte le porte e il confronto. Ma alla fine a me questa zona piace. Abbiamo montagne dietro e il mare davanti...Ma soprattutto molti amici con i quali condividere momenti folli e abbuffate indimenticabili! Domandone fiume:che cosa ne pensate della pornorgafia in quanto tale, non solo quindi di quella del mercato/business? E credete poi che ognuno sia libero di vivere in privato la propria sessualità in tutti i modi possibili (a parte ovviamente se un individuo costringe con la forza l'altro a fare cose che non vuole) giocando quindi anche ruoli particolari al limite della depravazione, oppure pensate che chi faccia questo non conduca una vita serena con se stesso (e quindi anche con gli altri) per non dire che ha dei grossi problemi? Si dice o si sente comunque dire (e forse non è neanche del tutto sbagliato) che il sesso rispecchi i desideri inconsci di un individuo e che quindi rifletta anche ciò che vuole davvero essere, quindi credete che ad esempio chi vuole dominare desidererebbe farlo anche nella sua esistenza? E del fatto che esistano donne che pur facendosi rispettare nella vita di tutti i giorni (combattendo le varie forme di sessismo) pensano che sia una cosa insita nella natura che il maschio domini a letto, che ne dite? ENRICO:Domanda torrente in piena! Altro che semplice fiume! Uno degli aspetti della sessualità che più intriga e stuzzica è il gioco:giocare con il proprio corpo e con quello dell'altra persona, studiarsi, conoscersi insieme. Ovviamente sempre con il massimo rispetto e con l'assenso di tutti i coinvolti. Lo stesso fatto di assumere ruoli diversi e provare cose strane fa sempre parte del gioco, e come tale non lo demonizzo. Se la cosa è vissuta bene e piace ad entrambi c'è solo di guadagnato ed è motivo di crescita personale. La stessa pornografia presa nel giusto modo e con le dovute misure può far parte della sessualità di una persona o di una coppia. Il problema della pornografia è che si tratta di una delle mille ramificazioni dei media, e in quanto tale va usata con coscienza ed intelligenza. Visto che si tratta di un mercato va considerato come tale (più c'è richiesta più se ne produce), con l'aggravante che si alimenta grazie alla vendibilità del corpo...E sappiamo che non appena è il lucro a dettare le leggi il rispetto diminuisce drasticamente. La dominazione maschile nella società contemporanea occidentale è una involuzione sociale iniziata non troppo tempo fa (considerando da quando l'uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra). Nelle società tribali preistoriche il ruolo della donna era maggiore di quello dell'uomo, che aveva come unico "privilegio" il recupero de cibo (caccia, raccolta, agricoltura). Figli, casa, cucina, erano tutti compiti delle donne che rinvestivano anche il ruolo di capofamiglia. La discriminazione femminile è un prodotto di società più vicine ai giorni nostri, che vogliono la donna solamente come oggetto per la sola soddisfazione maschile, come corpo da esporre, come macchine per la creazione di figli, senza alcun ritegno per la persona. Maschilismo come dominazione è il prodotto di una società deviata, femminismo come resistenza è una logica conseguenza. EZIO:Condivido le parole di Enrico e non mi permetterei mai di giudicare una persona "depravata" o ancora peggio con "problemi" se ha costumi, stili di vita e piaceri diversi dai miei, sempre (come dici tu) tenendo ben lontano la costrizione di un essere vivente sull'altro. Sulla questione del dominio non saprei, non penso però che le cose siano collegate...Le costrizioni non piacciono a nessuno, "giocare" con il proprio corpo e con quello dell'altra persona, studiarsi, conoscersi INSIEME". Quali sono le vostre più grandi paure e/o comunque le cose che individualmente vi danno più fastidio? ENRICO:...Si continua con le domandine "leggerine"! Le mie piu'grandi paure...Si ne ho un pò, però visto che fanno parte della mia sfera più intima preferisco tenerle per me e avervi a che fare di volta in volta con le mie uniche forze. Se non sono da solo a combatterle me le porterò dietro per sempre...La cosa che ultimamente mi ha dato in assoluto più fastidio è che dal mio piccolo orticello mi hanno rubato una zucchina che stavo facendo andare a seme...Erano anni che non mi arrabbiavo cosi' tanto! Rubare mi sta bene, lo pratico anche io quotidianamente, però non agli sfigati che non hanno nulla (come me!)! Vedere sparita quella zucchina dopo tutto l'amore che ci eravamo scambiati mi ha fatto incazzare davvero tantissimo! EZIO:Di paure ce ne sono diverse (chi non ne ha...)...Una:L'UOMO. Come essere pensante e quindi capace di distruggere quello che quotidianamente viviamo. L'incapacità di reagire o il sentirsi troppo piccoli davanti alle avversità, sono alcune delle cose che mi danno decisamente "fastidio". Questo però non deve fermare la forza che abbiamo dentro nel resistere. Quanto e in che modo vi sentite vicini alla "Classe operaia"? Voglio dire:noi come anarchici desideriamo non le migliorie nel sistema bensi' l'abbattimento dello stesso, quindi se ad esempio vedete degli operai che scioperano o manifestano perchè una fabbrica chiude o altro ancora vi sentite al 100% con loro (e magari partecipate a certe situazioni) perchè quindi credete che se per adesso non vi è rivoluzione queste persone abbiano diritto comunque di mangiare e, quindi, di portare avanti però allo stesso tempo quello che odiamo, oppure preferite staccarvi radicalmente da tutto ciò? ENRICO:Io non mi reputo facente parte di alcuna classe, ne tanto meno mi sono mai visto come operaio. Questa suddivisione in caste sociali tipicamente sinistroide (ma anche anarchica) mi ha sempre dato molto fastidio. La diffusa certezza che,in quanto proletari (quindi lavoratori) si abbia diritto a certi privilegi. Privilegi che sono solo catene piu'resistenti e spesse di quelle che i poveracci già portano (esempio calzante:la dittatura proletaria). La mia critica va alla base di questa ideologia classista:io critico prima di tutto il lavoro, come schiavizzazione della persona e come ricatto per una vita "benestante" (chi non lavora non può permettersi casa, auto, famiglia, svaghi, etc.). La maggior parte delle persone vede nel lavoro l'unica possibilità per poter vivere:se non si lavora non si mangia...Bè io non la vedo assolutamente cosi'. Prima di tutto è la persona in quanto tale ad avere importanza, e non quello che può produrre. Il vero valore è quello delle emozioni, non degli oggetti. Inoltre il fatto che lo stato istituzionale incentivi lo sfruttamento