Visualizzazione post con etichetta fronte di liberazione animale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fronte di liberazione animale. Mostra tutti i post

sabato 28 maggio 2016






1, 2, 3 LUGLIO
DODICESIMO INCONTRO PER LA LIBERAZIONE
ANIMALE E DELLA TERRA
NUOVA CASA DEL POPOLO "LA CASONA"
(Via Ponticelli 43, Ponticelli di Malalbergo - Bologna)

venerdì 11 settembre 2015

E' USCITO IL PRIMO NUMERO DI TILIKUM

Bollettino del gruppo "La Lepre!". Il bollettino girerà soprattutto in forma cartacea, ma mettiamo a disposizione anche una versione pdf già impaginata per la stampa. Per scaricarla, clicca qui.

"Il bollettino che avete tra le mani vuole essere una nuova pubblicazione aperiodica di approfondimento e analisi sulle lotte di liberazione animale, umana e della terra. E’ realizzato da varie individualità del gruppo La Lepre, attivo a Milano dalla fine del 2012 sia con proteste in strada per contrastare lo sfruttamento animale e della terra (su tematiche come vivisezione, pellicce, biotecnologie, nanotecnologie, ecc.) sia organizzando presentazioni, proiezioni di video e dibattiti per stimolare un confronto diretto tra le persone attive in queste lotte e con quelle che vi si stanno avvicinando per la prima volta. Il collettivo La Lepre è composto da persone provenienti da percorsi di lotta diversificati: lotte di liberazione animale, ecologiste, anarchiche, antifasciste, anticapitaliste, antirazziste, queer/trans/femministe, anticarcerarie e di supporto ai/lle prigionierx. Questo si riflette nel nostro modo di portare avanti le lotte di liberazione animale e della terra, che riteniamo inscindibili da una lotta più ampia contro ogni forma di autorità e dominio, che comprende anche la liberazione umana. Adottiamo quindi un approccio intersezionale che cerchi di mettere in luce le connessioni tra lo sfruttamento nei confronti degli animali e le altre forme di oppressione come la devastazione degli ecosistemi, il razzismo, il sessismo, l’omofobia, le differenze di classe, ecc. tenendo sempre ben presente il contesto sociale in cui ci troviamo, e le dinamiche di potere che entrano in gioco (Stato, capitalismo, organi repressivi…). Vogliamo ribadire quella che per noi è l’importanza dell’azione diretta e di una metodologia che non preveda compromessi né alleanze di alcun tipo con le istituzioni o con i media, che sono tra i principali responsabili della nostra oppressione. Siamo inoltre critiche/i verso la tecnologia, e non crediamo che mezzi come i social network possano essere di beneficio al rafforzamento delle nostre lotte, ma anzi servano ad incrementare ancora di più l’alienazione e l’apatia già abbastanza diffuse nella moderna società industriale di massa. Ecco perché lanciamo il progetto di una pubblicazione cartacea, un formato più idoneo alla diffusione diretta e non mediata da internet, e che meglio predispone a una lettura rilassata che apre alla riflessione. Non ci dilunghiamo oltre perché crediamo che le nostre idee e riflessioni emergeranno spontaneamente negli articoli e negli argomenti che di volta in volta decideremo di andare ad approfondire. Ci teniamo a sottolineare come ogni articolo sia scritto da una o due persone al massimo e quindi rifletta soltanto le idee e la visione del suo autore o della sua autrice. Pur condividendo tra di noi molte basi di affinità, siamo individui differenti e ovviamente ognunx mantiene la sua specifica visione. Altri testi, invece, sono traduzioni di cui si possono condividere o meno tutti i contenuti, ma che riteniamo riflessioni interessanti"


DEDICHIAMO QUESTO NUMERO E QUELLI FUTURI AI/LE PRIGIONIERX, ANIMALI E UMANI, CHE DECIDONO DI NON ARRENDERSI E DI CONTRATTACCARE CHI SI FRAPPONE AL LORO ISTINTO DI LIBERTA'.

lunedì 27 luglio 2015

RICORDATEVI COME VIVERE 
SELVAGGI. FIERI. INSIEME. LIBERI. 
("MEMORIE DI LIBERTA'") 
Scopo e spirito dell’Incontro per la liberazione animale  è il desiderio di fermarci a riflettere sulle basi teoriche e sulle differenti formule strategiche e operative del movimento per la liberazione animale: le relazioni di questo movimento con il mondo che lo circonda (in che modo si relaziona con altri movimenti di liberazione e critica sociale? Come si relaziona con le persone, e con le persone attraverso i nuovi mezzi di comunicazione? In che modo si relaziona con le realtà che sfruttano gli animali non umani? Come con gli animali non umani stessi?). L’Incontro per la Liberazione Animale è, nella sua (ormai lunga!) storia, più che un invito ad ascoltare teorie di altri, l’occasione per partecipare ad un laboratorio in cui costruire insieme un movimento più consapevole.

VOLANTINO / PIEGHEVOLE CON TUTTO IL PROGRAMMA DELLA TRE GIORNI (STAMPA E DIFFONDI LIBERAMENTE)

lunedì 30 marzo 2015


RESISTERE AL DOMINIO TECNOLOGICO
(Villa vegan occupata, Milano)

Crisi, fame nel mondo, salute, progresso e benessere dell’umanità sono gli argomenti più utilizzati dagli esperti per convincerci della necessaria e massiccia introduzione delle biotecnologie nelle nostre esistenze. La ricerca scientifica e l’espansione industriale sono da sempre strumenti di arricchimento e dominio per chi detiene il potere e si basano sull’impoverimento, lo sfruttamento e l’oppressione di tutto il resto: esseri umani, animali e natura. Questo è ancora più evidente oggi con lo sviluppo di nuovi rami della scienza come biotecnologie e nanotecnologie, che vanno a modificare la materia e gli organismi viventi fin nelle loro particelle più piccole, creando nuove chimere. Il 23 Aprile si terrà la prima udienza del processo a Billy, Costa e Silvia istituito dalla procura torinese per tentare ancora una volta di reprimere chi ha deciso di opporsi fermamente a tutto questo e passare all’azione, attaccando il centro IBM di nanotecnologia di Zurigo nel 2010. Cogliamo l’occasione del loro processo per rilanciare la lotta contro le biotecnologie, nanotecnologie e il dominio scientifico. Vogliamo approfondire queste tematiche, che spesso risultano molto complesse, condividendo le nostre conoscenze e materiali, per affinare la nostra capacità critica e liberarci dalla delega a tecnici ed opinionisti spesso di parte. Troviamoci per dei pomeriggi di studio autogestito. Ci sarà del materiale a disposizione, porta quello che vuoi proporre o condividere.

