martedì 2 luglio 2013

REPRESSIONE E PARADOSSI NELLA TERRA DEL PASSATORE

Nelle ultime settimane una serie di misure repressive colpisce un grande numero di persone in diverse città della Romagna. Il bilancio della vasta operazione, messa in atto dalla questura di Forlì, comprende 4 fogli di via dalla città, 3 avvisi orali, 47 avvisi di garanzia (più altri 4 a carico di minorenni) ed alcune visite a casa da parte dei Carabinieri; le accuse sono le più svariate, a partire dai fatti relativi all'occupazione del Maceria nel Novembre dello scorso anno e del GiardinOccupato a Febbraio del 2013, fino ad arrivare alle manifestazioni ed ai presidi antifascisti ed in solidarietà allo sgombero del Maceria che hanno avuto luogo a Forlì durante l'inverno passato. Il tutto condito da singoli episodi specifici avvenuti nel corso delle sopracitate mobilitazioni. Lo spazio libertario “Sole e Baleno” di Cesena desidera esprimere tutta la propria solidarietà ai gruppi e alle singole individualità colpite in qualche modo da questi provvedimenti, mostrando a viso aperto la propria affinità politica e morale alle pratiche ad essi contestate dalla giustizia istituzionale. La riappropriazione di appartamenti comunali lasciati alle macerie dall’amministrazione e l’utilizzo dell’azione diretta per aprire un dibattito allargato sulla questione della casa e degli sfratti; la risistemazione di edifici pubblici in disuso da anni per far fronte alla penuria di spazi aggregativi spontanei in cui affermare la prassi dell’autogestione e della condivisione; la creazione di attività culturali e ludiche che non siano merce alla portata di pochi…Tutte priorità politiche ed umane che avranno sempre il nostro appoggio e la nostra complicità incondizionata. Anche per noi l’antifacismo (altra attitudine “incriminata” negli atti notificati) non è affare da relegare ai libri di storia o al folclore popolare, ma rappresenta al contrario una consuetudine quotidiana, un’urgenza di assoluta attualità a contrastare il razzismo dilagante e la deriva autoritaria di larga parte dell’odierno tessuto sociale. Nel manifestare la nostra vicinanza alle persone colpite emerge inevitabilmente la volontà di esprimere alcune considerazioni in merito. Innanzitutto non possiamo fare a meno di notare la grande quantità di nomi inseriti nella lista degli indagati e la trasversalità delle accuse mosse a queste persone. E’ palese la volontà di infliggere il maggior danno possibile attribuendo la quasi totalità dei reati a tutti i soggetti in questione, indipendentemente dalla presenza o meno dei singoli nello specifico contesto. Altro aspetto sicuramente significativo è costituito dall’utilizzo dell’avviso orale, pratica non nuova in Romagna, ma non di meno emblematica dell’ostinato tentativo da parte delle autorità locali di mutare la condotta di coloro che quotidianamente portano avanti le proprie idee con coerenza e determinazione. Infine, provvedimento molto grave ai danni della libertà individuale, e che dovrebbe offendere la sensibilità di ognuno, l’emanazione di fogli di via, ovvero l’allontanamento da un determinato comune per una durata di 3 anni. Ora, non è nostra intenzione disquisire sulla rigidità delle istituzioni democratiche, sulla