Nella serata di Venerdi' 27 sedici reclusi del C.I.E. di Trapani, approfittando dell’apertura del cancello durante le operazioni di consegna del vitto, sono scappati dal loro settore. Dopo un inseguimento con qualche spintone dato a operanti della Croce rossa e a poliziotti, in cinque sono riusciti a raggiungere le recinzioni e a scavalcarle. Poco dopo, uno degli evasi che si era nascosto nell’area limitrofa al C.I.E., è stato individuato e fermato dalla polizia. Lui e altri tre suoi compagni di fuga (fermati all’interno del centro) sono stati trattenuti tutta la notte in Questura e processati ieri per direttissima, per lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento (pare di alcune porte della struttura). Il processo è stato rinviato.
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domenica 29 giugno 2014
venerdì 28 marzo 2014
"TRAPANI" NON CHIUDE - Pare
che ci sia lo zampino di Filippo
Bubbico in
persona (Vice ministro degli Interni) nella mancata chiusura del
C.I.E. di Trapani Milo. A metà Gennaio il Prefetto della città siciliana aveva annunciato che imponenti lavori di ristrutturazione
avrebbero costretto il Centro a chiudere i battenti per un bel po’
di mesi, ma da allora nulla è successo, e solo ora si capisce il
perché:secondo alcune fonti di informazione locali il
Ministero all’ultimo minuto avrebbe convinto il Prefetto a tenere
aperta la struttura "a funzionamento
ridotto" durante i lavori, poiché i posti complessivi disponibili in questo
momento in tutta Italia per i "senza-documenti" sono talmente pochi che bisogna fare tesoro anche di qualche decina di
letti...Nel frattempo, visto che le gare di appalto per la gestione del Centro
continuano ad andare deserte, la Prefettura sembra che abbia deciso di
dare un mandato
diretto (senza
gara, dunque, ed evidentemente con altri costi) alla Croce Rossa, e il 22 e il 23 Marzo ci sono stati un presidio e la fuga
di tre prigionieri.
sabato 1 marzo 2014
CONDANNE
A MODENA - Il
24 Febbraio il tribunale di Modena (per mano del giudice Manuela
Cortelloni) ha condannato tre imputati accusati di aver
danneggiato il C.I.E. della città emiliana al termine di un presidio
di solidarietà con i reclusi del
16 Giugno scorso. Le pene vanno dagli 8 mesi a 1 anno senza
condizionale. Nel
frattempo, il C.I.E. di Modena ha chiuso i
battenti (grazie
ai danneggiamenti provocati dai reclusi). TENTATE
EVASIONI DAI C.I.E. DI TRAPANI E ROMA - Quattro
giorni dopo l’evasione della settimana precedente, nella notte
tra martedì 25 e mercoledì 26 Febbraio una trentina di reclusi
hanno tentato nuovamente la fuga dal C.I.E. di Trapani, ma la
polizia, presente in forze, è riuscita a bloccarli tutti. A Roma, in otto hanno provato a scappare nella notte tra domenica 23 e lunedì 24
Febbraio, a una settimana di distanza da un precedente tentativo
finito male. Sfruttando un vecchio buco nel muro, ricordo di una fuga
passata, i fuggiaschi sono riusciti a raggiungere il perimetro del
Centro, dove però l’allarme è scattato facendo accorrere la
polizia. Gli otto
sono stati rimessi in sezione con gli altri reclusi dopo aver passato tre giorni in isolamento. Nella notte tra
mercoledì 26 e giovedì 27 Febbraio, un nuovo tentativo di fuga
dal C.I.E. di Trapani:in 7 scavalcano le recinzioni, 2 vengono catturati, cinque riescono a scappare.
mercoledì 26 febbraio 2014
sabato 18 gennaio 2014
C.I.E.:CHIUDE ANCHE TRAPANI MILO? 16 GENNAIO - "Bisogna predisporre che attraverso dei lavori, programmati a Febbraio, la struttura vada chiusa per la sua messa in sicurezza":queste le parole con cui Leopoldo Falco, Prefetto di Trapani, annuncia la prossima chiusura del C.I.E. di Trapani Milo. A darne notizia è un sito di informazione locale, che rende note le parole del Prefetto con qualche giorno di ritardo. Le dichiarazioni risalgono infatti allo scorso fine settimana, e sono state rilasciate a margine di un seminario sull’immigrazione organizzato dal Comitato Regionale siciliano della Croce Rossa. Sua Eccellenza il Prefetto ha omaggiato della sua presenza una pletora di crocerossini, preti, sindaci, dottori e giuristi, tutti seduti intorno ad un tavolo a discutere amabilmente su come gestire "il problema dei senza-documenti". Tornando alla ventilata chiusura per ristrutturazione, non c’è ancora nessuna data ufficiale per questo inizio dei lavori, ma è chiaro che dureranno parecchi mesi, dal momento che si tratta di lavori imponenti per i quali sono stati già stanziati oltre 600mila euro. Per ora non ci sono grandi dettagli, si parla genericamente di innalzamento di mura e recinzioni e spostamento delle centraline elettriche, attualmente a portata di mano dei reclusi, che più volte le hanno sabotate per creare un po’ di casino e facilitare le evasioni. Questi lavori serviranno quindi a migliorare la sicurezza nel Centro, a evitare nuove rivolte e fughe, per fare in modo che il Centro di Trapani Milo "non sia più teatro di guerriglie quotidiane con scontri corpo a corpo", come ha detto lo stesso Prefetto. Parole sicuramente chiare, che dovrebbero far venire almeno qualche dubbio ai tanti che in questi giorni hanno guardato di buon occhio la decisione di un Giudice di Bari di imporre alla locale prefettura "urgenti lavori di restauro per garantire condizioni minime di rispetto dei diritti umani" nel Centro di Bari Palese:degli avvocati chiedevano infatti ad un magistrato di chiudere il Centro perché lesivo dei diritti umani. Ora il magistrato, in virtù della sua propria idea di diritti umani, ha dato loro ragione dando l’ordine perentorio di…allargare i cessi, aumentare le sale comuni e mettere le tendine alle finestre. E visto che i Prefetti qualche idea singolare intorno ai diritti umani ce l’hanno pure loro, quando si tratterà di metter mano alla ristrutturazione del Centro siamo sicuri che non faranno mancare mura più alte, sbarre più fitte, telecamere, idranti e celle di isolamento. Da segnalare, infine, tornando al Centro di Trapani Milo, la rinuncia del Consorzio di Cooperative Glicine a gestire il Centro. Avevano vinto la gara d’appalto al ribasso poco più di un mese fa, e oggi invece rinunciano misteriosamente. Fino alla prossima chiusura per lavori di ristrutturazione, e in attesa dell’ennesimo bando di gestione, a gestire il Centro ci penserà ancora la Cooperativa Oasi.