GIORNATE DI AUTOFORMAZIONE - Domenica 5 Aprile, dalle 14.30, si parlerà di nanotecnologie (RFID, smartdust ecc.). Domenica 12 Aprile, dalle 14.30, si parlerà di transumanesimo e scienze convergenti (informatica, robotica, neuroscienze…). ALTRE INIZIATIVE -  Domenica 19 Aprile, dalle 16, presentazione e dibattito sull’opuscolo “Il campo del controllo, una raccolta di scritti contro la ricerca biotecnologica e il dominio”.  A seguire aperitivo. Dalle ore 20,30 proiezione del documentario “Un mondo senza umani” (Francia, 2012). Martedì 21 Aprile, dalle 14, in Piazza Belgioioso a Milano, presidio contro il BioInItaly, evento organizzato da Banca Intesa San Paolo per finanziare nuovi progetti biotecnologici e nanotecnologici.

Fermiamo l’assurdo sogno degli scienziati di controllo totale sull’esistente.
Per un mondo libero e selvaggio, per la liberazione animale, umana e della Terra.

LA LEPRE (lalepre@canaglie.org - www.lalepre.noblogs.org)

martedì 16 settembre 2014

Clicca sull'immagine per leggere (e/o scaricare e diffondere
liberamente) gli interventi a tutti i dibattiti avvenuti al 9°
incontro di liberazione animale (6, 7, 8 Settembre 2013)

giovedì 11 settembre 2014


12 SETTEMBRE:PRESIDIO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE AL C.N.R. DI PISA

La città di Pisa non ha niente da invidiare ai grandi poli nazionali della ricerca dove vengono effettuati esperimenti su animali tanto da meritarsi in passato l’appellativo di capitale italiana della vivisezione. In una piccola superficie di territorio sono dislocati numerosi centri di ricerca che vanno dai centri pubblici come Università e C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche) fino ai centri privati sulle cui attività si sa pochissimo grazie alle coperture di segreti industriali da difendere. Non mancano anche i centri militari come il Cisam di San Piero sulle cui ricerche vige il massimo riserbo da anni, ultimamente abbiamo potuto prendere atto di parte dei risultati di tanti anni di impegno nel lavorare alla guerra, sotto forma di rilascio di acque radioattive nel canale dei Navicelli, provenienti dal rettore nucleare sperimentale. Nei numerosi istituti di ricerca gli animali vengono rinchiusi per essere sottoposti ad ogni tipo di esperimento:dalla chirurgia, farmaci, ingegneria genetica per citare solo alcune delle pratiche più diffuse. Se i centri di ricerca sono distribuiti in gran numero tra Pisa e la provincia l’attenzione maggiore non può che andare agli oltre 14 istituti scientifici che nell’area C.N.R. hanno trovato sede. La realizzazione di queste prigioni per animali è il frutto di una convenzione tra l’Università, il C.N.R. e l’ospedale di Pisa. L’area C.N.R. di Pisa fortemente voluta dal vivisettore di cani Luigi Donato, già direttore di Fisiologia clinica del C.N.R., comprende al suo interno nel blocco B laboratori di biotecnologie, citogenetica, elettronica, chimica e tanti altri. E proprio in questo blocco sono presenti sale operatorie divise secondo l’utilizzazione di piccoli o medi animali. La concentrazione di animali rinchiusi raggiunge al C.N.R. il suo apice da dove partono sia a livello locale che nazionale tutti quei protocolli che prevedono sperimentazioni su esseri viventi. Questo presidio apre il decimo incontro di liberazione animale che quest’anno vuole iniziare direttamente in uno degli innumerevoli luoghi dello sfruttamento, dove ricerca neutrale sta per consolidamento e sviluppo di pratiche di dominio.

PRESIDIO A PARTIRE DALLE 14.30 DAVANTI ALL'AREA C.N.R. SAN.CATALDO (VIA MORUZZI N.1). DALLE 18.00 PARTENZA CON AUTOBUS PER DONORATICO (LIVORNO) DOVE SI SVOLGERA’ LA DECIMA EDIZIONE DELL'INCONTRO DI LIBERAZIONE ANIMALE   

Per l’autobus è necessario prenotarsi inviando una mail al sito internet dell’incontro:info@incontroliberazioneanimale.net (Infoline:333/6874479)
www.incontroliberazioneanimale.net

Assemblea dell’Incontro di Liberazione animale

domenica 27 luglio 2014


LIBERAZIONE ANIMALE
INTERVISTA AD UN'ATTIVISTA DELLA CAMPAGNA S.H.A.C.

Quanto segue è un'intervista composta da delle domande specifiche su alcuni aspetti della repressione e del movimento in Inghilterra, e non tratta quindi della storia in generale della campagna, perché di questo ne parlano già tanti altri interessanti documenti.  Pensiamo sia un'intervista interessante e ci piacerebbe che venisse diffusa il più possibile, specialmente in prossimità del 30 di Luglio (giornata di solidarietà internazionale con SOCPA7). Se avete domande o altro fateci sapere.


Antispeck Torino/Bestie in lotta (bestieinlotta@autistici.org)