sproporzione delle misure adottate relativamente ai capi d’accusa in ballo (fondamentalmente parliamo soprattutto di occupazioni di immobili e manifestazioni non preavvisate), né tantomeno abbandonarci a facili vittimismi e alla rassegnazione ad un mondo grigio fatto di consumismo e competizione sociale. Sappiamo bene che le istituzioni stesse, vedendo minata la propria credibilità da azioni o atteggiamenti collettivi volti a smascherarne le iniquità e le contraddizioni sempre più evidenti, sono pronte a difendersi con ogni mezzo alla propria portata. Sappiamo anche che a spaventare non sono i gesti dei singoli, quanto la capacità da parte di chi lotta di aggregare persone, di tessere fitte relazioni di solidarietà, di fungere da cassa di risonanza per un disagio comune in grado di mettere in discussione le scelte verticistiche di assessori e sindaci. Quello che invece vorremmo evidenziare, è la totale arbitrarietà del concetto di legittimità espresso da chi ci governa. L’insieme delle leggi e delle norme che regolano la vita nelle città in cui siamo nati e cresciuti, non costituiscono lo specchio delle reali esigenze delle persone, quanto la traduzione massificata dell’interesse di quei pochi che detengono il potere politico ed economico nella civiltà del profitto. E così il concetto di proprietà privata viene elevato ad una dimensione quasi ultraterrena, e diventa addirittura lecito che tante persone non abbiano un tetto sopra la testa, proprio mentre case sfitte rimangono per anni a marcire nel degrado. La socialità avviene solo in termini di rapporti commerciali, e chi tenta di uscire dal vincolo gestore/cliente viene subito ricondotto alla “normalità”; e a questo proposito, proprio mentre vengono notificate le prime denunce per l’occupazione del Maceria a Forlì, anche lo spazio libertario “Sole e Baleno” viene raggiunto da sgradevoli attenzioni da parte della Polizia Commerciale di Cesena, che tenta di allinearlo ai criteri di un qualunque locale, sorvolandone la natura non lucrosa e mettendone alla prova la sopravvivenza attraverso l’applicazione di normative e sanzioni. Di antifascismo infine, e non è una novità, si riempiono la bocca molti partiti ed istituzioni in Romagna, a cominciare dalla giunta comunale del PD qui a Cesena. Ma vogliamo far presente a tutti che, proprio mentre ai colpiti dalla repressione venivano contestati a Forlì i capi d’accusa relativi all’antifascismo di strada messo in campo per contrastare i gruppi fascisti presenti sul territorio, a Cesena ad alcune persone veniva proibito di appendere un volantino siglato “antifascisti/e-antirazzisti/e” in uno spazio del Comune, in quanto giudicato “troppo politicizzato” semplicemente per la firma apposta. Occorre ad ogni costo opporre tutte le proprie forze all’alto grado di censura messo in campo anche a livello locale dalle autorità al fine di smorzare le lotte sul territorio e di ricondurle entro canoni concessi dall’ordine costituito. E’ necessario manifestare a gran voce l’appoggio più incontaminato a tutti coloro che si battono per un mondo più giusto, costruito dal basso, libero da fascismi e pregiudizi razziali. Come sempre nelle strade, in mezzo alla gente.Un abbraccio di solidarietà a tutti i denunciati!!! 