lunedì 10 giugno 2013
giovedì 23 maggio 2013
PESTAGGIO AL C.I.E. DI TRAPANI
Venerdì 17 Maggio, nel C.I.E. di Trapani Milo, un recluso viene brutalmente picchiato dai poliziotti di guardia. Il medico, dopo aver visitato il pestato, assicura che "non è nulla di grave". L’avvocato d’ufficio, “consigliato” direttamente dai poliziotti, non si capisce bene che cosa farà. Il direttore del centro (che si è fatto le ossa al C.I.E. di Modena), dopo aver assistito al pestaggio, invita i prigionieri ad “avere pazienza”. Ma i reclusi di pazienza non ne hanno davvero più:fotografano il ferito, vogliono che si sappia in giro quel che succede a Trapani, e per protesta iniziano uno sciopero della fame, ben consapevoli che contro la prepotenza della polizia non rimane altro che “andare sotto e far casino”. Aggiornamento del 20 Maggio:lo sciopero della fame è stato interrotto. Domenica i reclusi hanno protestato rumorosamente salendo sui tetti del Centro.
ASCOLTA LA TESTIMONIANZA QUI:
http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/cie_trapani_pestaggio_18052013.mp3
ASCOLTA LA TESTIMONIANZA QUI:
http://www.autistici.org/macerie/wp-content/uploads/cie_trapani_pestaggio_18052013.mp3
mercoledì 27 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
COMUNICATO DEGLI ATTIVISTI NO MUOS SULLE PERQUISIZIONI EFFETTUATE IL 14 MARZO ATTRAVERSO L'UTILIZZO DELL'ART. "41 TULPS" (RICERCA DI ARMI ED ESPLOSIVI)
UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA REPRESSIVA...
Ancora una volta le consuete pratiche dell’abuso e della repressione poliziesca non si fanno attendere. Le ripetute provocazioni dei giorni scorsi; i fogli di via, i vili atteggiamenti assunti dai servi contro le attiviste del comitato delle mamme NO MUOS, le ridicole minacce di fermo nei confronti di un paio di giovani attivisti e l’ancora più grottesche azioni di disturbo nei confronti del presidio permanente, privato di corrente elettrica e linea telefonica diverse volte durante la notte, mostrano la chiara ratio intimidatoria della strategia attuata dalla polizia in vista del grande corteo del 30 marzo. Stamane l’ennesima goccia è stata versata in un vaso già da tempo traboccante. Alle 5.00 del mattino di giovedì 14 Marzo, 2 auto e 4 attivisti NO MUOS vengono bloccati e perquisiti, mentre dal presidio in c/da Ulmo si dirigevano verso casa. Alle 12.30, invece, le perquisizioni colpiscono le abitazioni di 14 attivisti NO MUOS già da tempo stretti nella morsa repressiva per il solo fatto di presenziare al presidio continuando a far rispettare una volontà popolare. La volontà di combattere compatti e decisi contro uno strumento di guerra e di morte che avvilisce questa terra e la popolazione che la abita. Fortunatamente la repressione subita dal comitato delle Mamme e dai compagni sembra costituire linfa vitale per questo movimento. La determinazione nella pratica anti-autoritaria costituisce il collante tra le diverse anime della realtà NO MUOS. Gli attivisti e le mamme fanno sapere che nonostante il terrorismo attuato dai servi nei confronti della popolazione di Niscemi, i blocchi e l’azione diretta continueranno a costituire la quotidianità di questa lotta. Mentre illegalmente la polizia permette agli operai impegnati nella mega opera di entrare alla base al caro prezzo della totale perdita di credibilità agli occhi di tutta la popolazione, Niscemi continua a resistere con ogni mezzo necessario. Da mesi si è rivelato necessario anche il ricorso all’azione diretta, praticata trasversalmente da tutte le fasce della popolazione. La volontà di agire cresce esponenzialmente dentro le fila del movimento, e l’azione diviene sempre più centrale nell’esperienza di una popolazione che sembra svegliarsi dal torpore democratico, dall’illusione di partecipazione ed autodeterminazione. È questo il momento in cui bisogna essere più uniti e presenti che mai. Uniti nell’azione non violenta ma distruttiva, così come distruttiva continua ad essere la presenza di questa base su questa terra.
ATTIVISTI NO MUOS
sabato 16 marzo 2013
(Da Radio Cane)
Giovedì 14 Marzo quindici perquisizioni poliziesche tra Niscemi e Catania che seguono il clima di continua provocazione sbirresca degli ultimi giorni. Peppe del presidio NO MUOS di Niscemi (e tra i perquisiti) descrive a caldo la situazione.