mediante le sue leggi (la Repubblica basata sul lavoro...) è un motivo in più per non scendere al compromesso che ha come soggetto il lavoro. L'altra cosa che critico e'la mentalità che ha permesso di ampliare e mantenere questa suddivisione in classi. Se il gioco dei cosiddetti padroni è quello di creare un divario tra chi lavora e chi sfrutta, l'ideologia che vuole dare "potere" alla classe operaia aumenta questo divario. Attenzione però:non voglio che capitalisti e operai vadano a braccetto...Ci mancherebbe anche questa! Solo che fino a quando ci saranno divisioni e catalogazioni per le persone ci sarà anche chi saprà sfruttare e lucrare sulla cosa. EZIO:Sentendo parlare di fabbrica mi viene il collegamento diretto con il pensare e l'agire dei luddisti...Altri tempi però, da non dimenticare il periodo storico che stiamo vivendo...A pensarci bene sono molto lontano dalla lotta operaia, il mondo sta morendo e c'è chi pensa a lavorare...Ovviamente il piano è pensato molto bene e funziona alla grande! Se non lavori non mangi, dicono...Fate un giro all'ora di chiusura nei mercati ortofrutticoli o ancor meglio guardate nei campi di frutta dopo la raccolta stagionale (solo un piccolo esempio)...Questa società funziona proprio cosi':se non produci sei handicappato e non conti nulla. Assurdo e molto triste allo stesso tempo. In questo sistema ho deciso per ora di schierarmi dalla parte di quelli che non "producono niente" e cerco di divertire divertendomi. Credete fino in fondo nella contro-informazione, e quindi nel combattere pacificamente l'ignoranza generale per arrivare alla rivoluzione, oppure pensate che si giungerà ad un punto in cui dovremmo per forza di cose usare le armi per liberarci e quindi anche, nel caso, uccidere? Credete che si possa fare una cosa cosi' orribile in nome della libertà e comunque rispettate qualsiasi azione individuale da parte degli anarchici? Pacchi bomba ed altro ancora, ad esempio, e infine:credete che uno come Gaetano Bresci sia una sorta di "eroe" in tutto e per tutto? ENRICO:Il problema di cose come l'uso delle armi o le bombe per giungere a determinati fini è piuttosto complicato. Anzitutto voglio fare una piccola premessa:la rivoluzione per come intendo io è la sovversione di un ordine precostituito e l'instaurazione di una nuova società, magari migliore rispetto a quella soppiantata. Storicamente parlando nessuna rivoluzione (più o meno legittima o giusta) è mai stata rivoluzione buona. C'è sempre stato qualcuno che ha soppresso altri, indipendentemente dal fatto che siano state persone buone o cattive. La vera rivoluzione, quella che conta davvero, quella che ribalta veramente le cose è quella che avviene dentro di noi. Prima di tutto svincolandosi dai falsi parametri che l'educazione di massa imprime fin da piccoli, poi creando un proprio giudizio e una propria coscienza. Sembra facile e scontato ma la stragrande maggioranza delle persone e'solamente un pupazzetto che viene azionato a distanza da chi ne controlla i giudizi e i gusti. Una rivoluzione di massa, che possa influenzare positivamente chiunque è possibile solo attraverso una ripresa di coscienza individuale. Ora come ora una rivolta armata porta solamente altre tragedie sul piatto della bilancia, porta solamente dei padroni diversi a comandare. Il problema è pensare a cosa consegue dopo azioni di un certo tipo:sono azioni costruttive? Portano un reale cambiamento? Realizzano davvero un diversivo? Sono gesti casuali ,buttati al vento, non faranno nulla se non morire nel niente...Ogni cosa va analizzata in base a tantissimi fattori e generalizzare non mi sembra il caso. EZIO:Condivido le parole di Enrico, e ribadisco la rivoluzione interna di ognuno di noi,nella vita di tutti i giorni, nelle azioni quotidiane e nei compromessi che ogni giorno dobbiamo vivere. Solo cosi'saremo pronti un giorno a concretizzare un nuovo modo di vivere (un po'lo stiamo già facendo). Non ho nessuna verità in tasca, ma di alcune cose sono certo:siamo in troppi...Ma l'uomo con guerre ed epidemie si sta già portando avanti...Non penso si debba arrivare alle armi per forza, forse ha molta più efficacia osservare ed analizzare l'uomo, scoprendo le sue paure ad esempio...Ma la società (altri uomini) lo ha già fatto costringendo l'essere umano a lavorare 8 ore al giorno; non mi piacciono gli eroi e i grandi uomini, perchè sono spesso e volentieri visti irraggiungibili, ma amo tutt* quell* che, con le proprie forze, lottano per la libertà. Che mi dite di chi adopera tutta la sua vita solo in nome di una causa come potrebbe essere quella della liberazione animale, e che quindi quotidianamente non fa altro che seguire un solo obiettivo, magari non dedicando energie contro altre ingiustizie credendole anche in qualche modo meno importanti? ENRICO:Generalmente chi si sbatte per la liberazione animale,e con questo intendo con ogni mezzo possibile, è giunto ad una maturazione politica che ha portato ad una critica globale del moderno vivere, di cui la battaglia per gli animali è solo una parte, ovviamente importante, di una lotta generalizzatae indistinta molto più grande. Non trovo nulla di sbagliato in chi si focalizza in un unica direzione...Anche se è solo una piccola parte per lo meno hanno deciso di lottare! Pensa a chi parla solamente e non fa nulla! Direi molto peggio! EZIO:Ognuno, secondo me, è propenso ad un sentire ed agire diverso...L'importante è il concretizzare un pensiero e una lotta, cercando di analizzare e colpire dove più si puo'nuocere. Il mondo è vasto e ci sono persone che hanno idee diverse, e capita di sentire gente che si batte contro lo sfruttamento animale e allo stesso tempo rinchiuderebbe tutti gli stranieri nei CPT (ASSURDO!) o ancora chi predica Libertà e resta indifferente davanti ad un allevamento intensivo (ASSURDO!). Chiudete, se volete, usufruendo di questo ultimo spazio dicendo tutto ciò che avete a cuore dire oltre alle mie domande... ENRICO:Mhh...Anche nell'ultima domanda c'è dello spessore!!!! Allora un pò di auto pubblicità, non la faccio mai...Che mi sia consentito almeno una volta! D'ora in avanti nella distro ERF (la distribuzione forlivese di libri, opuscoli, magliette etc.) sono aperte due nuove "sezioni"! Reparto marmellate e conserve autoprodotte, fatte con frutta e verdura proveniente da recupero, e reparto semi e sementi autoprodotti di piante non sterili!...Sempre più senza limiti!!!! Ole'!!!! EZIO:Sicuramente ringraziandoti e incoraggiandoti a continuare con i tuoi progetti, lunga vita alla carta stampata!