 ANARRES 

Testo volantinato e attacchinato a Trento e Rovereto, oltre che distribuito ai parenti dei detenuti del carcere di Spini di Gardolo all'entrata e all'uscita dei colloqui

SOLIDARIETÁ CON I DETENUTI DEL CARCERE DI TRENTO - Negli ultimi mesi i detenuti del carcere di Spini di Gardolo (TN) hanno fatto uscire diverse notizie sulle condizioni di vita e i maltrattamenti da parte delle guardie. I loro racconti parlano di:ripetute violenze psicologiche e fisiche dei secondini verso i detenuti (un esempio su tutti: l’umiliazione della “corsetta” che i secondini pretendono dai detenuti che vanno in socialità. Questa cosa capita a molti detenuti. A chi si rifiuta di far la “corsetta”, suscitando le risatine del secondino di turno, si chiude il cancello e si nega la socialità); minacce ai prigionieri più combattivi; trasferimenti punitivi da una sezione all’altra; licenziamento dal lavoro interno (spesso unica, e minima, possibilità di avere qualche soldo) per chi protesta; ripetute perquisizioni nelle celle; provvedimenti disciplinari; minaccia di sottrarre libri e manifesti; ritardi nella distribuzione della posta; un’ora sola alla settimana per andare in biblioteca; impossibilità di acquistare lamette da barba (con conseguente affollamento dal “barbiere”, il che causa scarsa igiene e perdita di molto tempo sottratto all’ora d’aria); perquisizione totale con i piegamenti prima dei colloqui (un detenuto che si è rifiutato di subire quest’umiliazione è stato preso a sberle dalle guardie, in sei contro uno); 30 celle senza tv; detenuti costretti a rimanere in carcere anche se malati di AIDS o epatiti, e il sabato e la domenica non c’è neanche un medico all’interno del carcere. Scioperi della fame, scioperi del carrello (cioè il rifiuto del vitto fornito dall’amministrazione del carcere), documenti collettivi sottoscritti da un centinaio di detenuti sono alcune delle risposte a questa situazione assieme ad altre proteste che una parte dei prigionieri ha effettuato contro le condizioni di vita che vengono loro imposte, contro i maltrattamenti dei secondini (ad esempio il mancato soccorso dei detenuti che stanno male) che dentro a Spini di Gardolo la fanno sempre più da padroni. Lo sanno bene anche i parenti dei detenuti che anche solo durante i colloqui hanno un “assaggio” del trattamento umiliante che i loro cari subiscono dentro le mura carcerarie (ad esempio l’ultima trovata dello “spogliarello” durante la perquisizione per entrare ai colloqui). Se non vogliamo continuare a subire dicendoci “fino a qui tutto più o meno bene”, cominciamo a confrontarci per risolvere alcuni dei problemi più urgenti della vita carceraria, fino ad arrivare ad affrontare la questione che le racchiude tutte, ovvero la libertà per tutti i detenuti.
ANARCHICI E ANARCHICHE 

venerdì 28 giugno 2013

LAS VEGANS HOUSE
MONTE S. PIETRO (BO)
 19 E 20 LUGLIO

2 giorni benefit per i prigionieri anarchici
e gli inguaiati con la legge

La repressione è per alcuni una realtà quotidiana, confrontarsi con il pugno di ferro delle istituzioni, con il carcere, gli allontanamenti coatti dalle proprie città, le aule di tribunale è un'eventualità per chiunque decida di fare di questo mondo e delle sue logiche di sfruttamento un nemico. Chi è colpito dalla repressione non può essere lasciato a sé, un festival punk hardcore è il nostro modo, fra i tanti che si possono scegliere, di portare solidarietà, di farlo urlando, con rabbia e gioia.


19 LUGLIO:NEMESIS (Bologna), LA PROSPETTIVA (Cesena), WE SINK (Parma), LAMANTIDE (Cremona), PAYBACK (Roma), MOSTOMALTA (Argentina). 20 LUGLIO:TUMULTO (Forlì), NIET (?), EAT YOU ALIVE (Padova), MY OWN VOICE (Milano), LUDD (Rovereto).

INIZIO CONCERTI ORE 17
Campeggio libero, cibo vegan.
Porta la tenda e la distro.

