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sabato 28 maggio 2016



DOMENICA 29 MAGGIO
"MATINEE HARDCORE BENEFIT"

CONCERTO BENEFIT PER GLI ARRESTATI NELLA GIORNATA CONTRO LE FRONTIERE DEL 7 MAGGIO AL BRENNERO, CON: COSPIRAZIONE, EVERSIONE, 
MORDAX, SUICIDE BY COP.

CENTRO OCCUPATO AUTOGESTITO T28
(Via dei transiti 28, Milano)

sabato 17 ottobre 2015

“ANCHE NOI ERAVAMO STORIA - BERGAMASCHI ATTIVI NEI GRUPPI ANARCHICI DI MILANO (1880-1900)" - Vol. 1 -
(Di Albino Bertuletti e Alberto Gotti)

Conoscere parte dei vissuti di singole persone; ricostruire avvenimenti e contesti storici altrimenti sconosciuti e per niente considerati (o “dimenticati”, se non cancellati dai libri e dalla storia ufficiale).

Noi autori non ci consideriamo degli “storici”, anche perché non abbiamo le competenze indispensabili per definirci tali. Non abbiamo dogmi da insegnare – né conoscenze certe da trasmettere. Inoltre siamo ben coscienti che questo studio può essere considerato parziale e frammentario; senza dubbio sarebbero necessari ulteriori approfondimenti e rielaborazioni dei materiali consultati, per poter avere una più corretta ed organica ricostruzione degli avvenimenti locali, inserendoli in un contesto storico più ampio.

"Anche noi eravamo Storia" è stato stampato in proprio nel Marzo 2010, con foto e 268 pagine, ed è reperibile presso lo Spazio Anarchico Underground (underground@inventati.org)