Come ha reagito il movimento anarchico nei confronti degli arresti? La reazione politica ai 32 raid è stata scarsa o nulla, come anche il supporto a chi poteva essere scarcerato su cauzione e alle 12 persone che sono finite in prigione. Quelli di Corporate Watch erano presenti in tribunale, per documentare il caso e realizzare un reportage, “Corporate crackdown on animal rights“. Della questione si è parlato anche su alcuni fogli anarchici e su Schnews, oltre allo strano articolo uscito su Indymedia. Oltre a questo, non è stata organizzata nessuna campagna di supporto per nessuno degli imputati, né ci sono stati comunicati da parte degli ambienti anarchici o iniziative di solidarietà con chi è stato colpito dallo Stato. Lo stesso movimento di liberazione animale ha iniziato a spaventarsi, e ha mancato nel dare appoggio alle persone coinvolte, con l'unica eccezione della solidarietà di lunga data dell'ALF Supporters Group e del Vegan Prisoner Support Group, che sono stati incredibilmente d'aiuto ai prigionieri. Quali sono le debolezze riscontrate nel movimento di liberazione animale al momento degli arresti? Quali errori hanno fatto sì che la pressione mediatica raggiungesse il suo scopo di dividere la lotta e isolare i prigionieri? Gli arresti hanno fatto emergere numerose debolezze nel movimento di liberazione animale (d'altronde se avessero usato le stesse tattiche contro qualunque altro movimento politico nel Regno Unito, la durezza dei colpi non sarebbe stata da meno). Le più grandi debolezze che, da anarchica, ho percepito, includono:1 - Essendo il movimento piuttosto centralizzato, un piccolo gruppo di persone stava svolgendo una dose massiccia del lavoro. Il “nucleo organizzativo” era facilmente identificabile, in quanto un numero ristretto di persone si occupava sia della parte comunicativa (presidi, manifestazioni, interventi a serate informative) sia dell'azione diretta, come gli attacchi dell'ALF alle case dei direttori delle aziende connesse a HLS. E' incredibile come, nonostante il colossale dispiegamento di controllo sbirresco, non siano riusciti ad identificare chiaramenre il ruolo delle persone e a fornire prove sufficienti di un'attività illegale. Ad ogni modo, il fatto che diverse persone si occupassero di entrambi gli aspetti ha messo in pericolo tutti quanti. 2 - Il declino dei gruppi locali:il movimento di liberazione animale è passato da un network di gruppi attivi localmente, a uno in cui i gruppi locali fanno un sacco di lavoro su campagne nazionali, come ad esempio SHAC e Save the Newchurch Guinea Pigs. L'incapacità di mantenere energia su entrambi i fronti, ha significato non investire sulla costruzione del movimento quanto si sarebbe dovuto. Ciò ha portato, nel tempo, al declino dei gruppi locali, che erano una volta la linfa vitale. 3 - La repressione in corso ha fatto si che le persone che avessero voluto avvicinarsi al movimento fossero o spaventate, oppure non riuscissero ad integrarsi nel gruppo per via della diffidenza generalizzata. In questo modo il tutto ha iniziato a pesare sulle spalle di sempre meno persone. 4 - L'impatto di internet:penso che effettivamente internet abbia giocato un ruolo chiave, togliendo gente dalle strade e dai gruppi locali, per chiaccherare di teoria politica sui social network, piuttosto che impegnarsi nella pratica della lotta. 5 - Esaurimento e ricambio:SHAC è stata, tra le altre cose, una campagna condotta a ritmi serrati. Non c'era un gran cultura dell'autoconservazione, né della sostenibilità, causando quindi un ricambio frequentissimo, con gente che si tirava indietro di continuo, o che se ne andava per questioni interne. 6 - Disinformazione persistente:SHAC è stata efficacemente isolata da potenziali sostenitori, attraverso una lunga campagna di disinformazione. Enti come il NETCU (National extremism tactical coordination unit, unità tattica nazionale per gli estremismi) hanno svolto un ruolo strategico, nell'assicurarsi che i media raffigurassero gli SHAC come estremisti. Questo approccio per noi ha significato essere isolati col marchio di radicali, mentre i possibili solidali venivano incoraggiati ad abbracciare tattiche più liberali, riformiste, “non violente” e disfattiste. 7 - La percezione che altri movimenti hanno delle lotte di liberazione animale:penso che SHAC abbia guadagnato parecchio rispetto dalle altre realtà, campagne come Smash EDO sono state ispirate dal metodo di sabotaggio economico di SHAC, e molti in giro per il mondo hanno riconosciuto come ALF fosse la forma più attiva di azione diretta militante che si stesse svolgendo nel Regno Unito, se non in tutta Europa. Eppure, nonostante questo rispetto e condivisione di pratiche, molti ancora non sono solidali con i non umani. Pensano che questa battaglia debba aspettare fin a dopo la rivoluzione, o che promuovere campagne per coniglietti pelosi non faccia parte della lotta per la lberazione totale e contro ogni forma di oppressione. Gli attivisti sono stati accusati di cospirazione. Ci sono edifici o sezioni speciali per questo tipo di accusa o i condannati sono imprigionati con i detenuti comuni? La cospirazione volta al ricatto è considerata un reato grave, quindi la maggior parte di noi ha iniziato la sua condanna in prigioni ad alta sicurezza, facendosi poi faticosamente strada nel sistema penitenziario per accedere a maggiori “libertà” in carceri di categoria inferiore. A parte la grande attenzione per la nostra posta e comunicazione, eravamo trattati come gli altri prigionieri, e non abbiamo subito la brutalità che altri subiscono per il loro credo politico, come i prigionieri Baschi nelle prigioni spagnole. Sono presenti in Inghilterra considerevoli infiltrazioni fasciste nel movimento di liberazione animale e che reazioni provocano nelle persone? Non parlerei di una “considerevole infiltrazione fascista”. E' successo qualcosa di grosso mentre ero in prigione ma non so bene cosa sia successo. Penso che qualcuno credesse non fosse un problema avere un dirigente del BNP (British National Party) che partecipava a una manifestazione. Altre persone hanno reagito dicendo che era inaccettabile. La cosa triste è che chi ha reagito è stato etichettato come un attaccabrighe e non supportato pienamente come avrebbe dovuto essere.  Ci sono dei gruppi davvero equivoci, come “Non-human first”, che hanno idee politiche estremamente dubbie. Penso che le infiltrazioni fasciste possano diventare una minaccia crescente se il movimento non ne è consapevole, e coloro che pensano vada bene essere “apolitici” sono ancora la maggioranza. D'altro canto ci sono stati anche segnali davvero positivi, come ad esempio all'Incontro internazionale sui diritti animali nel 2013, quando i partecipanti britannici spinsero molto nel sottolineare le relazioni fasciste di quell'incontro, in Belgio. In più un gran numero di attivisti del Regno Unito sono coinvolti sia in lotte di liberazione che antifasciste. Quali sono le azioni più utili e significative che possiamo portare avanti da parte nostra qui in Italia per solidarizzare con la vostra causa? Le industrie che praticano vivisezione nel Regno Unito, se non in tutta Europa, stanno iniziando ad essere parecchio arroganti e sprezzanti, convinte che lo Stato le proteggerà e che hanno “vinto”. Mantenere forte la pressione sulle industrie dall'estero, mentre in Regno Unito ci si rimette in sesto, sarebbe davvero importante. Anche progetti come “SHAC made history” sono stati estremamente apprezzati e stimolanti. Sono davvero importanti! Continuare con gli incontri di informazione sulla situazione dei Blackmail 3 e SOCPA 7 anche è fondamentale, perchè nessuna di queste repressioni è finita! Soprattutto, penso che gli altri movimenti debbano imparare cosa può succedere quando non si prende seriamente la repressione. Il suo effetto cumulativo ci ha abbattuti come una martellata. Penso anche sia davvero importante creare legami con altre lotte radicali, ed adottare un punto di vista antistatale. Le relazioni sono la chiave della capacità di recupero. Qual è la situazione attuale in Inghilterra nel movimento e quali sono le prospettive future? Lo stato del movimento ora come ora è abbastanza angosciante, ma non senza speranza. Chi porta avanti idee radicali viene sempre più isolato, e sempre più persone stanno adottando approcci liberali al cambiamento sociale, come convertire persone alla dieta vegana (come unica tattica). C'è un punto cieco totale su quel che riguarda le relazioni di potere, come avviene il cambiamento, e la storia delle lotte sociali. Alcuni settori del movimento stanno facendo veramente bene, ad esempio Hunt Sabotage (Sabotaggio della caccia). E' uno splendido esempio di azione diretta generalizzata, ed è in rapida espansione. C'è stata una forte resistenza alla mattanza dei tassi, che ha portato nuove persone nel movimento. Sempre nuovi gruppi di sabotaggio entrano in azione e continuano a salvare volpi ed altri animali selvatici, nonostante la violenza della polizia e dei cacciatori. Un nuovo progetto, chiamato “Free to fight” (liberi di lottare) è agli inizi:mira ad aumentare la capacità di riprendersi dalla repressione nel Regno Unito. L'attenzione principale è sul movimento di liberazione animale, ma essendo un collettivo anarchico intende anche stringere legami politici con altre lotte e movimenti. Vuole assicurare a chiunque venga colpito dalla repressione il supporto del movimento, specialmente prima e dopo la carcerazione. Bristol è stata e continua ad essere al centro di molte iniziative e lotte radicali. Raccontaci di Bristol, del suo tessuto sociale e quali sono le ragioni che la rendono così speciale rispetto al resto del Regno unito Non so come mai Bristol sforni così tanti radicali, ma credo che una delle ragioni sia per la presenza di un duraturo gruppo anarchico. C'è Kebele, un centro sociale anarchico, che ospita un vegan cafè, dà spazio ai gruppi per incontrarsi e oganizzarsi, ed è la sede di eventi politici ricorrenti ed iniziative come la Anarchist Book Fair, fiera del libro anarchico. E' anche una delle uniche città nel “west country”, il sudovest del Regno Unito, il che significa che un sacco di gente si è trasferita lì dalle zone attorno. Il west country ha una lunga tradizione di resistenza al capitalismo e alle restrizioni in genere, in quanto le persone sono molto attaccate alla terra. Normalmente, se vuoi un lavoro, una carriera, matrimonio e assicurazione ti sposti a est, ma se vuoi natura, comunità, ed una salutare dose d'insurrezione...Ti conviene dirigerti ad ovest.