Per raggiungerci da Bologna
In auto:dall’autostrada prendi uscita Bo-Casalecchio e ti ritrovi sul RAMO Bo-Casalecchio. Da lì prendere poco dopo l'Asse Attrezzato Sud-Ovest, in direzione Zola Predosa/Modena/Tolè, poi dopo diversi minuti di macchina prendi Uscita Zola Predosa/Tolè. Per il resto, segui le indicazioni dal punto 2 "da Bologna". Da Bologna:prendere Bazzanese (zona stadio) che poi diventa Via Risorgimento, appena superato il paese RIALE, strada provinciale 569. Alla rotonda, dopo RIALE, prendere l'uscita per Tolè/Monte San Pietro, strada provinciale 26. Segui sempre le indicazioni per Tolè superando i paesi di Gesso, Dal Bello, Fiorella, Rivabella (qui prosegui sempre per Tolè-Monte San Pietro), Calderino, Bellaria Torrazza, Venezia (non è uno scherzo), Monte San Giovanni, Palazzina, Badia, Pilastrino, Padova. Dopo Padova e 1km prima di Monte Pastore, sulla sinistra troverai l'agriturismo Ca' del Buco e poco dopo sulla destra troverai Via Lombardia. Prendila, prosegui sempre dritto per un 1 km e ci troverai sulla sinistra. Per parcheggiare o prendi Via Lombardia, che una strada sterrata da risalire fino a delle case coloniche dove puoi lasciare la macchina e poi proseguire a piedi, o NON prendere Via Lombardia, ma prosegui invece fino a Monte Pastore. Svolta a destra in Via del Borgotto, poi a sinistra e troverai un parcheggio. Da lì segui le indicazioni per raggiungerci a piedi. In bus:corriera 686 dall’autostazione, fermata Cà del buco. Da lì procedi a piedi fino al primo tornante e svolti a destra in Via Lombardia. Dopo circa 1 km ci trovi sulla sinistra.

martedì 25 giugno 2013


(LUOGO ANCORA DA DEFINIRE)

Anche quest'anno ci proponiamo di dar vita a un momento importante di confronto in seno al movimento animalista, come quello che da nove anni ricorre sotto il nome di Incontro di Liberazione Animale. Auspichiamo che un momento come questo si riveli un'occasione importante all'interno di un percorso quotidiano che individualmente ognuno di noi costruisce nell'arco di una vita. Ciò che ci interessa è creare uno spazio di riflessione teorica profonda e di elaborazione pratica:un'occasione in cui cercare di restituire alla questione della Liberazione Animale un significato più ampio. Vorremmo che la Liberazione Animale partisse dalla reale comprensione delle logiche antropocentriche e dei rapporti di dominio della nostra società:la consapevolezza profonda dei legami che intercorrono tra le forme di sfruttamento di ogni essere vivente ne identifica l'origine comune, e porta quindi alla necessità di una critica e di una lotta radicale. Concepiamo infatti la specie umana non come dominatrice del mondo, come entità separata dal resto e posta a tutela di esso, ma come parte di un tutto inscindibile. Per questo la lotta per la liberazione animale non è una lotta sconnessa dalle altre ma ad esse congiunta. E' perciò nostra intenzione stringere nuovi e solidi legami tra la liberazione animale, umana e della Terra, per poter affrontare i diversi aspetti di questo sistema e trovare altri alleati nella lotta contro di esso. Invitiamo a partecipare, e contribuire alle discussioni che si terranno nel corso di questi tre giorni con le proprie riflessioni, senza paura di sbagliare perché è nel dibattito che ci si incontra.



lunedì 17 giugno 2013

PERQUISIZIONE E FOGLI DI VIA IN ROMAGNA

1 perquisizione, 4 fogli di via dalla città di Forlì, 3 avvisi orali, 47 procedimenti di indagine (più altri 4 a carico di minorenni) per fatti relativi all'occupazione del Maceria e del GiardinOccupato, a manifestazioni antifasciste ed in solidarietà allo sgombero del Maceria che hanno avuto luogo a Forlì durante l'inverno passato, oltre a singoli episodi specifici avvenuti nel corso delle sopracitate mobilitazioni.