I LE TORMENTA SONO
Ezio - Voce
Enrico - Chitarra
Steno - Chitarra
Paolo - Basso
Andrea - Batteria


e-mail:band@letormenta.com


e-mail E.R.F.:equalrights@inventati.org



Sono il sangue che bagna le tue mani. Sono il dolore per cui provi piacere. Guardi nei miei occhi (colmi di terrore) e ridi...Il senso di superiorità ti riempie di orgoglio. Per la continua ricerca del falso...Ma secoli di sbagli trovano l'appoggio di chi dal falso ha creato un impero. Ed io sono l´ennesima vittima sacrificale...Io. Ennesima vittima sacrificale. Il mio corpo trafitto da freddo acciaio è il mio corpo. Padroni del mio corpo...Non ho più il controllo o forse non l´ho mai avuto. In quest´apice di agonia continui a ridere...Odio, vendetta, giustizia, nella mia mente, ma "la bestia" sono io...E tu, che rimani in silenzio davanti a tutto questo, sei complice e carnefice.


"Quando l'ingranaggio vince su una persona il risultato è devastante:la voglia di provare tutte le emozioni che la vita può dare viene meno, soppiantata da una sterilità allarmante, involucri vuoti che pensano solo ad arrivare a fine mese, a sistemarsi economicamente, a staccarsi da qualsiasi legame con la natura. Inglobati in un vortice nero continuano le loro vite ma in realtà sono già pronti per la morte:che essi siano vivi oppure no, non fa alcuna differenza. Nulla danno ora, nulla lasceranno poi. Il sentiero che abbiamo intrapreso è diverso, siamo nel mezzo di una ricerca:tra persone “meccanizzate” e robot di carne esiste ancora chi usa cuore e cervello (...ma sono pochi, sono molto pochi). Cuore per parlare con il mondo, cervello per capire il mondo. Quando queste persone si incontrano si tengono strette le une alle altre, mai permetteranno la loro divisione...Stringendosi i sogni mettono radici ancora più forti." (Testo ed approfondimento della canzone "Il sogno")
  
“…Lentamente le cose tendono a svanire, con esse tutte le speranze, le passioni ed i sogni diventati, ormai, un ricordo annebbiato di una gioventù che riporta sorrisi malinconici. Non voglio smettere di sognare:sogno per fuggire dalle cose che cambiano troppo in fretta, sogno per fuggire da un mondo che odio, sogno perché vi posso trovare un rifugio solido e confortevole…Sogno perché non ne posso fare a meno. Ma più sogno e più soffro, perché so di non poter trovare nessun riscontro nella realtà:questo contribuisce ad aumentare la mia solitudine…Ne vale la pena…" (Roid, 1999)
  
"Esistono persone che hanno deciso di amare. Il loro amore è sconfinato e talmente grande da non poter essere contenibile, incredibilmente caldo, confortevole. Una forza capace dei gesti più teneri e commoventi, come pugnali le lacrime che essi versano, ogni volta che aprono una gabbia, ogni volta che vengono rinchiusi in una prigione, ogni volta che vengono uccisi. Come pugnali le lacrime che noi versiamo per tutti coloro cui viene negato l'amore. Le ferite che apriamo con il pianto non si rimargineranno mai" (Le Tormenta, 2004)

lunedì 30 aprile 2012


 FINE ANNI '90 

A Piombino, città toscana dominata come tutte dal parassitismo, l'ignoranza, l'effimero,  il menefreghismo, il consumo, la noia ma  anche e soprattutto dal quotidiano ed orribile inquinamento e sfruttamento della fabbrica/acciaieria/mostro devastante "Lucchini", si formano i Prolet Kult, un gruppo purtroppo vissuto poco...Suonano in occasioni sporadiche intrufolandosi nelle minime situazioni che il loro territorio in un certo senso "offre" come ad esempio in Corso Italia, strada che percorre il centro cittadino fino al mare, dove ragazzi e ragazze sfoggiano i vestiti di marca migliori camminando su e giù parlando di stupidaggini mentre respirano con indifferenza quell'aria appestata che uccide in silenzio...E siamo a cavallo fra il 1998 ed il 1999, ovvero il periodo in cui la guerra nell'Ex-Jugoslavia raggiunge il suo apice e dove il governo D'Alema opera (nel contesto del terrorismo legale N.A.T.O.) con il solito consenso silenzioso della popolazione che gli lecca le suole assopita come sempre da talk-show, imprese calcistiche ed altre amabilissime stronzate...E intanto dalle basi italiane partono gli aerei che vanno a sganciare le bombe, e in quelle terre si muore. Si crepa saltando in aria, si crepa dalla paura, si cammina fra i cadaveri, si viene oppressi e stuprati, malmenati, ridicolizzati, mutilati, feriti, derubati. Si piange fino alle convulsioni e non si può dormire. E' la guerra. I territori sono conquistati dagli eroi hollywoodiani della coalizione che portano la "Pace" seminando pura devastazione...E le acque e le terre saranno inquinate per decenni. Gli acquedotti, ma anche i corsi naturali ed i campi. Tutto è sotto il controllo di divise che contengono burattini al servizio dell'economia delle multinazionali e delle prodezze coloniali del mondo moderno. Filo spinato, camionette, posti di blocco continui, fucili... Piombino allora si collega a quelle popolazioni tramite un grido di denuncia, breve ma forte ed intenso. Dalla città dell'acciaio e del marcio dei polmoni e delle menti, dalla città di chi sostiene l'odio e la distruzione vivendo come un automa a chi quell'odio e quella distruzione li ha subiti e se li porterà comunque dietro per sempre...A me i Prolet Kult hanno fin da subito attratto (non scrivo della situazione in cui li ho conosciuti e visti suonare perchè dovrei giustamente farlo come merita e sarebbe una roba troppo lunga), pur se per alcune cose non mi ci sarei trovato sicuramente in perfetta sintonia, ma per tutto il resto sono stati qualcosa di importante, uno squarcio nel silenzio di una città profondamente malata. Michele, l'ex-cantante, mi regalò ai tempi una loro cassetta senza titoli nè copertina, ma solo contenente 9 tracce registrate in una stanzetta...Ora questi pezzi passano su Cd e li distribuirò come meritano. Perchè a Piombino qualcuno ha gridato, anche se nelle orecchie ovattate della gente comune c'è più merda che in un cesso senza sciacquone usato un mese di fila...Il Cd costa un Euro e finalmente giorni fa sono anche riuscito a trovare i suddetti titoli contattando Luca (l'ex-bassista che per l'occasone ha scritto le righe di cui sotto), anche se solo 7 su 9...Ma non importa. Ciò che veramente conta è quello che c'è dentro e che viene sputato fuori:paranoie, rapporti umani falsi, amore represso, cielo cupo, odore aspro di ferraglia inutile e serpentine elettriche di fili lasciati scoperti...Merda del capitale in uso e disuso. E adesso i Prolet Kult in un certo senso rivivono.