Ascolta l'intervento
(anche questo infarcito di sottofondi e canzoncine del cazzo) qui:
venerdì 15 febbraio 2013
lunedì 11 febbraio 2013
MERCOLEDI’ 13 FEBBRAIO, DALLE 21, PRESENTAZIONE INFORMATIVA DEL COORDINAMENTO NO M.U.O.S. CON LA PARTECIPAZIONE DI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO
Che cosa è il M.U.O.S.?
Che cos'è il Coordinamento No M.U.O.S.?
M.U.O.S. (Mobile User Objective System) è un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense, dotato di 5 satelliti geostazionari e di 4 stazioni di terra, di cui una a Niscemi (Sicilia), dotate di 3 grandi parabole del diametro di 18,4m e 2 antenne alte 149m. Sarà utilizzato per coordinare in modo capillare tutti i sistemi militari statunitensi nel globo, ed in particolare i droni, aerei senza pilota che saranno allocati anche a Sigonella. Il Movimento NO M.U.O.S., in presidio permanente attorno alla base da oltre 60gg, si oppone fortemente alla costruzione di questo ecoMUOStro contro la militarizzazione e lo scempio di questo e di ogni territorio.
CSA CAPOLINEA
(VIA VOLTA N. 9, FAENZA)
martedì 5 febbraio 2013
MADDA TRASFERITA AD AGRIGENTO
"25 (gennaio) finito colloquio trasferimento coatto dopo malmenamento con guardie."
Questo il telegramma che Madda è riuscita a inviare. Sappiamo bene che non perde tempo a lamentarsi e non saranno il sadismo e la vigliaccheria delle guardie a farle piegare la testa, ma farle sentire la nostra vicinanza è un modo per darle forza e per fare sapere agli aguzzini in divisa che non è sola.
Per scriverle:
Calore Maddalena
C.C. Contrada Petrusa
92100 Agrigento
Questo il telegramma che Madda è riuscita a inviare. Sappiamo bene che non perde tempo a lamentarsi e non saranno il sadismo e la vigliaccheria delle guardie a farle piegare la testa, ma farle sentire la nostra vicinanza è un modo per darle forza e per fare sapere agli aguzzini in divisa che non è sola.
Per scriverle:
Calore Maddalena
C.C. Contrada Petrusa
92100 Agrigento
sabato 19 gennaio 2013
NO MUOS:NISCEMI (CALTANISSETTA) INVASA DA CENTINAIA DI FORZE DI POLIZIA
Con inaudita violenza sono stati rimossi i blocchi dei manifestanti per il passaggio del convoglio con i mezzi per il montaggio delle antenne MUOS (le quali costituiscono un impianto di comunicazione per l'esercito U.S.A, e l'esposizione alle loro onde elettromagnetiche può uccidere in pochi minuti, n.d.r.). Alle 22,30 della sera del 10 Gennaio é stato avvistato il convoglio con 4 camion e 2 gru della ditta COMINA scortati da numerosi reparti d’assalto di Polizia e Carabinieri lungo la Statale Catania-Gela. Il convoglio partito da Belpasso per evitare il transito attraverso la città ha proseguito lungo la SS115 per poi risalire da C.da Terrana a sud della base militare di Niscemi. Alle ore 00.30 gli occupanti del presidio, situato a Nord della base per timore di non riuscire ad impedire il passaggio del convoglio si sono mobilitati e diretti in C.da Terrana. Nelle stesse ore Niscemi veniva invasa da decine di truppe di Polizia e Carabinieri che hanno effettuato innumerevoli posti di blocco nei punti nevralgici di transito verso la base militare, non permettendo il passaggio delle persone, creando numerose difficoltà anche ai residenti che alle prime ore del giorno si recavano al lavoro. Cio’ nonostante, numerosi attivisti e cittadini (allertati da internet e SMS) si sono recati in C.da Ulmo ma le forze di polizia schierate presidiavano tutti gli accessi ed hanno impedito a tutti di proseguire in direzione del convoglio, né di accedere al presidio di C.da Ulmo. Solamente gli attivisti che già si trovavano al Presidio di C.da Ulmo sono riusciti a raggiungere il convoglio in C.da Terrana. All’1.30 del mattino, in C.da Gallo (al bivio tra il borgo di S.Pietro e Caltagirone) si è tenuto un primo blocco da parte del Comitato NO MUOS di Niscemi unitamente ad alcuni membri di altri Comitati che sono riusciti a sopraggiungere nel frattempo da altre città. Le forze di polizia in tenuta anti-sommossa hanno reagito duramente e con violenza. Hanno effettuato alcune cariche, ma nonostante l’impeto dei poliziotti i manifestanti sono riusciti a resistere ai blocchi sotto le manganellate per alcune ore. La dinamica del blocco è stata estremamente dura, i manifestanti ripetutamente si opponevano con il corpo al passaggio dei mezzi pesanti in maniera pacifica, ma le forze dell’ordine, incitate dai capi dell’operazione, non rinunciavano ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente gli attivisti con numerose cariche. Il convoglio alle 3.30 dopo ore di resistenza è riuscito a passare e a proseguire lungo la Strada Provinciale che porta alla base militare. Dopo aver superato il primo blocco alcuni reparti hanno impedito ai manifestanti di spostarsi per almeno un paio d’ore, assicurandosi che non riuscissero a raggiungere altri manifestanti che nel frattempo arrivavano dalla città. Altri attivisti che arrivavano dalla Città sono riusciti a superare i posti di blocco e a raggiungere la Strada Provinciale in posizione utile per effettuare un presidio per impedire il passaggio del convoglio. Alle ore 4. 00 circa nei pressi di C.da Vituso (lungo la S.P. Niscemi-Caltagirone) viene effettuato un secondo blocco stradale in maniera pacifica e civile. Nonostante che l’opposizione fisica dei manifestanti fosse del tutto serena, le centinaia di forze dell’ordine che scortavano il convoglio, anche questa volta non hanno esitato ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente i singoli manifestanti. Dunque, dopo ore di resistenza civile, il convoglio è riuscito alla fine ad accedere alla base militare intorno alle 4.30 scortato e protetto da centinaia di agenti di Polizia e Carabinieri. Alle ore 5.30 i manifestanti sono riusciti a ritornare al presidio di c.da Ulmo ed hanno indetto un’assemblea immediata ed urgente, dopo un breve dibattito si è deciso di allertare ed informare la città di Niscemi del grave fatto accaduto. Alle ore 6.00 presso il Largo Spasimo si è tenuto un breve comizio rivolto ai niscemesi che si recavano al lavoro nelle campagne. Il presidio di C.da Ulmo denuncia il grave fatto accaduto questa notte, un invasione armata da parte dello Stato ha di fatto impedito l’esprimersi del territorio. Con la forza lo Stato ha voluto impedire che la popolazione che ospiterà questa installazione decida se accettare o meno il prezzo da pagare in termini di salute, pace e inquinamento.