venerdì 14 giugno 2013

In occasione di uno dei tanti festeggiamenti di questa Torino “smart city”, il gruppo Food Not Bombs Torino, con un volantino intitolato Food Not “Smart” Bombs ha voluto trasmettere un’opinione critica nei confronti dell’evento “eating city” in Piazza Vittorio. Tuttavia, appena abbiamo cominciato a volantinare, siamo stat* bloccat* e sequestrat* da digos, celere e carabinieri mentre ci arrivava notizia di altr* compagn* fermat* e portat* in questura in occasione di altre iniziative di protesta per la sfilata militar-carnevalesca  del 2 Giugno o forse per la poco gradita accoglienza ricevuta sabato sera, al cinema Massimo in occasione di CinemAmbiente, dal ministro Orlando e compari; lo stesso Ministro avrebbe dovuto pranzare insieme a Don Ciotti, Caselli e soci al “pranzo degli avanzi” in Piazza Vittorio proprio nell’orario del “nostro” sequestro. Nell’arco di qualche secondo, strappato di mano lo striscione, nascost* agli occhi dei passanti e soprattutto degli avventori, ci siamo ritrovat* in stato di fermo, con un compagno portato in questura (e denunciato per resistenza) assieme ad altre due passanti, accerchiat* da un numero spropositato di agenti in tenuta antisommossa, oltre ad una nutrita e ‘bella’ compagnia di carabinieri, e digos a coordinare le operazioni. La permanenza forzata, su Via Vanchiglia chiusa al traffico, si è protratta per oltre due ore, operazione chiaramente pianificata per consentire la distribuzione dei pasti dall’eticità discutibile e quindi a Camst e affini di non perderci la faccia. Chiunque si interessasse al nostro fermo è stato allontanat* o addirittura unit* al nostro gruppo, identificat* e quindi sequestrat*. Perché l’importante, in una città che si fa intelligente o “smart”, è che i cittadini devono essere ignoranti, non devono conoscere, non possono sapere, ma devono e possono solo consumare in silenzio ciò che viene loro proposto. Quindi, per quanto ci è stato possibile, abbiamo comunque informato i passanti della motivazione del fermo e distribuito loro il volantino. Ad evento “eating city” praticamente concluso ci sono stati riconsegnati i documenti e siamo stat* rimess* in libertà. Ovviamente le risposte della digos riguardo le tempistiche così dilatate del “normale controllo di polizia” sono state ricondotte alla lentezza del loro sistema informatico. Come non creder loro? Il volantinaggio è ripreso ancor più energico, sempre gentilmente scortati e boicottati dalla sbirraglia al seguito. Food Not Bombs nel logo ha soltanto la carota, il modello “smart” dietro le carote nasconde, come sempre, anche i bastoni.

Domenica 2 Giugno 2013
(CLICCA SUL VOLANTINO PER INGRANDIRLO)


"OPERAZIONE ARDIRE":SCARCERATI ALESSANDRO E GIUSEPPE, PAOLA E GIULIA LIBERE DAI DOMICILIARI - Stamattina 12 Giugno, Alessandro e Giuseppe sono stati rilasciati dal carcere di Ferrara, ma hanno l’obbligo di dimora rispettivamente a Montegabbione (TR) e Catania, le firme dalla polizia e l’avviso orale. Alessandro ha le firme due volte al giorno. La scarcerazione è avvenuta in seguito al rifiuto da parte del giudice dei 6 mesi di proroga proposti dalla procura di Milano, che dall’autunno del 2012 ha assunto la competenza dell’indagine. In seguito al riconoscimento dell’incompetenza della procura di Perugia a procedere con l’iter giudiziario, Alessandro e Giuseppe sono stati rilasciati, per loro due infatti è stata la procura di Perugia stessa a dichiararsi incompetente, per gli altri invece l’attribuzione di incompetenza è avvenuta per decreto di un giudice. Questa semplice differenza burocratica ha determinato che i termini della scarcerazione di Sergio, Elisa e Stefano decorrano dal momento in cui la procura di Milano ha assunto la competenza dell’indagine. Anche Paola e Giulia sono libere dai domiciliari e non hanno più restrizioni. In attesa di ulteriori aggiornamenti. Cassa di solidarietà Aracnide

lunedì 10 giugno 2013

PALERMO
Dopo aver trovato delle microspie in casa le abbiamo tolte,
fotografate, distrutte e buttate via. Come del resto si fa con tutte le cose degli sbirri.
TURCHIA:OCCUPAZIONE DEL PARCO TAKSIM GEZI