Il libro nasce dalla passione, in comune ai due autori, per la Storia e l’Anarchia. Tale volume fa parte di una ricerca storiografica relativa al Movimento Libertario Bergamasco, a cui si sta lavorando ormai da diversi anni. Con tale studio si intendeva e si intende scovare, nella realtà bergamasca, i militanti anarchici della base popolare, al di là della rilevanza o meno dei singoli (non personaggi illustri!). Per noi rappresenta un importante sforzo (reale!) di recupero e raccolta di notizie (anche le più dettagliate), documenti e articoli su ciascuno degli anarchici bergamaschi, evidenziando, quando possibile, le professioni, gli elementi dei gruppi sociali di appartenenza e le azioni politiche degli stessi. All’inizio si erano trascritte (150 pagine) numerose schede biografiche di “sovversivi anarchici” bergamaschi e documenti originali redatti dalla polizia, dalla questura, dalla prefettura, dal ministero degli Interni e reperiti direttamente presso gli Archivi di Stato di Roma (Casellario Politico Centrale), di Milano e di Bergamo. Successivamente si è cercato di ricostruire, in ordine cronologico, gli avvenimenti locali ed i vissuti di singoli individui, inserendoli in un contesto storico più ampio, attraverso un intenso lavoro di confronto dei vari documenti reperiti inizialmente e con l’organizzazione di altre informazioni, tratte dalla stampa locale dell’epoca (quotidiani e periodici) e dalla lettura di libri di vari ricercatori (indicati in una dettagliata bibliografia finale). La ricerca “Alle origini dell’Anarchismo Bergamasco” si era concretizzata, agli inizi del 2006, in un saggio iniziale relativo a: Circolo Istruttivo Francisco Ferrer di Treviglio (1910 – 1914); Gruppo Libertario bergamasco (1914 – 1926) ; Elenco degli anarchici schedati dalla Regia Questura di Bergamo. Il reperimento di altri documenti e la ricostruzione storica hanno arricchito e ampliato notevolmente la mole del materiale prodotto. Essendo la ricerca uno studio in progresso, la struttura del piano di lavoro pensata anni fa, è stata rivista più volte, tanto che si è ritenuto opportuno suddividerla in vari volumi. Il primo volume “Anche noi eravamo Storia” riguarda avvenimenti collocabili negli ultimi due decenni dell’Ottocento, accaduti in ambiti locali (a Bergamo e a Milano) ed in contesti più ampi (italiani e internazionali). Il ventennio preso in considerazione vede la nascita del Partito Operaio, a cui segue la scissione fra gli anarchici ed i socialisti nel movimento operaio. Il Partito Socialista intraprende la strada della “legalità”, delle riforme istituzionali, dell’organizzazione del partito e della conquista dei pubblici poteri, attraverso la delega nelle elezioni politiche ed amministrative. Il movimento anarchico, invece, si mantiene programmaticamente al di fuori dello Stato e delle politiche istituzionali; rifiutando il potere, la delega ed il voto, promuove e partecipa a insurrezioni spontanee, punta sull’azione diretta delle masse e sulle iniziative dei singoli (vedi gli attentati individuali a fine Ottocento). Di conseguenza, gli anarchici sono stati soggetti a frequenti e dure repressioni poliziesche, arresti e condanne di tribunali, anni di prigione e spesso sono costretti alla clandestinità, al domicilio coatto, all’esilio. A Bergamo, nel periodo storico preso in considerazione, se faticano a decollare e a diffondersi le idee e le organizzazioni socialiste, a maggior ragione non si diffondono quelle libertarie, vista la potente egemonia cattolica sostenuta da una capillare struttura organizzativa ed assistenziale. La Chiesa, forte potere economico – religioso, è contraria a qualsiasi forma di resistenza ai padroni e riesce nella Bergamasca a controllare ed influenzare masse, ossequienti per tradizione, di contadini e di operai, in città e nelle campagne, attraverso la sua fortissima organizzazione. Dai “cenni biografici” si può rilevare come, in questo ventennio, i non numerosi libertari bergamaschi siano presenti e attivi, in prevalenza, nelle iniziative e nelle organizzazioni che fanno riferimento all’area di Milano. I documenti consultati presso gli Archivi hanno fornito buona parte delle informazioni contenute nelle diverse schede biografiche della seconda parte del libro. Le notizie fornite in esse, nonostante siano scritte da un punto di vista “di deformazione professionale e di parte” (quello di un agente di P.S., o di un funzionario di Stato, o di un delatore), paradossalmente hanno contribuito a modo loro e contro le loro intenzioni e volontà, a scrivere una parte della “Storia” degli anarchici bergamaschi. È Storia di persone comuni, che però hanno lottato, hanno fatto scelte anticonformiste e per le loro idee hanno subito arresti – anni di carcere, fughe all’estero, emigrazione; hanno partecipato alla vita politica e sociale del tempo, in cui ciascuno di loro ha vissuto. È stato entusiasmante per noi, avere l’opportunità, dalla lettura di articoli di stampa locali o di documenti autografati da vari funzionari dello Stato, poter verificare in prima persona come, a volte, avvenimenti – vissuti di individui, tematiche, contrapposizioni - riferiti ad ambiti locali, si connettano ad ambiti storici su scala più vasta… o rilevare in altri contesti dinamiche diverse e prese d’iniziativa autonome. Per certi aspetti, abbiamo approfondito la nostra conoscenza del movimento libertario e delle prime organizzazioni politiche e sindacali (come l’Internazionale dei Lavoratori, il Partito Operaio Italiano, le Società di Mutuo Soccorso, le Società di Resistenza…) proprio cercando di esplorare gli avvenimenti storici della realtà locale. Per noi ha senso recuperare la memoria dei vissuti di persone comuni e quella di determinati avvenimenti (vedi le manifestazioni per il 1° Maggio anarchico, le lotte di rivendicazione delle 8 ore di lavoro giornaliero, il canto degli Inni sovversivi e anarchici, il reato di associazione di malfattori, i moti insurrezionali dei Fasci e quelli per il pane, gli scontri ideologici degli anarchici contro i socialisti legalitari e la definitiva rottura del 1892, gli attentati “individuali”, l’ istituzione del Casellario Politico Centrale…), per non perdere la valenza critica del pensiero libertario nei confronti del potere… per riflettere e far riflettere in modo critico, controcorrente, contro la logica degli anniversari istituzionalizzati, contro l’uso distorto e strumentale della memoria storica…


Non si vuole né costruire né esibire santini laici od anarchici da beatificare. Inoltre non c’è alcuna pretesa di affibbiare “etichettature di parte” (o strumentali) a personaggi o a fatti, lasciando al contrario spazio ad ogni lettore (che nelle aspettative degli autori, non dovrebbe essere esclusivamente uno storico o un addetto ai lavori) di effettuare liberamente ed autonomamente riflessioni critiche e interpretazioni storiche. Il volume è dedicato a Giovanni Gualdi, compagno anarchico bergamasco morto recentemente, che aveva percorso un tratto di strada insieme a noi all’inizio della ricerca.