A. (2008/2012)
 (attaccoanarcopunk@hotmail.it) 

Il "Prolet Kult teatro e agitazione" nasce inizialmente per divertimento, qualche ragazzo nella noiosa Piombino cerca un diverso modo per passare il tempo e si mette a suonare, da totali dilettanti della musica fondiamo il gruppo, la cui intenzione non è principalmente di denuncia sociale ma piuttosto di reazione all'apatia di una città ammutolita dall'alienazione. E' stata una grandissima esternazione di energie stagnanti. I testi erano degli affreschi di stati mentali e situazioni pregne di paranoie, frustrazioni, solitudini, ripetizioni e abitudini di una quotidiana piattezza. Se non fossimo nati a Piombino probabilmente non saremmo esistiti. Portavamo gli abiti di un certo filo-sovietismo, senza grandi convinzioni, era piuttosto una provocazione estetica. Comunque sia, il perno su cui roteava tutta la situazione erano i concerti dove il nostro amico Angelo (in arte Rancilio) si spogliava, a volte completamente nudo, dimenandosi come una bestia tra catene, icone, croci e urla, davanti a un pubblico avvolte glaciato, avvolte rapito, avvolte costernato (una volta ci hanno anche picchiato). Siamo durati circa tre anni in cui abbiamo esaurito le nostre possibilità, ci siamo bruciati da soli. Eravamo casinari e arrabbiati, ma solo sui palchi e non eravamo punk. Luca
Achtung:limite invalicabile.
Sorveglianza armata.
Raffiche di mitra su Pristina.
Non sorpassare la linea gialla.
Non sorpassarla...

 I PROLET KULT ERANO 
 Michele - Voce  Stefano - Chitarra
 Angelo - Danzeconvulseanticapitaliste
 Luca - Basso (batteria elettronica)

sabato 28 aprile 2012


L'IRAQ...TE LO RICORDI?

Quella che segue è la lista delle multinazionali coinvolte nel massacro del popolo iracheno causato dalla guerra cominciata ufficialmente il 20 Marzo del 2003 e altrettanto ufficialmente terminata il 15 Dicembre dello scorso anno con il passaggio di tutti i poteri alle autorità irachene da parte della coalizione internazionale guidata dagli U.S.A. (in realtà, con tutto il suo orribile strascico, è tutt'altro che finita). E' la terza volta in cinque anni che la pubblico in rete e magari chissà, ciò ha portato a qualcosa di concreto, e con questo intendo dire non che venga letta lasciando memorizzato qualche nome, nè che venga soltanto diffusa, bensi' che chi la legge passi egli stesso all'azione pratica, ovvero il boicottaggio al massimo delle proprie possibilità, senza nascondersi dietro le solite scuse come ad esempio "tanto le persone non agiscono", "siamo pochi, le cose non cambiano", "sono troppo potenti" ed altri atteggiamenti da piagnisteo, passivi, arrendevoli, menefreghisti e collaborazionisti per, gira e rigira, sciacquarsene le mani a causa di una sensibilità ovattata che non si (ri) sveglia a meno che bombe, stupri ed omicidi arrivino a sfiorare i confini del "proprio giardino"...E a proposito di questo agire concreto, consiglio di stampare o trascriverne i contenuti per portarseli con se in modo tale da potersi muovere agevolmente nell'evitare determinati acquisti.
A.

Note:1 = Partecipazione diretta (investimenti e produzione sul territorio iracheno).
2 = Finanziamento alla prima campagna elettorale di G. W. Bush.
3 = Altro


ALIMENTAZIONE E TABACCO - Philip Morris (2-3):Marlboro, L&M, Chesterfield, Bensons & Hedges, Miller, Nabisco, Kraft (Samaiza, Suchard, Toblerone, Philadelfia, El caserio, Milka, Oscar Mayer, Carte d'or). Pepsi-Cola (2):Lipton, Acquafina, Kas, Rufles, Doritos, Fritos, Cheetos, Maturano, Tropicana, Quacker, Gatorade. Coca-Cola (3):Fanta, Acquarius, Lit, Sprite, Minute maid, Nestea. El corte ingles (1). Reynold's Tobacco (2):Camel, Winston. Mc Donald's (3). PETROLIO ED ENERGIA IN GENERALE - Exxon mobil (1-2):Mobil, Esso. General eletric (1-2). SHELL (1). OMV (1). Chevron texaco (2):Texaco, Chevron, Havoline, Caltex. BP amoco (2):BP. AUTO E TRASPORTI - Mitsubishi (1):Mitsubishi motors, Mitsubishi eletrics. Boeing (1-2). Ford Motor (2):Volvo, Jaguar, Land Rover, Mazda, Aston Martin, Lincoln, Mercury. Fiat (1). Daimler chrysler (1-2):Chrysler, Jeep, Mercedes Benz, Smart, Dodge. Rolls Royce plc (1). General motors (1-2):Opel Pontiac, Cadillac, Chevrolet, Vauxhall, Saab, Fiat, Fuji, Subaru, Isuku, Suzuki. ELETTRONICA ED INFORMATICA - Ibm (1), Siemens (1), Motorola (1), Del (1), Alcatel (1), Ericsson (1), Samsung (1), Sony (1), Philips (1), Panasonic (1), Toshiba (1), Intel (1), Sagem (1), Microsoft (2), Aol time warner (2), Walt Disney (2), Speeka* (2). BANCHE ED ASSICURAZIONI - Citygroup (2), American Express (2), Credit Suisse (2), Unicredit (3). *(Azienda italiana con sede a Milano che fornisce i ponti radio e satellitari dei quali si avvalgono esercito e carabanieri nelle cosiddette "missioni di pace")

giovedì 26 aprile 2012

PERCHE' CONTRO IL CARCERE

"Diciamo cose semplici, perchè siamo spiriti semplici. I pensieri, i desideri, i sogni che cerchiamo di esprimere appartengono all’umanità fin dall’alba del suo apparire. Uno stuolo infinito di legislatori, politici, esperti, intellettuali e altri sostenitori di idee autorizzate hanno complicato ad arte le domande, facendo sentire sciocchi e inferiori tante donne e tante uomini che si sono sempre riferiti all’unico libro in cui si può trovare qualche risposta:quello dell’esperienza vissuta"