martedì 27 maggio 2014

Il movimento di liberazione animale ha affrontato negli ultimi anni numerose sfide e difficoltà, e in larga parte è fortemente cambiato rispetto al passato. Dall’essere un movimento radicale, di base, che si opponeva apertamente a grandi associazioni e media istituzionali, è lentamente divenuto sempre più simile a ciò che una volta criticava. Una parte del movimento ha iniziato a considerare in modo prioritario l’opinione pubblica, modificando i propri contenuti al fine di adattarsi allo standard dei media, lavorando abitualmente con giornalisti e lobbisti, concentrando la propria attenzione nell’apparire “professionali” piuttosto che sulle cose che realmente intendiamo comunicare, su ciò che davvero ci interessa realizzare. Sviluppi ed evoluzioni nel proprio modo di agire sono parte di ogni lotta, ciò nonostante non possiamo accettare il fatto che, se la priorità diviene ottenere il consenso del pubblico a tutti i costi, aspetti fondamentali come la solidarietà per i/le prigionieri/e ed il sostegno per l’azione diretta inizino ad essere largamente ignorati. Non riteniamo sia possibile accettare il fatto che questo movimento stia tendendo negli ultimi anni a voler negare le proprie origini e radici. Dalla lotta per la liberazione totale, si è passati ad una strategia tesa all’ottenimento di nuove norme e leggi che, si presume, dovrebbero migliorare la condizione degli animali nella società odierna. Queste leggi vengono inevitabilmente richieste allo stesso Stato che ci opprime e controlla ogni giorno. Quello stesso Stato che si prende la libertà delle nostre compagne e compagni rinchiudendoli/e per anni, portando loro via tutto. Riflettere su questo recente sviluppo del movimento necessiterebbe un lavoro a parte, e non intendiamo qui approfondire oltre questo argomento. Si è ritenuto però necessario menzionare questo aspetto per meglio comprendere perché questo lavoro è stato fatto:a seguito di questo cambiamento di strategia nel movimento, il supporto per i /le prigionieri/e ha iniziato lentamente a divenire un aspetto di secondo piano. Da questa considerazione abbiamo iniziato a lavorare al progetto "Shac ha fatto storia - Shac made history”. La campagna SHAC è stata senza dubbio, con la sua lunga storia, la campagna per la liberazione animale che ha maggiormente subito l’attacco delle forze repressive. Ognuno/a di noi è stato/a ad un certo punto attivo/a in questa campagna. Ma nonostante i moltissimi individui impegnati nella lotta per la chiusura di Huntingdon in tutto il mondo, la repressione ha colpito solo alcuni/e. Queste persone, che hanno pagato e stanno pagando la forza e la determinazione di questa campagna, necessitano tutto il nostro possibile supporto e sostegno. Gli individui che hanno perso anni della loro vita a causa di questo sistema oppressivo, e che le autorità stanno cercando di isolare dal movimento in ogni modo possibile con severe condizioni di libertà vigilata e dure restrizioni nella loro vita privata ed attività politica, non devono essere lasciati/e soli/e, a prescindere da quello che la "pubblica opinione" possa pensare o meno. É responsabilità del movimento aiutarli/e a resistere, a tenere la testa ed il morale alto.