Albino Bertuletti e Alberto Gotti

domenica 27 settembre 2015

MILANO
COMUNICATO NUOVA OCCUPAZIONE BRANCALEONE

MARTEDI' SERA - Casa ridotta in macerie, le nostre masserizie spezzate e accumulate sui camion della monnezza. Le porte, i cessi, le finestre, le scale: tutto distrutto. Un monumento alla ferocia di chi ci vorrebbe schiave del lavoro salariato. O forse, più semplicemente, ci invidia al punto da voler nascondere ai propri occhi come sia possibile vivere ogni giorno la tensione della libertà. O ancora più semplicemente poveri stronzi, uomini piccoli piccoli, che ubbidendo a ciechi ordini burocratici cercano di uccidere la vita, di seppellirla tra le macerie. Tutto sommato chissenefrega, hanno distrutto degli oggetti, nulla possono contro i nostri desideri. Una cena da amiche, una sbronza e un'accoglienza che difficilmente dimenticheremo ci ristorano da una lunga giornata. MERCOLEDI' è il tempo dell'amarezza e delle assemblee, ci si chiede come abbiamo potuto lasciarci sgomberare così rapidamente, come costruire difese migliori, quali risposte avremmo voluto dare e non siamo riusciti ad organizzare, ma già serpeggia una nuova determinazione: senza casa non ci stiamo! GIOVEDI' fervono i preparativi, le corse a recuperare gli attrezzi che la sbirraglia ci ha rubato, gli ultimi fugaci sopralluoghi, gli incontri con le complici si susseguono frenetici. L'ora dell'amarezza è passata ed è già tempo di un nuovo assalto. Oggi, venerdì, brancaleone con il suo strampalato seguito ha di nuovo casa in Via Bruni 9. Quanto spreco per la sbirraglia, quanti uomini e quanti mezzi mobilitati per farci perdere così pochi giorni e quale amara sorpresa sarà per loro scoprire come questa piccola disavventura ci ha reso più unite e determinate nel nostro sogno di rivolta. DOMENICA, dalle 14.00, un piccolo concerto jazz per presentarvi la corte che resiste alla Bovisa della gentrificazione, degli speculatori e dell'università-fabbrica. E poi, ci vediamo MARTEDI' 29 alle 13,30 al Politecnico di Bovisa (Via Durando 10) per un presidio contro il nanoforum, e dalle ore 19,30 a Casa Brancaleone per parlare di nanotecnologie e delle nuove strategie del dominio. Durante la serata sarà proiettato il documentario «rfid, la police totale» e seguiranno aggiornamenti sul processo a Billy, Costa e Silvia. Portatevi la sedia da casa!

UN ABBRACCIO CALOROSO A TUTTE COLORO CHE IN QUESTI GIORNI DI RITROVATO NOMADISMO CI HANNO ACCOLTE A RIFOCILLATE

giovedì 24 settembre 2015

SGOMBERATA CASA BRANCA LEONE


22 SETTEMBRE - Sgomberata questa mattina all’alba Casa Brancaleone, una villetta abbandonata da lungo tempo ed occupata da appartenenti all’area anarchica poco più di un anno fa in Via Casella, a Milano, nel quartiere Quarto Oggiaro, per "…organizzarci per affrontare collettivamente quei problemi legati alla sopravvivenza quotidiana nella giungla urbana, e per cercare in tutti i modi di soddisfare i nostri bisogni primari e i nostri desideri individuali", come scrivevano nel loro primo comunicato. Al momento dell’intervento contro gli occupanti, circa una decina di persone, la polizia ha sparato lacrimogeni dentro la villetta. Tre di loro sono riusciti a salire sul tetto, mentre gli altri si trovano in stato di fermo e rischiano di essere portati in questura. La polizia ha blindato l’area, con i solidali tenuti a notevole distanza, e sta procedendo anche al sequestro di tutti i materiali presenti all’interno.