Siamo contro il carcere perché esso è nato e si è sviluppato per difendere i privilegi dei ricchi ed il potere dello Stato. Siamo contro il carcere perché una società non più basata sul denaro, sul profitto e sulla disuguaglianza, bensì sulla libertà e sulla solidarietà, non ne avrebbe bisogno. Siamo contro il carcere perché vogliamo un mondo in cui le "regole" vengano davvero decise in comune. Siamo contro il carcere perchè anche il crimine più efferato ci dice qualcosa di noi, delle nostre paure, delle nostre debolezze, e non serve a nulla tenerlo nascosto dietro delle mura. Siamo contro il carcere perchè i più grandi criminali sono quelli che ne detengono le chiavi. Siamo contro il carcere perché con la scusa di rieducare cerca di puntellare la tua testa, di plasmarla, di domare il tuo corpo e farti dire "sì signore" davanti alle assurdità più inconciliabili con la ragione. Siamo contro il carcere perchè nulla di buono cresce sulla coercizione e sulla sottomissione. Siamo contro il carcere perché vogliamo trasformare radicalmente questa società (e quindi trasgredirne le leggi), non integrarci pacificamente nelle sue città, nelle sue fabbriche, nelle sue caserme, nei suoi supermercati. Siamo contro il carcere perché il rumore della chiave nella toppa della cella è una tortura quotidiana, l’isolamento un abominio, la fine del colloquio una sofferenza, il tempo recluso una clessidra che uccide lentamente. Siamo contro il carcere perché quello dei secondini è sempre un corpo chiuso, pronto a proteggere ogni abuso e ogni violenza, disumanizzato dall’abitudine all’obbedienza e alla delazione. Siamo contro il carcere perché ci ha strappato troppi giorni, mesi o anni, oppure troppi amici, sconosciuti o compagni. Siamo contro il carcere perchè la notizia di un’evasione ci scalda il cuore più del primo giorno di primavera. Siamo contro il carcere perché il senso del giusto non lo si troverà mai in qualche codice. Siamo contro il carcere perché una società che ha bisogno di rinchiudere e umiliare è essa stessa carcere.
Anarchici

domenica 22 aprile 2012

 OPUSCOLO BENEFIT!
 
Quasi 5 anni fa proposi pubblicamente più o meno ciò che segue, ma tutto si perse nel nulla:ci riprovo. Si tratta appunto di un opuscolo, autoprodotto, contenente disegni/collage e, perchè no, magari anche scritti (in "forma" di poesia come si intende solitamente o in altri modi, non fa differenza), il cui ricavato (per un prezzo che non supererà le 2,50 euro) andrà in sostegno alla lotta contro lo sfruttamento e il massacro animale:fondo cassa per la contro-informazione (es.:volantinaggio/attacchinaggio), spese legali degli attivisti, supporto ai collettivi, etc., e a differenza di altre volte in questo caso non chiedo che le espressioni in esso contenute abbiano esclusivamente a che fare con l' "argomento" in questione...Chi è interessato a partecipare, quindi, mandi una mail all'indirizzo visibile nel logo, ma è importante però chiarire prima alcune cose:  1 -L'opuscolo sarà stampato in bianco e nero e non ci sarà nessun Copyright, il che - tagliando corto - significa che chi lo avrà fra le mani non dovrà  obbligatoriamente rendere conto (pena ricatti legislativi) a nessuno dell'uso che ne farà. Se quindi c'è chi ha intenzione di possedere in tal senso ciò che comunica, non è questo "il posto" adatto.  2  No a perdite di tempo, che tradotto vuol dire non trastullarsi, mantenendo invece assidui contatti fino al completamento della collaborazione (poi in fondo alla traduzione c'è anche una postilla, che dice:"Al protrarsi del trastullamento scatta lo schizzamento dai coglioni").  3  Come ho già detto in passato per altri progetti ed in futuro ancora dirò, no ad eventuali inneggiamenti a risposte violente contro il sistema (non è ciò che preferisco divulgare, per vari motivi che non spiegherò adesso), cosi come - per scontato che sia - no ad espressioni legate in un modo o nell'altro ad idee autoritarie...Per il resto, ovvia libertà assoluta di esprimersi sull'esistente e anche su se stessi, il più possibile al di fuori del timore di "non essere in grado", di "poter apparire poco capaci" ed altre stupidaggini di questo genere. A me infatti non interessa minimamente se ad esempio non frequenti o non hai mai frequentato un "Accademia d'arte", e quindi non hai particolari capacità tecnico-stilistiche  preconfezionate (o comunque assimilate per voto/misurazione della creatività e concessione in un rapportarsi gerarchico basato su ruoli "alto"-"basso" all'interno di luoghi istituzionali/freddamente preposti) come se senza di esse o comunque di determinate "basi di partenza" non si possano avere "le carte in regola" per esprimersi degnamente...Per quanto mi riguarda infatti mi si possono anche spedire degli scarabocchi:ciò che conta è che siano lo sfogo dell'interiorità di chi li crea e che vogliano trasmettere qualcosa.  4 -L'opuscolo sarà di 10 fogli (compresa la copertina) in formato "A-4"  e "piegati", quindi a disposizione ci saranno 9 fogli per 36 facciate, ovvero 4 a persona per un totale di 9 persone. Ne consegue che, appunto, io attendo lo sbucar fuori di 9 "individui", ma per una questione di celerità non ho intenzione di rimanere in attesa per mesi e mesi, quindi, se più o meno entro la fine di Luglio di "individui" ne venissero fuori meno, procederò alla stesura con un numero ridotto di partecipanti (anche solo uno o due).