 shacmadehistory.noblogs.org 

CONTRIBUTO AUDIO

sabato 29 marzo 2014


30 MARZO, BERGAMO:RIUNIONE ORGANIZZATIVA VERSO L'INCONTRO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE 2014 - Il 2014 vedrà svolgersi la decima edizione dell'incontro per la liberazione animale. Un momento di dibattiti, workshop, conferenze, in cui sono centrali le tematiche antispeciste. Negli anni è stata occasione di ritrovo, confronto, approfondimento; un momento in cui ritagliarsi tempo per soffermarsi a riflettere su quanto accade, su quanto portato avanti. Un'iniziativa importante in cui poter rinforzare consapevolezze, legami, teorie e pratiche. L'incontro è un momento a cui tutte le persone che partecipano possono contribuire per la migliore riuscita portando qualcosa di sé:riflessioni, suggerimenti, critiche. E' un'iniziativa che appartiene a chiunque la vive. Essere in tante e diversi durante lo svolgimento della 3 giorni è sicuramente una ricchezza perché permette maggior possibilità di confronto e quindi di potenziale crescita per ciascuna/o. Vogliamo però dare importanza anche al percorso che porta alla realizzazione di questo momento, per permettere a chi si ritrova con lo spirito che negli anni ha caratterizzato questa iniziativa di costruirlo assieme. Invitiamo dunque a partecipare portando le proprie idee, il proprio entusiasmo alla riunione organizzativa che si terrà domenica 30 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (naturalmente con pranzo) al Circolo Barrio in Via Ferruccio dell'orto n. 20 nel quartiere Campagnola. INDICAZIONI - Per chi arriva dall'autostrada:uscire dall'autostrada Bergamo, entrando nella circonvallazione sotto il cavalcavia prendere la seconda con scritto "alle valli"/stadio. Al primo semaforo in un grande incrocio girare a destra e prendere la primissima a destra, a duecento metri il Barrio. Per chi arriva a piedi dalla stazione dei treni di Bergamo:Procedi in direzione sud-ovest su SS42 verso Viale Papa Giovanni XXIII. Svolta a sinistra e imbocca Strada Statale 591/SS59. Svolta a sinistra e imbocca Via San Giovanni Bosco/Via Volfango Amedeo Mozart. Svolta a destra e imbocca Via San Giovanni Bosco. Svolta a destra e imbocca Via Ferruccio dell'Orto.
Per maggiori informazioni:
info@incontroliberazioneanimale.org

lunedì 14 ottobre 2013

  ALZATE DI MOMO, 5 SETTEMBRE:A.L.F. LIBERA 407 PORCELLINI D'INDIA DESTINATI ALLA VIVISEZIONE

 COMUNICATO DI RIVENDICAZIONE:  Con questo comunicato rivendichiamo la liberazione di 407 porcellini d`India dall`allevamento `Bettinardi` situato in Via Cascinini ad Alzate di Momo, in provincia di Novara, avvenuta la notte del 5 Settembre 2013. Da oltre 10 anni l`allevamento di cavie e conigli di proprieta` di Giuseppe Bettinardi rifornisce l`industria della vivisezione nel piu` totale anonimato. Non stupisce che immediatamente dopo l`azione i media abbiano tentato di nascondere la verita` riguardo a questa struttura, descritta come `allevamento di animali da compagnia`. Sfortunatamente per Bettinardi, siamo in possesso di tutte le informazioni necessarie per rendere finalmente noti i suoi legami con l`industria della sperimentazione animale. Bettinardi alleva conigli ( prevalentemente `New Zealand white`) e cavie di razza `Dunkin Hartley`, questo tipo di animale viene utilizzato esclusivamente a fini di ricerca. Abbiamo reperito informazioni su innumerevoli crudeli esperimenti di `ricerca di base` in diverse universita` italiane e sappiamo con sicurezza che questo allevamento rifornisce con continuita` le universita` di Milano e Pavia. Siamo a conoscenza di esperimenti nei quali cavie allevate da Bettinardi sono state uccise esclusivamente per prelevare porzioni di muscolo dal loro stomaco, per poterle in seguito stimolare elettricamente nel tentativo di stabilire se il farmaco `Levosulpiride` abbia o meno effetto procinetico (ossia se sia in grado di stimolare la funzione motoria intestinale). Durante due altri esperimenti ad un totale di 40 conigli provenienti da questo allevamento e` stata aperta la gabbia toracica, una canula e` stata inserita all`interno mentre gli animali erano vivi e coscienti ed una speciale soluzione e` stata iniettata nei loro polmoni. Gli animali sono stati infine uccisi, di modo da poter raccogliere campioni di liquido dai polmoni durante una ricerca sul funzionamento di questo organo. In altri due esperimenti di appena alcuni mesi fa 38 e 22 conigli, sempre allevati in questo luogo, venivano uccisi per dissanguamento (il che significa che e` stata loro tagliata la gola e sono stati fatti sanguinare sino alla morte) solo per poter rimuovere la loro gabbia toracica ed i loro polmoni come parte di una ricerca sulla lubrificazione dell`apparato respiratorio. Questi sono solo alcuni esempi degli esperimenti che questo allevamento ha reso possibili rifornendo gli animali ai laboratori durante gli anni. Sebbene una parte del movimento, e la maggior parte delle persone, spesso concentri la propria attenzione su altri animali usati nella ricerca (come cani o scimmie) le specie piu` piccole rimangono le maggiormente usate nella vivisezione. In Italia vengono usati in media 13.870 porcellini d’India ogni anno nei laboratori, contro i circa 950 cani. La reazione quando si parla di cani e` maggiore in quanto le persone riescono piu` facilmente a connettere con questi animali o semplicemente perche` li percepiscono piu` familiari. Ma gli individui che soffrono e muoiono nelle strutture di ricerca sono molti di piu` e la nostra lotta ambisce alla liberazione di ognuno di loro. La vivisezione, in un sistema capitalista globalizzato, rappresenta uno dei settori dello sfruttamento animale piu` redditizi per una delle industrie piu` potenti al mondo, quella chimico farmaceutica. La fede cieca nel progresso scientifico e tecnologico, propugnata da ricercatori e multinazionali, e` l’ espressione ultima della mentalita` capitalista e antropocentrica. Quest’ideologia che ci presentano come il cammino inarrestabile dell’essere umano verso un presunto miglioramento delle nostre condizioni di vita, e` usata come giustificazione per il dominio sulla natura, la tortura e l`uccisione di un numero infinito di animali non umani, come pure di esseri umani usati come cavie nei paesi economicamente poveri, nelle carceri o negli ospedali psichiatrici. L’allevamento e` composto da due grossi capannoni attaccati in fila l’uno dietro all’altro, che formano una struttura divisa in varie sezioni, alcune usate per i conigli ed una per i porcellini d’India. Tutti i conigli rinchiusi in questo allevamento sono tenuti in gabbie strette e completamente spoglie, dove non hanno possibilita` di alzarsi, girarsi o fare qualsiasi altro movimento. La maggior parte dei porcellini d’India sono tenuti in box di legno in gruppi piuttosto numerosi, mentre un numero minore di animali sono rinchiusi in piccole gabbie di plastica, in gruppi da 3 a 5. In nessuno degli spazi dove gli animali vivono sono presenti tane o luoghi dove poter trovare rifugio, anche se per loro si tratta di un bisogno primario ed il dover restare sempre esposti sia una grossa fonte di stress. L’abitazione dei propietari, una grande casa di campagna, e’ situata a pochi metri dai capannoni. Intorno case e campi tra cui camminiamo al buio, per raggiungerli. L’erba ci accarezza le gambe mentre in fila indiana apriamo sentieri non scritti. Non e` contemplata via di fuga per gli animali, ma questa notte creeremo un nuovo varco: le finestre diverranno porte, i campi vie per la liberta`. Daremo aria fresca ai nostri sogni ed agli animali che ancora non sanno cosa sia. Quanti saranno? ce la faremo a portarne via cosi` tanti? Avranno paura? Anche noi abbiamo paura, non siamo eroi da sangue e cuore freddo. Incertezze ed errori sono presenti, ma la rabbia e` troppo grande, l’odio e` troppo forte. Nulla ci puo` togliere la voglia di agire affinche` ad avere paura siano i nostri nemici. Avvicinandoci all’allevamento cade una stella cadente, per ora un unico desiderio: tornare a casa sani e salvi con tanti musetti intorno a noi. Il palo si posiziona per controllare I movimenti all’interno della casa e durante l’azione ci muoviamo facendo meno rumore possibile, mentre all’interno della abitazione qualcuno accende e spegne la luce, guardando uno schermo, ignaro di cio` che sta accadendo a pochi metri di distanza. A coprire un poco il suono dei nostri movimenti ed i fischi dei porcellini d’India c’e` una ventola di aerazione dell’allevamento e di tanto in tanto l’abbaiare del cane del proprietario o di quello dei vicini di casa, o ancora, il passaggio di un treno in lontananza. Rimuoviamo la zanzariera che ricopre una finestra aperta sul retro del capannone, sulla parte opposta alla casa, che avevamo individuato durante la preparazione dell’azione. La finestra si trova a piu` di 2 metri di altezza, quindi mettiamo delle scale contro il muro, una all`esterno ed una all`interno della stanza in cui sono imprigionati centinaia di porcellini d`India. Entriamo, ci ambientiamo velocemente e cominciamo subito a riempire i contenitori che useremo per trasportare gli animali. Prima della notte dell’azione il nostro gruppo ha discusso a lungo sull’opzione di liberare anche dei conigli, ma per motivi pratici abbiamo dovuto prendere una decisione estremamente difficile. In effetti, a causa della dimensione molto stretta della finestra da cui abbiamo portato via gli animali, e delle condizioni assai delicate in cui si e` svolta l’azione, abbiamo optato per portare via il maggior numero possibile di individui e per ovvi motivi di tempo, spazio e peso, questo ha significato concentrarci sui porcellini d’India, riuscendo alla fine a svuotare quasi tutto il capannone. Ci dispiace tantissimo non aver potuto liberare tutti gli animali. Quelli che abbiamo preso con noi vivono ora in luoghi accoglienti con le necessarie cure e con tutto il tempo per dimenticare l’allevamento e non conoscere mai le fredde mani dei vivisettori. Prima di andarcene lasciamo un messaggio a Bettinardi con una scritta sul muro interno del capannone quasi vuoto “Il loro incubo e` finito, il tuo e` appena cominciato” firmato ALF con una A cerchiata. Ed ora andiamo via di qui prima dell`alba! Scappiamo, ma lentamente…sono pesanti 407 porcellini d’India! Una volta al sicuro ci guardiamo, siamo quasi piu` di mille occhi e non abbiamo piu’ dubbi: l`ALF ha vinto ancora. Questa liberazione, come ogni altra azione diretta, apre squarci di liberta` che non sono recuperabili dal sistema, andando direttamente all’obbiettivo. L’azione diretta e` uno strumento efficace, ma non solo, la rivendichiamo politicamente in quanto contiene in se` la nostra critica allo sfruttamento e la nostra voglia di contrattaccare. Sabotaggi, attacchi e liberazioni si pongono al di fuori della triste logica dell’attivismo ‘politicante’ e legalitarista, ci mostrano le potenzialita` sovversive dei nostri sogni, e di cosa possiamo fare se ci mettiamo in gioco in prima persona. Forza e solidarieta’ a chi nella lotta per la liberazione animale e della terra ha dovuto fare i conti con la repressione dello stato ed ha continuato a resistere. Questa liberazione e` dedicata a voi ed a chi, con la complicita` della luna nera, cospira e si muove furtivamente per distruggere con rabbia la tranquillita` degli sfruttatori ed aprire con amore le gabbie.
 ANIMAL LIBERATION FRONT 