giovedì 10 gennaio 2013
ANTIPSICHIATRIA
(PARTE SECONDA)
Sicilia, 2007:un viaggio dentro strutture psichiatriche e psichiatria della durata di quasi due ore, le quali almeno per quanto mi riguarda "scivolano via" grazie ad un ritmo mai noioso e ad un linguaggio fluido, semplice e diretto. Dall'autoritario svolgimento delle pratiche di "cura" al loro carattere discriminatorio, dalla critica sull'esistenza della malattia mentale al "Trattamento sanitario obbligatorio" (che non dovrebbe mai essere attuato, legalmente o meno che sia), alla cultura capitalista e/o comunque fondata sul dominio dell'uomo sull'uomo della quale la psichiatria ne è sia l'ovvia appendice, sia l'altrettanto ovvia sostenitrice...A seguire, una parte di scritti che negli ultimi tempi ho "racimolato in giro" (gli altri li pubblicherò più avanti), un approfondimento sul suddetto T.S.O. tramite scheda (pubblicata alla "fonte" qualche anno fa, ma suppongo sia ancora attuale) ed un video al riguardo con una testimonianza di una donna che (in un piacevole "romano verace") prese parola al "Mad Pride" (Mad=pazzo) di Milano (2011), del quale comunque non so nè da chi e come è stato organizzato, nè il modo in cui si è svolto, nè la durata. Consiglio infine di vedere i due documentari "Senza ragione" e "Code di lucertola".
(PARTE SECONDA)
Sicilia, 2007:un viaggio dentro strutture psichiatriche e psichiatria della durata di quasi due ore, le quali almeno per quanto mi riguarda "scivolano via" grazie ad un ritmo mai noioso e ad un linguaggio fluido, semplice e diretto. Dall'autoritario svolgimento delle pratiche di "cura" al loro carattere discriminatorio, dalla critica sull'esistenza della malattia mentale al "Trattamento sanitario obbligatorio" (che non dovrebbe mai essere attuato, legalmente o meno che sia), alla cultura capitalista e/o comunque fondata sul dominio dell'uomo sull'uomo della quale la psichiatria ne è sia l'ovvia appendice, sia l'altrettanto ovvia sostenitrice...A seguire, una parte di scritti che negli ultimi tempi ho "racimolato in giro" (gli altri li pubblicherò più avanti), un approfondimento sul suddetto T.S.O. tramite scheda (pubblicata alla "fonte" qualche anno fa, ma suppongo sia ancora attuale) ed un video al riguardo con una testimonianza di una donna che (in un piacevole "romano verace") prese parola al "Mad Pride" (Mad=pazzo) di Milano (2011), del quale comunque non so nè da chi e come è stato organizzato, nè il modo in cui si è svolto, nè la durata. Consiglio infine di vedere i due documentari "Senza ragione" e "Code di lucertola".
A.
UN MESSAGGIO DI SPERANZA AI SOPRAVISSUTI DELLA PSICHIATRIA
Se potete pubblicare sul sito antipsichiatrico il mio messaggio alle persone che ancora sono dentro a questo orribile tunnel...un metodo per sfuggire c'è...sembra ridicolo ma io racconto la mia storia personale. Mi sono dovuta nascondere per anni, scappando da una città all'altra, pur di non essere braccata dalle siringhe e dalle pillole misteriose dei medici mi sono improvvisata un giorno barista, un mese impiegata, un altro anno commessa..ho chiuso i contatti anche con i miei famigliari, perchè i parenti purtroppo sono la prima scorciatoia che i medici usano per farti rientrare dentro il circolo vizioso, giocando sull'ignoranza e sul posto appunto che conservano di lavoro, basta una semplice telefonata a casa tua da uno di questi mercenari, anche mentre tu sei a comperarti in quel momento un cd o fare la spesa, che ti ritrovi negli abissi degli psicofarmaci. Rischiare è l' unica cosa, ma è un rischio che ne vale la pena...se si smettono i farmaci di colpo, non abbiate timore...non c' è tortura peggiore che una convulsione da farmaco ogni 10 giorni e bava alla bocca. Piuttosto che alzarsi alla notte e sognare ancora questi vampiri che ti tengono con la forza per infilarti aghi nelle braccia...non è importante se nessuno sa dove siete, no lo sapevano comunque nemmeno prima...qua fuori non siamo soli, in verità ci sono tanti di quei sopravvisuti che girano che nemmeno lo possiamo immaginare, ma questo non importa, la cosa che importa è che più lottiamo per combattere la psichiatria più lei vince...il buio l' abbiamo già visto per tanti anni, non resta che ritrovare la luce...qualunque cosa vi inventate, andrà sicuramente bene, perchè lontano dagli psichiatri tutto torna profumare di muschio bianco.