 CHE COS'E' LA ANNOZERODIFFUSIONI?
La "Annozerodiffusioni" è una minuscola, anzi, impercettibile "casa editrice" autogestita che nasce nel 2002, divulga materiale di chiara "impronta" anarchica/libertaria, ma, evidentemente, se possibile anche altro, e il luogo dove avvengono le stampe è solitamente una sontuosa stanza di approssimativamente 1 m. e mezzo/2 m. e mezzo x 4, semibuia, e per fortuna notevolmente distante dal deleterio rumoreggiare meccanico degli agglomerati urbani ed il loro interno e pressochè vuoto rapportarsi umanoide. 
A.

sabato 7 aprile 2012

SE VORRETE IMPUGNARE LE LORO ARMI PER UCCIDERE IN NOME DELLA RIVOLUZIONE,
IO NON SPARERO' UN COLPO.


A.

  NUOVA COPRODUZIONE DELLA TOSCANANARCOPUNK...
    FINALMENTE FUORI!!

Il dischetto (formato digipack con libretto testi, tutto a colori) contiene sei canzoni inedite registrate in diverse sessioni tra il 2008 e il 2009, e a cui hanno collaborato diversi amici che ci hanno accompagnato in questi anni:Leo dei K’e-K’e-m, Francesca dei Zustissia Mala e Massimo ex Kenze Neke. Completano la scaletta le ristampe di “Aicci ti oninti su punk!” (2005) e di quasi tutto “Istorias” (2004), ormai esauriti da anni, per un totale di 21 tracce, accompagnate da un libretto di 8 pagine con testi, traduzioni e approfondimenti. Ci hanno supportato e hanno creduto in noi, come apostoli, 12 distro/etichette sarde e dal resto d’Italia da Palermo a Trento, fiere sostenitrici del DIY, a cui va il nostro ringraziamento per l’aiuto e la pazienza! Chi fosse interessato a questo o ad altri dei nostri dischi in distribuzione, può trovarli ai nostri concerti, oppure mandare un’e-mail a castizombi@libero.it (naturalmente scambi più che graditi!).

A.F.D.A., 25/03/2012

Nascere e crescere in Sardegna oggi significa trovarsi scaraventati in una realtà fatta di impoverimento diffuso e in crescita esponenziale, situazione resa apparentemente "a senso unico" per gli effetti degli ultimi cinquant'anni di depredazioni e speculazioni capitaliste. Il senso di rivalsa e l'intimo disagio dell'individuo medio poggiano sul contrasto tra la consapevolezza di appartenere ad un popolo - seppur eterogeneo - con un ricco patrimonio culturale e avente dei codici interni definiti, e una sorta di senso di inferiorità che deriva da duemila anni di infamie subite, razzie, e campagne denigratorie a tutti i livelli. I nuovi imbonitori nostrani, facendo leva sul groviglio di sentimenti che i Sardi provano nei confronti dei "padroni continentali", acquisiscono fama di liberatori che incassano sotto forma di voti, e in cambio ci regalano un'identità riplasmata e stabilita a norma di legge. È emblematica in questo senso la proposta di insegnamento della lingua sarda nelle scuole: dato che il sardo, comprendendo tutte le sue varianti, è una lingua orale e non scritta, è stata trascritta una vera e propria grammatica in modo da fissarne la forma e le regole. Gli entusiasti sostenitori di questa iniziativa non considerano, tra l'altro, che essa condannerebbe alla scomparsa le varianti linguistiche locali, castrando la vitalità della lingua. Questa e le altre apparenti quanto false conquiste, se da un lato paiono appagare quel vago desiderio di rivincita, in realtà raggiungono lo scopo di far sì che si continui a fissare l'attenzione su chi comanda piuttosto che sull'essere comandati. Brani inediti:Queste sei tracce sono la sintesi di continue riflessioni riguardo il tessuto sociale sardo, da cui emergono la necessità dell'azione diretta e il fatto che essa sia conseguenza di un chiaro rifiuto per tutto il marcio esistente. Rifiuto che vuole sconfinare dai binari e dai limiti imposti dall'ideologia democratica, promotrice di tolleranza, "porgitrice di altra guancia", e pilastro di questa società-galera che incarna rapporti di forza e offre ben miseri spazi d'opinione. D'altra parte andrebbe sempre tenuto conto, oltre che del particolare momento storico che stiamo vivendo, della specificità socio-culturale e politica di questa terra; ne consegue la non applicabilità di prassi e metodologie prese in prestito dall'esterno e attuabili in tutt'altri contesti. Sei tracce registrate in periodi diversi, e che, nelle intenzioni, una volta completate dai testi, avrebbero dovuto accompagnare Istorias e Aicci ti òninti su punk! come una sorta di epigrafe sul lavoro degli AFDA, e un ultimo saluto a chi ci ha sostenuto. L'aver ripreso i contatti reciproci, i brevi incontri per la stesura dei nuovi testi, gli scambi di materiale per la definizione di questa raccolta, hanno portato a un esito opposto. Stavolta dedichiamo queste poche righe a noi stessi e a chi ha tenuto in considerazione gli AFDA aldilà dell'ascolto sonoro. Sono trascorsi anni, anni in cui abbiamo maturato, esteso e socializzato quei pensieri e quanto li ha accompagnati in musica, parole, rapporti, viaggi, risate, scazzi... e in sostanza è sentita più che mai la necessità di riproporre quelle canzoni di un tempo neanche troppo lontano. Attitza su fogu (o atzitza su fogu):ravvivare il fuoco! Scansare la cenere - utile ad altri scopi - e smuovere la brace affinchè la fiamma torni ad essere di nuovo alta!