AGGIORNAMENTO - I tre saliti sul tetto sono scesi nel pomeriggio; la polizia, negando nelle sue veline per i pennivendoli l'uso di lacrimogeni, ha denunciato i fermati all'interno dello spazio per occupazione e resistenza a pubblico ufficiale.

venerdì 18 settembre 2015






 MILANO - MARTEDI' 29 SETTEMBRE, DALLE 13:30 ALLE 15:00, PRESIDIO CONTRO IL NANOFORUM AL POLITECNICO BOVISA (VIA G. DURANDO N. 10) 

Al politecnico Bovisa di Milano dal 29 Settembre al 2 Ottobre si svolgerà il Nanoforum, un incontro per addetti del settore,‭ ‬ma non solo,‭ ‬dove vengono presentati i risultati della ricerca‭ ‬in nanotecnologie e dove tali ricerche ottengono‭ ‬l'approvazione ed eventualmente il finanziamento degli investitori.‭ ‬E‭' ‬necessario protestare di fronte ai responsabili diretti di ciò che sta accadendo,‭ ‬è necessario cercare di fermare e ostacolare l'influenza che hanno sia a livello di opinione pubblica sia a livello di potere,‭ ‬politico ed economico,‭ ‬sulle nostre società.‭


‬LA LEPRE. PER LA LIBERAZIONE ANIMALE, UMANA E DELLA TERRA.

venerdì 11 settembre 2015

E' USCITO IL PRIMO NUMERO DI TILIKUM

Bollettino del gruppo "La Lepre!". Il bollettino girerà soprattutto in forma cartacea, ma mettiamo a disposizione anche una versione pdf già impaginata per la stampa. Per scaricarla, clicca qui.

"Il bollettino che avete tra le mani vuole essere una nuova pubblicazione aperiodica di approfondimento e analisi sulle lotte di liberazione animale, umana e della terra. E’ realizzato da varie individualità del gruppo La Lepre, attivo a Milano dalla fine del 2012 sia con proteste in strada per contrastare lo sfruttamento animale e della terra (su tematiche come vivisezione, pellicce, biotecnologie, nanotecnologie, ecc.) sia organizzando presentazioni, proiezioni di video e dibattiti per stimolare un confronto diretto tra le persone attive in queste lotte e con quelle che vi si stanno avvicinando per la prima volta. Il collettivo La Lepre è composto da persone provenienti da percorsi di lotta diversificati: lotte di liberazione animale, ecologiste, anarchiche, antifasciste, anticapitaliste, antirazziste, queer/trans/femministe, anticarcerarie e di supporto ai/lle prigionierx. Questo si riflette nel nostro modo di portare avanti le lotte di liberazione animale e della terra, che riteniamo inscindibili da una lotta più ampia contro ogni forma di autorità e dominio, che comprende anche la liberazione umana. Adottiamo quindi un approccio intersezionale che cerchi di mettere in luce le connessioni tra lo sfruttamento nei confronti degli animali e le altre forme di oppressione come la devastazione degli ecosistemi, il razzismo, il sessismo, l’omofobia, le differenze di classe, ecc. tenendo sempre ben presente il contesto sociale in cui ci troviamo, e le dinamiche di potere che entrano in gioco (Stato, capitalismo, organi repressivi…). Vogliamo ribadire quella che per noi è l’importanza dell’azione diretta e di una metodologia che non preveda compromessi né alleanze di alcun tipo con le istituzioni o con i media, che sono tra i principali responsabili della nostra oppressione. Siamo inoltre critiche/i verso la tecnologia, e non crediamo che mezzi come i social network possano essere di beneficio al rafforzamento delle nostre lotte, ma anzi servano ad incrementare ancora di più l’alienazione e l’apatia già abbastanza diffuse nella moderna società industriale di massa. Ecco perché lanciamo il progetto di una pubblicazione cartacea, un formato più idoneo alla diffusione diretta e non mediata da internet, e che meglio predispone a una lettura rilassata che apre alla riflessione. Non ci dilunghiamo oltre perché crediamo che le nostre idee e riflessioni emergeranno spontaneamente negli articoli e negli argomenti che di volta in volta decideremo di andare ad approfondire. Ci teniamo a sottolineare come ogni articolo sia scritto da una o due persone al massimo e quindi rifletta soltanto le idee e la visione del suo autore o della sua autrice. Pur condividendo tra di noi molte basi di affinità, siamo individui differenti e ovviamente ognunx mantiene la sua specifica visione. Altri testi, invece, sono traduzioni di cui si possono condividere o meno tutti i contenuti, ma che riteniamo riflessioni interessanti"


DEDICHIAMO QUESTO NUMERO E QUELLI FUTURI AI/LE PRIGIONIERX, ANIMALI E UMANI, CHE DECIDONO DI NON ARRENDERSI E DI CONTRATTACCARE CHI SI FRAPPONE AL LORO ISTINTO DI LIBERTA'.