"IL DIRITTO ALLA FOLLIA"
(...FINCHE' IL "MEDICO" LE CHIESE SE RITENESSE DI ESSERE STATA AIUTATA)
Paziente:No, non lo penso. "Medico":Che tipo di trattamento ha ricevuto qui? Paziente:Lobotomia e terapia di shock. "Medico":Pensa che le siano state d'aiuto oppure che abbiano rappresentato soltanto una tortura? Paziente:Penso che siano state una tortura.(...) Farei molto meglio se l'ospedale mi liberasse. "Medico":Cosa intende quando dice mi liberasse? Paziente:Beh (...) Non sei mai veramente libera. "Medico":Ma se lei rimanesse qui con una posizione di lavoro, sarebbe libera di andare e venire secondo gli orari. Sarebbe esattamente come un lavoro. Paziente:No. Voi continuereste a controllarmi, se rimanessi qui. "Medico":Intende dire che noi qui controlliamo la sua mente? Paziente:Voi potete non controllare la mia mente, ma io in realtà non possiedo una mente mia. "Medico":Cosa direbbe se le offrissimo una posizione di lavoro a...? Sarebbe libera in quel caso? E' un posto molto lontano da qui. Paziente:Qualunque posto avrebbe la stessa struttura di questo. Non sei mai veramente libera; sei sempre una paziente e chiunque sia, che lavori con te, ne è al corrente. E' difficile sfuggire al controllo dell'ospedale. "Medico":Questa è la dichiarazione più paranoica che abbia mai sentito.
(OVVIAMENTE, LA PAZIENTE NON FU MAI DIMESSA)
CHE COS'E' IL T.S.O.
Il Trattamento sanitario obbligatorio è l'erede della coazione e della violenza che ha sempre contraddistinto fin dalla nascita la "scienza psichiatrica", la quale fonda la sua azione sull'uso della forza per piegare coloro che non si vogliono sottomettere a determinate diagnosi/etichette e (mal) trattamenti. La legislazione italiana, infatti, dopo lo smantellamento delle strutture manicomiali, ha mantenuto ciò che ne costituiva le fondamenta:il trattamento coatto. Di seguito, quindi, una sintesi schematica delle procedure e dei "diritti" che regolano il T.S.O. in modo tale da renderlo maggiormente conoscibile, ma come già detto rimane comunque di per sè un abominio che un individuo possa esservi sottoposto, e tali "diritti" possono essere interpretati come principio di libertà soltanto da chi, offuscato e a capo chino, pensa che libertà significhi che vi sia sempre qualcuno o qualcosa che in cambio di qualche zuccherino per noi e di noi in un modo o nell'altro decida, zuccherino che altro non è che, appunto, il cosiddetto "diritto":dal sistema si dipende, dal sistema si accattona...
"SCHEDA"
COSA E' - Ricovero psichiatrico coatto (contro la nostra volontà). CHI LO DISPONE - Il sindaco del comune di residenza o presso cui ci si trova. CHI LO PROPONE - Un medico (non importa se psichiatra o meno, appartenente alla struttura pubblica o privato). CHI LO CONVALIDA - Un medico operante nella struttura sanitaria pubblica (spesso l'ufficiale sanitario). QUANDO PUO' ESSERE FATTO - Quando i due medici di cui sopra dichiarano che la persona è affetta da alterazioni psichiche tali da doversi attivare urgenti "interventi terapeutici" (vedi imprigionamento e/o imbottimento di psicofarmaci), che la stessa rifiuta tali interventi, che non esistano alternative extraospedaliere al ricovero. CHI VIGILA - Il giudice tutelare competente nel territorio del comune che ha disposto il T.S.O. (generalmente operante presso le preture). A lui il sindaco deve inviare, entro 48 ore dalla firma, il provvedimento corredato dalle certificazioni mediche. Il giudice tutelare, assunte le informazioni del caso può convalidare o non convalidare il ricovero. DOVE PUO' ESSERE EFFETTUATO IL RICOVERO - Solo presso i reparti psichiatrici istituiti negli ospedali civili.QUANTO DURA - Sette giorni, rinnovabili con provvedimento del sindaco su proposta del primario del reparto psichiatrico. CHI VIGILA SUL RINNOVO DEL T.S.O. - Il giudice tutelare. A lui il sindaco manda il provvedimento di proroga del T.S.O. per la convalida. CHE "DIRITTI" ABBIAMO - 1. Possiamo avere la notifica del provvedimento di T.S.O. In assenza di questa notifica nessuno può obbligarci a seguirlo o ad assumere terapie (esclusi i casi di comportamenti penalmente rilevanti e i casi in cui si ravvisano gli estremi dello stato di necessità) 2. Possiamo presentare ricorso avverso al T.S.O. al sindaco che lo ha disposto. Questo ricorso può essere proposto anche da chi ne ha interesse (familiari, amici, associazioni). Per ridurre i tempi conviene inviarne una copia al giudice tutelare, specie se il ricorso parte entro le prime 48 ore dal ricovero (quando presumibilmente lo stesso non ha ancora convalidato il provvedimento) 3. Possiamo avanzare richiesta di revoca al tribunale, chiedendo la sospensione immediata del T.S.O. e delegando, se vogliamo, una persona di nostra fiducia a rappresentarci al processo 4. Possiamo scegliere, ove possibile, il reparto presso cui essere ricoverati 5. Abbiamo diritto di conoscere le terapie che ci vengono somministrate e di poter scegliere fra una serie di alternative; 6. Possiamo comunicare con chi riteniamo opportuno 7. Abbiamo diritto di essere rispettati nella nostra dignità psichica e fisica (c'è da "ridere":una contraddizione in termini, n.d.r.). Anche se sottoposti a T.S.O. nessuna contenzione fisica può esserci applicata, se non in via eccezionale e per il tempo strettamente necessario alla somministrazione della terapia. Gli atti di contenzione di natura punitiva sono reati penalmente perseguibili 8. Possiamo dettare nella nostra cartella clinica ogni informazione riguardante il nostro stato di salute e i trattamenti che riceviamo 9. Possiamo conoscere i nomi e la qualifica degli operatori del reparto (essi devono indossare cartellini di riconoscimento).