Il 28 maggio, ad Istanbul, un gruppo di manifestanti ha occupato (accampandosi) il parco Taksim Gezi in opposizione alla costruzione di un centro commerciale (un progetto che si inserisce nel più ampio processo di sventramento di vecchie zone storiche e di "ristrutturazione urbana" trasformandole in zone di lusso e commerciali, espellendo i poveri verso le periferie). La mattina presto del 30 Maggio (intorno alle 5), la polizia ha attaccato gli occupanti con gas lacrimogeni (i gas lacrimogeni creano bruciore agli occhi:non li puoi tenere aperti), ha dato fuoco ad alcune delle tende e li ha cacciati via mentre tre veicoli di costruzione hanno ricominciato a sradicare gli alberi (compresi quelli che erano stati piantati dagli occupanti stessi) per poi gettarli in un camion della spazzatura...In seguito, il parco è stato rioccupato.


A.

TESTO DEL VOLANTINO DISTRIBUITO AL PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PERUGIA (6 GIUGNO)
Un anno fa i carabinieri del ROS, comandati dal generale Ganzer, entravano in molte abitazioni della penisola dando inizio alla più grossa operazione repressiva degli ultimi anni contro gli anarchici. Le indagini dei ROS, convalidate dalla Procura di Perugia nella persona della PM Manuela Comodi hanno portato all’arresto di 10 persone, più altre indagate a piede libero, per 270bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo anche internazionale) oltre a 280 e 280bis (attentato con finalità di terrorismo e con ordigni esplosivi). Da quel giorno la libertà di questi ragazzi e ragazze, compagni e amici, è stata annientata dalla rappresaglia dello Stato all’indomani di alcuni attacchi a persone e strutture del dominio, determinato a intimidire e scongiurare le voci di dissenso nel momento in cui la sopportazione degli oppressi è al culmine. Questo unitamente alla voglia di carriera della Comodi e dei vertici dei ROS. Oggi si svolge in tribunale qui a Perugia il primo atto di questo teatrino chiamato "Operazione Ardire", che pomposamente si pubblicizza come l’intervento che ha "decapitato i vertici della Federazione Anarchica Informale". Tutto ciò sarebbe ridicolo se non fosse che Alessandro, Sergio, Stefano, Peppe ed Elisa si trovano ancora in carcere e Paola e Giulia agli arresti domiciliari. E’ sempre più evidente la violenza di questo Stato e del Capitalismo che rappresenta che ci costringe a vite inaccettabili, che sparge terrore sui posti di lavoro e nella disumanità di tasse e prezzi insostenibili per continuare ad alimentare i privilegi di pochi sulle spalle dei molti che non ce la fanno più. Che picchia e stupra con la sua polizia e rinchiude nelle sue galere. Uno Stato che attacca chi gli si oppone, utilizzando i manganelli e le leggi di cui dispone. Indipendentemente dall’innocenza o dalla colpevolezza dei nostri compagni, quello che li vede indagati è l’utilizzo da parte degli inquirenti del reato associativo, ormai sistematico per reprimere i ribelli, che consente di ovviare alla mancanza di prove attraverso la strumentalizzazione di parole, azioni o idee funzionali all’impianto accusatorio. Accade quindi che appendere uno striscione, gestire un sito internet o semplicemente discutere di come si vede il mondo venga trasformato nel filo conduttore che lega insieme individui che neanche si conoscono bene in un’associazione a carattere sovversivo. Tutto ciò etichettando come "terrorista" chi si oppone al terrorismo e alla violenza di Stato, in modo da sminuire e delegittimare la sua giusta rabbia. Ribellarsi diventa una condizione vitale e necessaria se non vogliamo soccombere, se vogliamo difendere la nostra dignità, la nostra libertà e i nostri bisogni.
SOLIDARIETA' CON ALESSANDRO, PAOLA, GIULIA E BENEDETTA PROCESSATI OGGI NEL TRIBUNALE DI PERUGIA. SOLIDARIETA’ CON STEFANO, SERGIO, PEPPE, ELISA PER CUI SONO STATI CHIESTI SEI MESI DI PROROGA PER LA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI E ANCORA NELLE CARCERI DELLO STATO