 Toscananarcopunk (Un'isola nel caos//Supporti sovversivi su Cd e Vinili):perché, come, da quanto...
La Toscananarcopunk nasce nel 2002 sia come "appellativo" per il mio ex-gruppo Rivolta (in particolare per descriverne la provenienza sui volantini dei concerti, visto che eravamo tutti "sparpagliati quà e là"), sia per l'amore che io ho per la Toscana, dal "vivere", o ancor meglio il "prendere la vita" della "sua gente" (ovvero la "toscanità", che nonostante il pecoraggio, la superficialità e l'ignoranza enorme riesce a fare quantomeno capolino come attitudine schietta/propositiva/positiva e ironica/"leggera") a, soprattutto, la terra ("cruda e selvaggia", ma ovviamente stuprata...)...Toscananarcopunk, quindi, è più che "solo" un nome per un'etichetta discografica, poichè equivale ad un vivere e ad un riconoscersi con forza ed orgoglio in determinate radici (cosa che però non ha naturalmente nulla a che vedere con il campanilismo), per questo "appare" anche come firma su volantini e manifesti di vario genere ("Terra cruda e selvaggia, appunto)...
 "Do it yourself" ("Fallo da solo")
Autoprodurre ed autogestire musica, scritti ed altre tipologie di espressione, ovvero liberarsi dai tentacoli di un sistema che vive e si alimenta di delega, appiattimento e mercificazione. Chi sostiene infatti che è giusto muoversi in altri modi è oggettivamente un coglione che cerca molteplici scusanti per giustificare il suo desiderio di farsi un'altarino e cammuffare la sua sete di denaro con discorsi che sinceramente - educatamente o meno - me li attacco tutti quanti al cazzo. Le cose si cambiano a "macchia d'olio", ognuno con le proprie possibilità e forze agendo nel proprio piccolo, soprattutto nella realtà in cui fisicamente si muove, e quindi a stretto e diretto contatto con essa, senza delegare e vendere le idee e la lotta a vari mezzi e aguzzini di merda, i quali - anche nei rarissimi casi in cui non vi è una particolare volontà - non potrebbero fare altrimenti che storpiare determinati messaggi e valori gettandoli nell'enorme centrifuga che è questa società di bastardi profittatori e morti viventi adeguati/arresi, atrocemente falsa, schifosa, perversa, sanguinaria, spenta e monotona...

Quelli che seguono sono alcuni titoli usciti dal 2010 al 2012 più quelli fuori catalogo, che non sono cioè nè coproduzioni, nè produzioni, nè doppiaggi/riproposizioni, bensi' quelli che ho ricevuto scambiandoli con altri, oppure che mi sono stati consegnati o regalati per poterli dare via. Il nuovo CD degli A.F.D.A, comunque, costa 5 Euro. Per ordinare questo ed altri titoli e/o anche per ricevere gratuitamente in formato PDF la lista completa della Toscananarcopunk (dove, a parte rari casi come quelli sottostanti, tutti i CD costano 1 euro ed i DVD 2), ma anche della Annozerodiffusioni (opuscoli, materiale cartaceo) e della SuOnI aNtagOnIsTI (Tape:le vecchie "musicassette"...), scrivi una mail qui: attaccoanarcopunk@hotmail.it

A.


"Canti Mapuche" (Cd senza titoli benefit per Terra selvaggia - pagine anticivilizzatrici, produzione, 2010) - 2,50 Euro

Un "piccolo" gesto in solidarietà a questo popolo indigeno della Patagonia (Argentina-Chile), sottomesso nei secoli da vari poteri colonialisti e che combatte contro i Benetton dal 1991, anno in cui la multinazionale trevigiana acquistò 950.000 ettari di terreni per permettere l'allevamento delle pecore "Merinos" (dalle quali estrarre la famigerata lana per i capi di abbigliamento), espropriandoli cosi' delle loro terre.

Boicotta Benetton! Marici weu! Dieci volte vinceremo!


"Saluti e baci al sogno occidentale"
(Cd senza titoli benefit per la Cassa Anarchici Inquisiti, produzione, 2010) - 2,50 Euro

Il titolo è un riferimento alla società consumista, superficiale e materialista in cui “viviamo”. Otto tracce di musica strumentale dal Medio Oriente (la "zona calda", come credo non la chiami nessuno, ma io si), ritmi e melodie da terre e popoli assoggettati dal dominio occidentale ed interno, la cui "colpa" è principalmente quella di essere nati dove scorre in grandi quantità il cosiddetto "oro nero"...Decenni di scontri, sfruttamento, sangue, morte e sofferenze atroci, impossibili da definire. In questo momento, mentre io sto scrivendo e tu leggi, in Medio Oriente è la devastazione...Lo realizzi? Ti tocca? Ne soffri?


 Poison Girls - "Tender love" (discografia completa, produzione, 2010) - 5 Cd - 10 Euro
Il mio omaggio a quello che per quanto mi riguarda è stato fin'ora fra i "migliori" gruppi punk mai esistiti (se non il "migliore"). 72 pezzi.




L.W. BEETHOVEN - Nona sinfonia
In questo caso o scrivo una "pergamena" di cose oppure non scrivo niente:opto per la seconda opzione. Cd benefit per la Cassa anarchici inquisiti, produzione 2012, 2,50 Euro





Anxtv/Vivere merda - "Diritto d'illusione/Escort punk" (Split Lp 12", coproduzione, 2010) - 7 Euro
L'unica cosa che mi ha dato e mi da fastidio di questo disco è l'intro proposta dai Vivere merda, ovvero l' "inno individualista", canzone libertaria "popolare" fra le peggiori, con il ritornello che scandisce un "E a chi non soccombe si schiudan le tombe s'apprestin le bombe s'affili il pugnal, è l'azione l'ideal!". Per il resto, apprezzo il gruppo di Udine (gli Anxtv manco a dirlo...). Per quanto riguarda invece il costo*, metà va a coprire la stampa del disco, mentre il resto le spese di registrazione dei gruppi e rimane ai singoli coproduttori che (si spera) una volta rientrati con ciò che hanno versato in partenza riutilizzeranno questi soldi in più per le attività delle loro distro (e non ad esempio per le birrette), cosa che io farò di sicuro, ma ho deciso anche di metterne 1,50 benefit per la Cassa Anarchici Inquisiti.