martedì 8 gennaio 2013
PALERMO:RESOCONTO DEL PRESIDIO ANTICARCERARIO PER MADDA AL PAGLIARELLI
Il 14 Dicembre ci siamo ritrovati sotto il carcere Pagliarelli di Palermo per esprimere la nostra solidarietà e infondere coraggio alla compagna detenuta Madda e a tutti i prigionieri, urlando il disprezzo contro ogni tipo di gabbia e contro tutti gli aguzzini. Dopo mezz'ora di cori e botti in una stradina adiacente al complesso carcerario, un nutrito gruppo di polizia penitenziaria ha fatto la sua comparsa, pistola alla mano, per tentare di spegnere quella scintilla di solidarietà verso gli oppressi e di rabbia contro gli oppressori. L'arroganza che accomuna tutte le guardie non ci ha scoraggiato, anzi abbiamo continuato ad intonare cori per chi, a pochi metri di distanza, ci ascoltava da dietro le odiate sbarre. Con l'atteggiamento intimidatorio che li contraddistingue, i servi in divisa hanno proceduto ad identificazioni e perquisizioni, alle quali è seguito un trasporto coatto all'interno del carcere di tutti noi partecipanti al presidio, venendo poi rilasciati dopo appena un paio d'ore. Se i cani da guardia dello Stato credono di aver messo a tacere le nostre voci, di aver sopito i nostri spiriti in rivolta, di aver spento almeno per un pò quella luce che anima i nostri cuori e mai ci abbandona, si sbagliano:la loro volontà di reprimere ci ha soltanto resi più determinati nel voler abbattere ogni prigione, sempre in lotta contro l'esistente che le produce.
MADDA LIBERA! TUTTI LIBERI!
FUORI TUTTI DALLE GALERE! DENTRO NESSUNO SOLO MACERIE!
Individualità contro il carcere
FUORI TUTTI DALLE GALERE! DENTRO NESSUNO SOLO MACERIE!
Individualità contro il carcere
TUTTI AL TRIBUNALE PER SALUTARE SGHIGNO!
Il 14 Gennaio, al tribunale di Catania, si terrà la prima udienza del processo farsa che vede coinvolti quattro compagni anarchici, accusati di imbrattamento e deturpazione del centro storico catanese. Tra gli imputati c'è Giuseppe Lo Turco detto “sghigno”, già da mesi rinchiuso nel carcere di Alessandria poiché coinvolto nell'operazione “Ardire”. Ci troveremo davanti al tribunale di Catania di Via Crispi dalle 8 della mattina, per far sentire la nostra solidarietà e il nostro calore a chi, pur colpito dalla repressione, non smette di lottare!
Anarchiche e anarchici catanesi
lunedì 3 dicembre 2012
SOLIDARIETA' PER MADDA AL PAGLIARELLI
Da tre mesi Madda si trova rinchiusa nel carcere “Pagliarelli” di Palermo. Dalle varie lettere da lei spedite ad alcuni compagni si è venuti a conoscenza di una situazione veramente esasperante. Da molte settimane la nostra compagna sta subendo innumerevoli soprusi:viene scortata all’aria (pur essendo stata arrestata per un reato comune e non avendo le restrizioni dell’Alta Sicurezza) da vari secondini maschi e non donne come di regola in un braccio femminile, le viene tagliato il sopravvitto, le vengono appioppati rapporti disciplinari e denunce per oltraggio a pubblico ufficiale, le è vietato ogni contatto – anche visivo – con detenute di sua conoscenza, le vengono rigettati tutti i colloqui – ad eccezione della madre che finora non è potuta ancora andare – e, infine, minacciata di morte. In una occasione, mentre la scorta di più secondini la portava all’aria (pratica giornaliera), Madda ha volto lo sguardo verso la sezione AS (come da normativa chiusa da cancelli) per salutare una detenuta da lei conosciuta nel carcere di Rebibbia. Senza nemmeno aver proferito una parola, si è ritrovata il sovrintendente delle guardie faccia a faccia con fare minaccioso. Lo sbirro ha poi cominciato ad urlarle a pochi centimetri dal viso “Calore, ti ammazzo”, aspettando una sua reazione per poterle mettere le mani addosso. Il secondo episodio, pochi giorni dopo con il pretesto di una discussione tra guardie e detenute, Madda