martedì 4 giugno 2013

4 GIORNI DI BATTITURA E SALDATURA DEL FERRO A "LAS VEGANS HOUSE"

L’idea quest’anno è una 4 giorni specifica sulla battitura e la saldatura del ferro, attraverso diversi laboratori di costruzione su progetti vari, e uno spazio in cui sperimentare la tecnica della saldatura con elettrodi. Quello a cui ci piacerebbe arrivare è che chiunque, durante queste giornate, oltre ad un’infarinatura teorica, possa metter mano e praticare con la saldatrice. Una conoscenza pratica che può ampliare le proprie possibilità nell’autocostruzione. Per partecipare portati guanti e occhialetti per saldare, e la tenda per dormire. Benvenute le distro, idee e proposte di autocostruzioni e messa a disposizione di attrezzi (saldatrici/elettrodi/trapani/punte/ etc.). Abbiamo cani maschi, femmine abbastanza territoriali e animali “da cortile”. Evita di portare il cane, o, in caso contrario, sappi che dovrai "gestirlo". 

Per raggiungerci da Bologna:
In auto - Dall’autostrada, uscita Bologna-Casalecchio. Da Bologna - Prendere Bazzanese (zona Stadio):uscita Zola Predosa/Tolè (dopo centri commerciali). Segui sempre le indicazioni per Tolè. Dopo Badia e 1 km prima di Monte Pastore sulla dx troverai le indicazioni per parcheggiare. In bus - Corriera 686 dall’autostazione, fermata Cà del buco. Da lì procedi a piedi fino al primo tornante, e svolti a sinistra in Via Lombardia. Dopo circa 1 km ci trovi sulla sinistra.


Per ulteriori info, proposte o voglia di dare una mano:
cristinas84@libero.it
Da Sabato 25 Maggio due reclusi del C.I.E. di Corso Brunelleschi a Torino
sono saliti sul tetto per resistere alla deportazione in Tunisia (che sarebbe dovuta
avvenire via mare, su una nave in partenza dal porto di Genova). Per passare la notte
e ripararsi dal freddo si sono costruiti una specie di tenda. 
ASCOLTA UNA TESTIMONIANZA QUI:

lunedì 3 giugno 2013

SABATO 1° GIUGNO:CIRCA 150 PERSONE
AL PRESIDIO CONTRO IL C.I.E. DI GRADISCA D'ISONZO

CREMONA, 8 GIUGNO:PRESIDIO SOTTO IL CARCERE DI CA' DEL FERRO


LA POSTA È SOLIDARIETÀ
Ancora una volta questo appello è rivolto a voi prigionieri e ai vostri cari. Ancora una volta siamo qua a raccontare quanto questo carcere sia sempre più chiuso verso l’esterno. Ancora una volta siamo qua a lanciare un grido d’allarme che non può essere lasciato cadere nel vuoto. Nei volantinaggi e nei presidi scorsi avevamo denunciato una serie di situazioni scandalose esistenti all’interno della struttura di Cà del Ferro:cibo scadente, nessuna socialità e sanità, sovraffollamento, infiltrazioni d’acqua e la posta brutalmente trattenuta, tranne qualche lettera consegnata qua e la come fosse un premio. A tal proposito spesso abbiamo spedito lettere e telegrammi a diversi nostri contatti; la maggioranza delle volte la posta si è volatilizzata in chissà quale meandro. In altri casi addirittura rispedita al mittente senza nessuna giustificazione. Accertato che il carcere somiglia sempre più ad un lager (somiglia? n.d.r.), la nostra voglia di socializzare emozioni, opinioni e tutto ciò che riguarda la sfera umana non può fermarsi davanti a chi pretende di avere potere sulle vite altrui. Se da una parte, sempre più spesso, pezzi di questa città vanno a portare parole di speranza ai prigionieri, dall’altra assistiamo alla cancellazione di diritti fondamentali del detenuto stesso. Certamente noi non ci meravigliamo:l’immagine che si vuole dare di questo carcere è totalmente opposta alla realtà attuale; le falsità che escono dalla bocca della direttrice sono buone solo per i giornali asserviti e per coloro che vedono la galera come un rimedio ai malesseri di questa società. Il lucido disegno di chi impone questo stato di cose deve trovare in noi una forte opposizione:non possiamo permettere che questa situazione si protragga oltre ogni limite, perché sia chiaro, noi a questo subdolo giochino non vogliamo starci. Ma per far si che questa lotta non sia parziale rilanciamo il nostro appello all'unione di tutte quelle persone che credono che la dignità non possa essere calpestata:voi prigionieri, voi famigliari e noi solidali. Speranze che organi dello Stato possano risolvere la situazione non ne abbiamo, riponiamo fiducia esclusivamente nella lotta e nelle intelligenze racchiuse in ognuno di noi. Noi non molleremo la presa, che si sappia. Nei giorni a venire ci troverete sempre più spesso davanti ai cancelli del carcere per i volantinaggi. Teniamoci in contatto, facciamo in modo che le nostre parole, la nostra voglia di libertà non si perdano nel vuoto...uniti possiamo ribaltare la situazione! INVITIAMO TUTTE E TUTTI I FAMIGLIARI AL PRESIDIO CHE SI TERRA' IL GIORNO 8 GIUGNO DALLE ORE 9 ALLE ORE 12 SOTTO LE MURA DI CA' DEL FERRO, LATO EST.

SOLIDALI DI CREMA E CREMONA
inguaiati.crema@gmail.com - csakavarna@canaglie.org
 "LUCIOLES", BOLLETTINO ANARCHICO DI PARIGI E LA SUA REGIONE

"Vediamo le lucciole perché volano di notte.
I ribelli fanno luce agli occhi della normalità
perché la società è grigia come la pacificazione.
Il problema non sono le lucciole, ma la notte"

Lucioles è un bollettino aperiodico su cui si potranno leggere testi di analisi e di agitazione su Parigi (e la sua regione) ed il suo quotidiano, in una prospettiva anarchica. Vi parleremo delle diverse forme di non sottomissione e di attacco nelle quali ci possiamo riconoscere ed in cui possiamo trovare delle possibilità di rottura nei confronti dello Stato, del capitalismo e del dominio in tutte le sue forme, cercando di metterle in relazione fra di loro e con il quotidiano di ciascuno. Non vogliamo rappresentare nessuno, né difendere un qualunque pezzetto di territorio in particolare, che non è altro che un modello in scala ridotta di questo mondo di merda. Dopo un “buco” di una decina di mesi, siamo felici di annunciare la ripresa della pubblicazione di Lucioles, in un formato grafico differente, più riappropriabile. D’ora in poi, il bollettino uscirà anche con maggiore regolarità. Sul blog indicato qua sotto si possono scaricare tutti numeri del bollettino, compreso i due più recenti, di Aprile e Maggio 2013.  

web:luciolesdanslanuit.blogspot.fr
email:lucioles@riseup.net

domenica 2 giugno 2013

"INFESTAZIONE HARDCORE" 2013
28/29 GIUGNO, PARCO DELLA CERTOSA
(IR) REALE (COLLEGNO, TORINO)
BENEFIT PER RADIO BLACKOUT

 1. Blasphemy    Bev & Debbie - Voce 
 2. You're you, i'm me   Gail - Tastiera, voce  
 3. Living in a coffin   Steve - Basso 
 4. You didn't care    Andy - Chitarra 
 5. Food, glorious food   Nuts - Batteria 
 6. Pleasant valley sunday