sabato 16 marzo 2013

 CHINA EASTERN CESSA IL TRASPORTO DI PRIMATI PER LA VIVISEZIONE

Dal 1 Marzo 2013 anche la compagnia aerea China Eastern Airlines ha cessato i trasporti di primati per la vivisezione. Dopo i recenti successi delle campagne contro United Airlines, El-Al, AirChina, Air Canada e Surinam Airways cresce sempre di più il fronte delle linee aeree che non vogliono prendere parte alla tratta di primati per la tortura scientifica. La notizia è di portata enorme, perché China Eastern era rimasta la sola compagnia a trasportare primati per i laboratori americani dalla Cina. Negli Stati Uniti vengono importati più di 10.000 macachi ogni anno solamente dalla Cina, strappati al loro habitat naturale per essere imprigionati e destinati ad una vita di torture e terrore. Dopo uno stop ai trasporti di China Eastern e all’impegno di AirChina non ci sono più grandi compagnie aeree che fanno quella tratta disposte a trasportare primati nelle mani dei vivisettori. Per i vivisettori di tutto il mondo avere animali da torturare diventa sempre più difficile e costoso. Le campagne contro il trasporto di animali per la ricerca si stanno infatti rivelando quelle che più colpiscono e impensieriscono i vivisettori. Non a caso nelle conferenze internazionali del settore ormai si parla sempre del problema dei trasporti e di quanto questi influiscano sulle loro ricerche, soprattutto per quanto riguarda i primati. Adesso rimangono solo 3 grosse compagnie internazionali implicate nella tratta di primati:Vietnam Airlines, Philippine Airlines ed AirFrance-KLM.