viene nuovamente fronteggiata dal suddetto sovrintendente, tale Vincenzo Cipolla di Palermo, che dal primo giorno di carcerazione le ha fatto patire minacce, provocazioni, insulti e spintoni. In entrambe le occasioni, tutta la squadra di secondini le ha dimostrato apertamente di non aspettare altro che una sua reazione per poterla massacrare. Va comunque evidenziato il notevole problema di sovraffollamento che, come in tutte le carceri italiane, affligge il Pagliarelli. Le minacce sono pratica giornaliera e nell’ultimo periodo, inoltre, si è verificato un suicidio nella sezione A.S. maschile. Madda non è mai scesa a patti col nemico e ha sempre lottato con tutto il cuore e l’energia che la contraddistinguono. Più volte coinvolta in innumerevoli inchieste, i cani da guardia dello Stato non smettono di alitarle il loro fiato immondo addosso. Rilanciamo la solidarietà attiva nei confronti di Madda, invitando i compagni e le compagne di tutte le città a inviare immediatamente telegrammi di solidarietà per rompere il muro di isolamento e di tensione in cui le guardie la stanno costringendo:
MADDALENA CALORE
Casa circondariale di PALERMO – Pagliarelli
Piazza Pietro Cerulli n. 1
90129 – PALERMO
TELEFONI*, FAX** ED E-MAIL ALLA DIREZIONE DEL CARCERE
*091-6685456/4630/1532/3442 **091-6685256, 091-6681116 (ufficio matricola), 091-6680938 (nucleo traduzione e piantonamenti), 091-6686406 (ufficio educatori) e-mail:cc.pagliarelli.palermo@giustizia.it, matricola.cc.pagliarelli.palermo@giustizia.it, ntp.cc.pagliarelli.palermo@giustizia.it, educatori.cc.pagliarelli.palermo@giustizia.it
martedì 13 novembre 2012
LETTERA DAL CARCERE DEL PAGLIARELLI (PALERMO)
CIAO CUMPA',
A COSTO DI ESSERE RIPETITIVA, CREDO SIA IMPORTANTE PARLARE DEL CARCERE PAGLIARELLI PERCHE' C'E' BISOGNO DI FAR USCIRE TUTTA LA SERIE DI INFAMIE CHE AVVENGONO COSTANTEMENTE. IL PROBLEMA SANITA' COME IN OGNI FOTTUTA STRUTTURA D'ANNIENTAMENTO, E' IL PRINCIPALE. POCO TEMPO FA LE GUARDIE FECERO RAPPORTO DISCIPLINARE A ME CON ALTRE DUE RAGAZZE SOLO PER AVER INSISTITO SUL MANDARE UNA DI NOI ALL'OSPEDALE PER LE ADEGUATE CURE MEDICHE MOLTO SPESSO INESISTENTI O ADDIRITTURA SBAGLIATE. QUEL GIORNO, IN UN BEL PO', CI METTEMMO A DISCUTERE SU QUESTO PROBLEMA CHE COINVOLGE TUTTE E COME RISPOSTA LE GUARDIE MINACCIARONO TUTTA LA SEZIONE (COMPRESE PERSONE CHE NON ERANO PRESENTI) CON IL RAPPORTO DISCIPLINARE CHE POI FU DATO A ME ED ALTRE DUE PER AVER INSISTITO! IL METODO CLASSICO:COLPIRE TUTTE PER DIVIDERE “BUONE” DA “CATTIVE”. LA CONOSCIUTA TECNICA INFAME DEL DIVIDIT ET IMPERA. OLTRE A MINACCIARCI ANCHE PER UNA MINIMA STRONZATA DI RAPPORTI O DI BOTTE ORA CI SI METTONO PURE CON IL METODO DELLE DENUNCE! QUESTI BASTARDI NON SOLO FANNO SCHIATTARE NEGANDO LE CURE ADEGUATE, MA PURE CI FAN CREDERE DI AVER TORTO DENUNCIANDO SIA PER “PROCURATO ALLARME” QUANDO SI CHIAMA LA GUARDIA PERCHE' C'E' CHI STA MALE (AD ESEMPIO UN CASO IN CUI NON HANNO APERTO LA CELLA CON UNA RAGAZZA ACCASCIATA A TERRA) E PER “OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE” QUANDO CI SI IMPUNTA A VOLERE CIO' CHE CI SPETTA! FANCULO! (QUEST'ULTIMA NELLO SPECIFICO L'ACCOLLARONO A ME). QUESTI INFAMI USANO QUALUNQUE METODO PUR DI DIFFONDERE LA PAURA!!! OLTRE A TUTTO CIO' ANCHE LA PRESCRIZIONE DI PSICO FARMACI ALIMENTANO A SMORZARE UN MINIMO DI SPIRITO DI RIBELLIONE...CHE POI STE' GUARDIE IN CAMICE BIANCO SONO SEMPRE PRONTI A RIFILARE FARMACI “ANNIENTA-SPIRITO” (TOLTO IL FATTO CHE SIANO RICHIESTI O MENO DAL DETENUTO ANCHE PERCHE' STANCO, DISTRUTTO E PROVATO DALLA ROUTINE INTERNA) MENTRE SE SI TRATTA DI CURARE LA PERSONA PER ALTRO PROBLEMA SEMBRA DI DOMANDARE DI APRIRCI I CANCELLI!!! PORCO IL PARLAMENTO! E' NORMALE, QUESTO E' IL COMPITO DEL CARCERE, DISTRUGGERTI NELLO SPIRITO OLTRE CHE NEL FISICO. IN EFFETTI NON E' STRANO CHE IL D.A.P. CON