*(Dal retro-facciata) - “Il prezzo di questo disco è politico, la volontà di contenere la spesa di chi comprandolo supporta, oltre che noi, anche un determinato discorso anti-speculativo, è, ai giorni nostri, una necessità e rivendicazione di alcune delle tematiche cosi' care al giro dell'autoproduzione/no profit che stanno via via svanendo. Il prezzo con cui questo disco viene venduto permette di farci rientrare nelle spese di realizzazione e distribuzione. Un prezzo maggiore sarebbe una speculazione che svuoterebbe di significato i nostri contenuti, le nostre vite, il contesto in cui agiamo e i luoghi in cui suoniamo. Un disco a prezzo politico non può costare più di questo che stringi tra le mani. E tu? Quanto sei disposto a pagare per i tuoi eroi?”
                                                       
               
           Albert Ayler*/John Coltrane** (Compilation benefit per la Cassa Anarchici Inquisiti, produzione, 2010) - *1 Cd, 9 tracce strumentali, 2,50 Euro/**2 Cd, 18 tracce strumentali, 5 Euro

Perchè? Perchè il "Jazz" nacque e si sviluppò soprattutto come espressione della protesta/del disagio (ma anche delle radici) delle comunità minoritarie afro-americane nei primi decenni del secolo scorso, e quindi oltre a voler trasmettere energia e vitalità "sussurra" anche nostalgia/orgoglio per la terra di origine e storie di sfruttamento, migrantismo, schiavismo, disuguaglianza e segregazione. Perchè il Jazz non è e/o non sia poco più che musica "intellettual-chic", colta e/o d'elite, o merce per festivals "culturali" che fanno cassa a comuni, associazioni e industria turistica, o il pretesto per dire “io esisto, io valgo, io me ne intendo” sfoderando stupidi pareri tecnici fini a se stessi, o il "sottofondo soft" di puttanai luccicanti quali sono ad esempio night e pubbettini, luoghi colmi di anime in pena e cervelli stanchi da tenere a bagno maria con atmosfere create per assecondare i loro desideri rinsecchiti di poter acquistare e consumare alcool, divertimento frivolo e incontri da rattoppamento. Ma che non sia neanche il piedistallo (o motivo di esaltazione sbavettante) per i due “artisti” in questione (che in particolare, purtroppo, ricavarono da questa musica privilegi economici), e quindi che essa sia omaggiata nel suo splendore, che circoli e nutra, ma che contemporaneamente e in un certo senso sia anche strappata via alla centralità delle loro figure (cosa che riguarda soprattutto Coltrane, ma non ho voglia di approfondire cosa penso di lui più che di Ayler, anche su altri aspetti quali ad esempio quello religioso/mistico di "A love supreme") e, autoproducendo, a chi tutt'ora ci si arricchisce (le case discografiche e i commercianti), sostenendo una causa importantissima e con il desiderio, appunto, di poter nutrire e scaldare il cuore di chi la ascolta...Infine, anche se forse potrà superficialmente apparirti come cosa pignola, penso che sia importante sottolineare il fatto che una cosa è riconoscere le origini di un espressione musicale e tutto ciò che questo significa, e un altra è invece considerarla conseguentemente come appartenente prettamente ad una "razza", concetto che evidentemente con queste righe (e con queste ma anche con altre produzioni) io non voglio rafforzare, bensi' indebolire/spezzare, perchè la musica è inter-classista e rivoluzionaria (o quantomeno dovrebbe esserlo), ed affermare che il jazz è soltanto "la musica dei neri" è di per sé l'antitesi di ciò che essa è o come detto dovrebbe essere, quindi anche automaticamente del concetto unificatore/egualitario che per sua natura contiene (ma che rarissimamente, in quanto defraudata, esprime con onestà e pienezza).

Albert Ayler (Cleveland, 1936 - New York, 1970) cominciò a suonare il "sax alto" a sette anni (amava particolarmente Lester Young e Charlie Parker) e a sedici anni entrò in un gruppo di "Rythm & Blues". Nel 1956 decise di passare al sax tenore, e nel 1962 si trasferi' in Svezia a causa del “servizio di leva” (il militare), ma le sue prime registrazioni però ebbero luogo sia a Stoccolma che a Copenaghen (Danimarca), città nella quale incontrò il pianista Cecil Taylor con cui tornò in America (per la precisione a New York), dove cominciò a suonare assieme ai musicisti più "in" del "jazz aristocratico" come Don Cherry, Gary Peacock, Dizzy Gillespie ed il suddetto Parker. Tornato quindi di nuovo nella "Grande mela" nel 1965 dopo un tour mondiale, creò un nuovo gruppo col fratello Donald. Con la “sua musica” (legata al "movimento" della controcultura hippie, per moltissimi aspetti falso, per altri importante e serio) destabilizzò i canoni più consueti del Jazz dando sfogo alla propria creatività senza remore nè regole richiamando, mescolando e stravolgendo vari "elementi" (fra i quali ad esempio i ritmi e le sonorità patriottico-militaresche delle fanfare di New Orleans), e infatti per questo suscitò forti critiche, perchè era evidente che le sue intenzioni non erano quelle di "accasarsi" pienamente al suddetto Jazz elitario (adeguato, commerciale), bensi' di rimanere in qualche modo critico ed attaccato alle origini di questa musica, comunicando ciò sicuramente con maggiore forza rispetto ad altri. Il 25 Novembre 1970, dall'Est Reaver di New York affiorò il suo corpo senza vita, e la sua morte è rimasta avvolta nel "mistero" in quanto le ipotesi furono e sono rimaste due:il suicidio (circolò la voce che giorni prima avesse detto ad un suo amico di volersi togliere la vita), e l'omicidio da parte della polizia, poichè pare (?) che il suo cadavere avesse un foro di proiettile sulla schiena. Quindi, manco a dirlo, propendere per l'ipotesi dell'assassinio ed il conseguente insabbiamento è cosa molto, molto più realista...

Albert Ayler quintet - "Truth is marching in" (live 1966):http://www.youtube.com/watch?v=CnBSymLU8ME
John Coltrane - “Vigil” (live 1965):http://www.youtube.com/watch?v=5UHZaqG87N0

NO WHITE RAG - "Silence is violence"
Nuovo Cd dei "modenesi". Punk-hardcore. Coproduzione 2011, 4 Euro

Titoli fuori catalogo: "Merry Chrustmass” (Compilation della NKTN Rehorz con Beer system, Dislike, Senseless, Agathocles, Jan ag, Ulcerrhoea, Disface, Born sick, Execucao, Grimness, Siddio, Anti-fiction, Flop down, Orda balorda, Selkkaus, Pumpkinhead) - 4 Euro/Drunkards - “Sentenza di morte” (Cd 2007) - 5 Euro/ Infamia - "Rabbia, sofferenza, lussuria e follia” (Cd 2008) - 4 Euro/ A fora de arrastu/Feccia tricolore - S/T (Cd split 2008) - 4 Euro/ Le tormenta - “Reset” (Ep 7”, 2007) - 4 Euro (di cui 1,50 benefit per Senza gabbie)/Psycho negatives/No white rag - “Hope and illusions” (Ep 7” split, 2006) - 3 Euro/Insult/Execucao - “Uomo artificiale” (Ep 7” split, 2004) - 3 Euro/Un quarto morto - “La semina e il raccolto” (Ep 7”, 2007) - 3 Euro