 CAMPAGNA DESTINAZIONE INFERNO: Questa campagna si prefigge di incidere sul rifornimento di animali per i laboratori di vivisezione e sul costo, in modo da rendere più problematica e difficile la vivisezione, soprattutto per istituti pubblici con fondi limitati. Fa parte di un progetto internazionale che da tempo ha preso di mira un nodo cruciale del sistema vivisezione: il trasporto degli animali. La campagna internazionale più importante del momento, alla quale ci uniamo con le nostre iniziative è quella contro AirFrance-KLM. Soprattutto per quanto riguarda i primati sappiamo che questi vengono catturati e allevati in paesi di altri continenti e fatti viaggiare su aerei fino agli aeroporti di Parigi o Francoforte, da cui attraverso voli interni o con furgoni vengono portati nei centri di quarantena presenti in Francia, Spagna, Inghilterra e Olanda. Da qui vengono poi venduti ai laboratori di tutta Europa. Poche linee aeree prendono ancora parte a questa tratta di animali per la vivisezione. Molti corrieri via terra non trasportano più animali per laboratori, così come linee di traghetti hanno smesso di aiutare questo commercio. Tutto questo, dovuto a campagne mirate di associazioni e gruppi di diverso tipo, ha portato ad un aumento del prezzo di ogni singola scimmia di quasi il 200% negli ultimi 8 anni. Molte università non possono più permettersi l’uso di primati, e anche alcune delle più facoltose del mondo come quella di Oxford hanno diminuito decisamente l’utilizzo di questi animali per le difficoltà a reperirli e per il loro prezzo. La campagna “Destinazione inferno” vuole essere da una parte un supporto alle diverse campagne internazionali su questo argomento, ma dall’altra anche cominciare un percorso teso a rendere sempre più difficile l’arrivo sul territorio italiano di animali destinati alla vivisezione. Sappiamo che i primati che vengono torturati nei laboratori italiani passano attraverso pochi aeroporti e vi arrivano grazie a poche compagnie aeree e di servizio a terra. La principale campagna internazionale attiva al momento è quella contro AirFrance-KLM, la compagnia franco-olandese responsabile del maggior numero di voli carichi di animali da laboratorio in tutto il mondo. Solamente dalle Mauritius gli aerei di AirFrance-KLM trasportano 10.000 macachi ogni anno, rendendo di fatto possibile l’esistenza degli allevamenti sull’isola e mantenendo vivo il loro crudele commercio di animali, che nessuna altra compagnia aerea trasporta fino in Europa. AirFrance-KLM trasporta inoltre primati, cani, gatti e roditori dalla Cina, dai Caraibi e dagli Stati Uniti, ed è quindi un perno fondamentale su cui ruota tutto il sistema della vivisezione nel mondo. Il boicottaggio e le proteste si stanno adesso estendendo anche ad Alitalia, che è già per il 25% di proprietà di AF-KLM e sta preparando una fusione per creare una holding unica con il gruppo franco-olandese. La pressione su Alitalia e KLM, che non trasportano direttamente nei loro aerei gli animali, vuole essere un modo per far pressione sulla dirigenza di AirFrance, che ha le mani sporche del sangue di decine di migliaia di animali.

martedì 13 novembre 2012

LIBERATI 1.600 VISONI IN SVEZIA

Il comunicato


"Nelle prime ore della mattina del 1° Novembre circa 1600 visoni sono stati liberati fuori Skara, in Svezia. Questi animali innocenti erano condannati a morte, per cui li abbiamo liberati. I visoni nascono in gabbie di metallo molto piccole dove vivono una breve vita fatta di noia totale e disperazione. Il visone è un animale acquatico che vuole nuotare e vivere buona parte della sua vita in acqua. Immagina soltanto di essere costretto a vivere in una gabbia di rete metallica quando la tua vita naturale consiste principalmente nel nuotare. Dopo 6 mesi è tempo di morire. Viene fatto nel modo più fascista, ovvero con il gas. Gli allevamenti sono in realtà campi di morte, con migliaia e migliaia di vittime innocenti. Alcuni crudeli bugiardi, sfruttatori di animali di ogni tipo, diranno, e hanno già detto “questa è crudeltà animale” - sì, ironicamente loro dicono che liberare animali dalla crudeltà è crudele. Il portavoce dell'organizzazione degli allevatori da pelliccia svedesi, il vergognosamente ignorante Johan Dalén, lo ha detto con serietà contrita:Soffriranno tutti, e quasi tutti moriranno di fame, nella natura. Per rispondere seriamente:il 100% dei visoni soffrono nell'allevamento. Il 100% moriranno nell'allevamento, se non vengono liberati. Molti visoni riescono a sopravvivere in natura. A Johan diciamo:non fingere che ti importi delle vite dei visoni quando in realtà guadagni tutti i tuoi soldi dalla loro morte. Se i visoni crescessero in salute nelle loro gabbie non scapperebbero fuori in meno di un minuto come hanno fatto quella notte. Meglio che tu non dica altre menzogne, Johan Dalén. In Svezia c'è una popolazione di visoni perchè la gente ha liberato visoni e questi sono riusciti a sopravvivere. Non erano qui fino a circa 90 anni fa. Ma il clima è adatto per i visoni qui, e non hanno mai causato l'estinzione di altre specie, né alcun “collasso ecologico” locale come dicono alcuni che odiano gli animali. Solo gli umani sono riusciti a fare questo! Dopo meno di 100 anni di allevamenti, i visoni hanno chiaramente conservato i loro istinti. Ci vuole molto di più per soggiogarli. Non c'è bisogno di essere molto intelligenti per capire che i visoni sono forti abbastanza per sopravvivere. Il fatto che ci siano molti visoni selvaggi in Svezia ne è la prova. Non lasceremo passare sotto silenzio le menzogne di Johan Dalén. Vogliamo anche incoraggiare i media a fare delle ricerche serie sugli animali e i visoni in libertà, e non solo a citare le bugie degli sfruttatori. Questa azione è stata realizzata all'alba della Giornata Mondiale del Veganesimo. Il Veganesimo non dovrebbe significare stare seduti con i propri amici vegan mangiando vegan burgers ed essere fieri di NON uccidere lo stesso numero di animali di una persona media. Ovviamente va bene essere Vegan e motivare altri a DIVENTARE VEGAN, ma il Veganesimo può essere davvero potente solo quando tu agisci direttamente – liberando gli animali. Aprendo anche solo UNA gabbia puoi cambiare una vita per sempre. Portando un animale alla libertà salvi il mondo intero – per quell'animale. Non lasciare che la tua stessa paura o qualcos'altro si metta tra te e la libertà e la vita di un altro animale. Questo non è giusto. Apri le gabbie.

Djurens Befrielsefront, Swedish A.L.F.

lunedì 8 ottobre 2012

LIBERATI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PESCI DA UN ALLEVAMENTO IN SVEZIA

Comunicato di rivendicazione:

"Nella notte del 28 agosto l'ALF ha visitato l'allevamento di pesci "Umlax" nel nord della Svezia. Con l'aiuto dell'oscurità della notte e di un paio di coltelli abbiamo squarciato tutte le 18 grandi reti dell'allevamento permettendo a 520.000 pesci (131 tonni) di nuotare via liberi nel fiume di Umea. Invece di vite costrette in una prigionia angusta con stress e malattie che terminano con l'essere uccisi, venduti, e mangiati, oltre mezzo milione di individui hanno avuto la possibilità di una vita in libertà, l'opportunità di prendere decisioni, riposare e trovare cibo. Non pensiamo che ai pesci interessi che l'allevamento fosse senza assicurazione, o che l'allevatore abbia messo una ricompensa di 10.000 al pubblico per acciuffare i liberatori. Pensiamo che i pesci preferiscano vivere una vita in libertà, per quanto corta o lunga possa essere, piuttosto che vivere nell'inferno che è un allevamento di pesci. Tutti gli animali hanno diritto alla loro libertà! Usciamo nella notte e liberiamo! ALF"

martedì 2 ottobre 2012

MANERBIO (BRESCIA):LIBERAZIONE DI TRE MAIALI

Video realizzato all'interno di alcuni allevamenti presenti in Lombardia, con un finale a sorpresa:la liberazione di tre piccoli maiali. Ciò che testimoniano le immagini sono scene di vita quotidiana, di detenzione e di allevamento di animali da reddito. E' la normalità, non si tratta di casi limite. Esseri viventi considerati mera merce, oggetti, la cui carne alimenterà un'industria che lucra sullo sfruttamento animale. Gli allevamenti sono dei luoghi di tortura e di sofferenza, dei veri lager, dei moderni campi di concentramento in cui la vita è calpestata dalla cupidigia di un sistema, che dall'allevatore al consumatore, azzera l'esistenza di animali senzienti, riducendoli a risorsa produttiva e merce di consumo. Il primo passo per salvare delle vite è eliminare qualsiasi prodotto di origine animale dalle proprie abitudini, diventando vegan. Un ulteriore modo per ridare la libertà a questi schiavi è l'azione diretta. Vedere le immagini della liberazione ci riempie il cuore di gioia, perché questi tre individui non saranno condannati a morte, non verranno deportati negli impianti di macellazione e non diventeranno cibo. Saranno maiali liberi, liberi di fare i bagni di fango nelle ore più calde della giornata, di coricarsi e riposare sopra un letto di paglia, di sviluppare il proprio carattere e seguire il proprio istinto. Questo video è dedicato alle/ai 'Barchem4', attivist* olandesi vittime della repressione. In questi mesi stanno affrontando un duro processo perché accusat* di avere liberato 5.000 visoni da un allevamento nei pressi della città di Barchem. Inoltre lo dedichiamo a tutt* coloro che supportano l'azione diretta e la lotta per la liberazione animale. Contro ogni tipo di sfruttamento, di dominio e di discriminazione. Contro lo specismo. Scegli da che parte stare.


Coordinamento Contro il Mega Macello

mercoledì 19 settembre 2012

Sora:azione diretta contro la sede del macello

Comunicato di rivendicazione:
18-9-2012. Prima dell'alba ci siamo introdotti nella sede del macello di Sora (FR) apportando qualche piccolo sabotaggio. Le mura esterne, invece, sono state abbellite con scritte ed insulti di ogni tipo. Trattandosi della via principale del comune abbiamo constatato che già nel pomeriggio le scritte erano state cancellate. Dall'altra parte della strada erano ancora ben visibili 'MURI PULITI POPOLO MUTO' e sulla sede di un istituto di vigilanza privata 'DIVISE INFAMI' e 'MERDE'. Contro lo sfruttamento animale, contro ogni autoritarismo, fino all'ultimo respiro.

sabato 21 luglio 2012

INCONTRO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE
31 Agosto – 1 e 2 Settembre
(Luogo ancora da definire)


In questi ultimi due anni alcune campagne contro lo sfruttamento animale e alcuni gruppi antispecisti hanno suscitato un aumento dell'interesse e della partecipazione. In particolare la lotta contro la vivisezione si sta amplificando, e l'interesse suscitato da questa che da molti è considerata la più orribile delle torture, sta cominciando ad aprire gli occhi anche su tutti gli altri modi con cui l'essere umano opprime le altre specie. L'uomo, credendosi superiore agli altri animali, si sente in diritto di disporne, come di oggetti:così gli animali diventano cibo, indumenti, ritrovati scientifici o cosmetici, giochi di uno spettacolo del circo o pezzi da museo in uno zoo. Nella corsa a un consumismo sfrenato e a un progresso vano e spietato, l'ingiustizia con cui costringiamo miliardi di animali a condurre ogni giorno una vita in prigione, senza la possibilità di conoscere mai i loro istinti nella natura, e il loro conseguente massacro, hanno le proporzioni della nostra società di massa, e le modalità industriali che sole possono soddisfare le sue esigenze. Chi si scontra con questo orrore, il più delle volte, è stato già annichilito nella sua sensibilità, per rimanerne colpito. Ma per qualcuno questa consapevolezza squarcia un velo e dà l'avvio a un percorso di rifiuto delle pratiche con cui la società sfrutta gli animali, e al desiderio di impegnarsi per porvi fine. Un movimento di lotta in favore della libertà degli animali ha bisogno di spazi e occasioni per rafforzarsi:le proteste e gli incontri in piazza sono un momento importante per attuare i progetti e i percorsi con cui vogliamo combattere lo sfruttamento animale. Ancora più importanti forse sono i retroscena:le riunioni organizzative senza le quali questi momenti pubblici non avrebbero luogo. L'incontro di liberazione animale, ormai da molti anni, è un'occasione fondamentale per connettere queste due fasi fondamentali nel nostro impegno per gli animali. Tre giorni insieme, aperti a chiunque sia spinto dal desiderio di vedere gli animali liberi e le gabbie distrutte e consumate dal tempo, fino a scomparire. Tre giorni per conoscere e approfondire molte tematiche e riflettere sulle pratiche per scardinare una mentalità specista e una società che basa profitti e privilegi sulla pelle degli animali. Ma soprattutto tre giorni per conoscerci, creare gruppi di individui che hanno voglia di organizzarsi e impegnarsi in prima persona:portare nuove tematiche e nuove strategie, così come inserirsi in realtà che da più o meno tempo stanno cercando di portare avanti qualcosa nelle varie zone d'Italia. Insomma tre giorni per capire che cosa possiamo fare. La riuscita dell'incontro, nel livello dei contenuti, così come nel benessere che questi tre giorni possono regalarci, è completamente affidata all'autogestione e alla collaborazione di tutti. Per questo è importante metterci in gioco anche in una crescita personale e etica:partecipare attivamente con i propri pensieri e le proprie mani, e applicare quei comportamenti che creano una convivenza paritaria. Per questo esplicitamente dichiariamo la nostra ripugnanza per ogni manifestazione omofoba, sessista o razzista, che, come lo specismo, portano qualcuno a discriminare qualcun altro per una presunzione di superiorità. Per coprire le spese sostenute per l'affitto del luogo che ci ospiterà, chiederemo una piccola quota di partecipazione.

A breve circoleranno tutti i dettagli. Per ora vi invitiamo a visitare il nostro sito internet www.incontroliberazioneanimale.org che sarà aggiornato con costanza, e ad iscrivervi alla mailing list dell'incontro scrivendo a:info@incontroliberazioneanimale.org. Per la liberazione animale.