LE CIRCOLARI DEL 24-11-11 E INIZIO GIUGNO 2012 VOGLIA AFFIANCARE AL PERSONALE DI POLIZIA PENITENZIARIA QUELLO DEGLI OPERATORI SANITARI, QUESTI ULTIMI, A PARER MIO, CON IL COMPITO DI CONVINCERE IL DETENUTO ALL'ACCETTARE LA ROUTINE INTERNA (DA MOLTI LA FIGURA DI EDUCATORE, MEDICO E PSICOLOGO NON E' PARAGONATA A QUELLA DI GUARDIA E QUESTO GIOCA A FAVORE DI CHI VUOLE IL CONTROLLO DEL DETENUTO). IL D.A.P. PARLA DI AFFIANCARE QUESTE PERSONE ANCHE PER VIGILARE E INCANALARE IL PROBLEMA SUICIDI(PROBLEMA SEMPRE PIU' DISCUSSO, CHE METTE IN CATTIVA LUCE UNO DEI PILASTRI DELLO STATO), PROBLEMA CHE E', SAPPIAMO BENE, ESSERE DIRETTA CONSEGUENZA DELL'ESISTENZA DEL CARCERE STESSO...CHE POI LO STATO, OLTRE A DECIDERE DELLA E SULLA NOSTRA VITA VOGLIA E DEBBA PURE DECIDERE SULLA NOSTRA SCELTA DI VIVERE O MORIRE E' RISAPUTO (BASTI PENSARE A TUTTI I MEZZI DI CONTROLLO E OPPRESSIONE CHE QUESTO ADOPERA PER TENERCI IN PUGNO). INSOMMA ARRIVARE A CONVINCERE IL DETENUTO CHE E' IN TORTO PURE QUANDO SI AMMALA, CONVINCERLO CHE PUO' FARSI LA CARCERAZIONE ACCETTANDO LE REGOLE IMPOSTE DATO CHE PUO' ARRIVARE A BENEFICI O AGEVOLAZIONI, E' UN SISTEMA USATO DA SEMPRE E FUNZIONALE. QUELLO CHE POI SI STA APPLICANDO SONO I NUOVI MODELLI DI SOTTOMISSIONE VOLONTARIA, OTTENUTI SULLA BASE DI ESPERIENZE REPRESSIVE ACCUMULATE NEGLI ANNI, (QUESTI AFFIANCATI E/O SOSTITUITI AI METODI PUNITIVI CHE MOSTREREBBERO IL CARCERE PER QUELLO CHE REALMENTE E'). UN ESEMPIO E' LA FINTA LIBERTA' DI MOVIMENTO TRAMITE L'APERTURA DELLE CELLE IN CUI IL DETENUTO E' PORTATO ALL'AUTO CONTROLLO DI SE', DELLE PROPRIE AZIONI (QUINDI DELLE PROPRIE EMOZIONI)QUINDI PORTATO AD EVITARE COMPORTAMENTI OSTILI AL REGOLAMENTO IMPOSTO, SAPENDO, APPUNTO, DI ESSERE COSTANTEMENTE OSSERVATO DAI MILLE OCCHI ELETTRONICI MONTATI IN QUESTI CASI. SI PENSI ANCHE AL RUOLO DELLA GUARDIA VISTA SEMPRE PIU' IN VESTE DI CROCEROSSINA DAL SORRISO FACILE (ALMENO NELLE SEZIONI FEMMINILI), DI COLEI CHE “ASSISTE”, DELLA PERSONA CON CUI POTER SFOGARSI E NON PIU' PER QUELLA CHE REALMENTE E', COLEI CHE CONTROLLA...LA PARTE OPPOSTA DEL DETENUTO, IL NEMICO (NON PER NULLA CHI ESEGUE SERVIZIO PASSA PRIMA PER CORSI DI PSICOLOGIA). CON TUTTA QUESTA SERIE DI METODI ACCETTA-CARCERE (E NON L'ARMA BIANCA, MAGARI EHEHE) IL DETENUTO INVECE NON SI RENDE CONTO D'ESSER STUDIATO COSTANTEMENTE NEI SUOI MOVIMENTI, NELLE SUE AMICIZIE, NELLE SUE ABITUDINI...PER ESSERE TENUTO IN PUGNO E PLASMATO A PIACIMENTO, O SE SERVE , COLPIRLO NELL'INTIMO SAPENDO TUTTO DI LUI. A PAGLIARELLI C'E' UN MOTIVO, SE ANCHE QUA, LA DIREZIONE VUOLE ARRIVARE ALL'APERTURA DELLE CELLE, AVENDO GiA' DI BASE STUDIATO, APPLICATO ED OTTENUTO CON METODI PUNITIVI LA SOTTOMISSIONE, L'ADDOMESTICAMENTO DI UNA SEZIONE, FARE IL PASSO SUCCESSIVO E' D'OBBLIGO. SE POI IN CERTE STRUTTURE VEDI PURE CHE I DETENUTI SI DANNO AL LAVORO GRATUITO (O PER USCIRE DI CELLA, PER SVAGO CHE MANCA O PER OTTENERE AGEVOLAZIONI CAPISCI BENE A CHE PUNTO DI SOTTOMISSIONE SIAMO ARRIVATI!!! I NUOVI MODELLI DI “CARCERE MODERNO” OLTRE A FAR FRUTTARE TUTTE LE IMPRESE (NON SOLO CON LAVORI DI COSIDDETTA “PUBBLICA UTILITA') E L'INDOTTO CHE GLI GIRA INTORNO E CHE PARTECIPA AL FUNZIONAMENTO DI QUESTA STRUTTURA, CREANO DINAMICHE CHE PORTANO ALL'ELIMINAZIONE COMPLETA DI OGNI FORMA DI RIBELLIONE INTERNA, ELIMINAZIONE CREATA NON SOLO DAL TIMORE, DALLA PAURA DEI CLASSICI METODI DI PUNIZIONE/CONTENTINO, MA ANCHE E SOPRATUTTO DALL'ACCETTARE IL CARCERE, LA SUA ROUTINE, SOTTOMETTENDOSI DA SE' (QUINDI ANNIENTANDO LA PERSONA STESSA) ACCETTANDO E CAMMUFFANDO QUEL DISAGIO DIRETTO CHE SI PERCEPIVA PIU' FORTE E SENZA MASCHERA IN PASSATO E CHE PORTAVA GLI INDIVIDUI A RIVOLTARSI PER NON FARSI INTACCARE LO SPIRITO, UNICA COSA CHE FA DELL'UOMO DEGNO D'ESSER CHIAMATO TALE.
PAGLIARELLI 20-10-2012.
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