sabato 11 aprile 2015

Lunedì 13 Aprile (dalle 16.00 alle 18.30), presidio controinformativo e di protesta
davanti al Museo della Scienza e della Tecnologia (Via S. Vittore 21, Milano)
per contrastare la loro idea di (nano)mondo

Il 13 Aprile 2015 si terrà l’evento: “Esplora il nano mondo: dialoghi sulle nanotecnologie“, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci. Esperti e ricercatori vogliono creare un dialogo con cittadini e studenti per avvicinarli al "meraviglioso" mondo delle nanotecnologie, così come in passato hanno usato tecniche simili per cercare di convincerci della bontà del nucleare, delle biotecnologie e di altre nocività. Un'operazione di propaganda mirata che cercherà, sotto forma di gioco, di mostrare gli apparenti vantaggi di alcune delle applicazioni delle nanotecnologie, ma di certo non ci mostrerà l'ideologia di dominio che sottende il mondo bio/nanotecnologico: meccanizzazione degli organismi viventi e della natura, contaminazione irreversibile, imprevedibilità delle conseguenze, uso delle nanotecnologie per fini militari e di controllo sociale, imposizione dall'alto di un mondo sempre più artificializzato e sottomesso alle logiche di mercato. La dittatura tecnoscientifica sul pianeta ha già prodotto abbastanza disastri, non ci stiamo ad essere cavie delle loro manipolazioni create in laboratorio e poi diffuse in maniera autoritaria nel mondo, visto dagli scienziati come un laboratorio a cielo aperto... Le nanoparticelle sono già ampiamente diffuse in molti prodotti di uso comune, disseminate nel cibo, nell'aria, nell'acqua e nei terreni, droni e microchip controllano ogni nostro movimento restringendo sempre più il campo della nostra libertà personale. Ora vogliono convincerci che si tratti soltanto di un gioco da osservare con curiosità sotto la lente di un microscopio, ma le conseguenze di tutto ciò le subiremo e le stiamo già subendo noi, gli animali e il pianeta su cui viviamo.

lunedì 30 marzo 2015


RESISTERE AL DOMINIO TECNOLOGICO
(Villa vegan occupata, Milano)

Crisi, fame nel mondo, salute, progresso e benessere dell’umanità sono gli argomenti più utilizzati dagli esperti per convincerci della necessaria e massiccia introduzione delle biotecnologie nelle nostre esistenze. La ricerca scientifica e l’espansione industriale sono da sempre strumenti di arricchimento e dominio per chi detiene il potere e si basano sull’impoverimento, lo sfruttamento e l’oppressione di tutto il resto: esseri umani, animali e natura. Questo è ancora più evidente oggi con lo sviluppo di nuovi rami della scienza come biotecnologie e nanotecnologie, che vanno a modificare la materia e gli organismi viventi fin nelle loro particelle più piccole, creando nuove chimere. Il 23 Aprile si terrà la prima udienza del processo a Billy, Costa e Silvia istituito dalla procura torinese per tentare ancora una volta di reprimere chi ha deciso di opporsi fermamente a tutto questo e passare all’azione, attaccando il centro IBM di nanotecnologia di Zurigo nel 2010. Cogliamo l’occasione del loro processo per rilanciare la lotta contro le biotecnologie, nanotecnologie e il dominio scientifico. Vogliamo approfondire queste tematiche, che spesso risultano molto complesse, condividendo le nostre conoscenze e materiali, per affinare la nostra capacità critica e liberarci dalla delega a tecnici ed opinionisti spesso di parte. Troviamoci per dei pomeriggi di studio autogestito. Ci sarà del materiale a disposizione, porta quello che vuoi proporre o condividere.

GIORNATE DI AUTOFORMAZIONE - Domenica 5 Aprile, dalle 14.30, si parlerà di nanotecnologie (RFID, smartdust ecc.). Domenica 12 Aprile, dalle 14.30, si parlerà di transumanesimo e scienze convergenti (informatica, robotica, neuroscienze…). ALTRE INIZIATIVE -  Domenica 19 Aprile, dalle 16, presentazione e dibattito sull’opuscolo “Il campo del controllo, una raccolta di scritti contro la ricerca biotecnologica e il dominio”.  A seguire aperitivo. Dalle ore 20,30 proiezione del documentario “Un mondo senza umani” (Francia, 2012). Martedì 21 Aprile, dalle 14, in Piazza Belgioioso a Milano, presidio contro il BioInItaly, evento organizzato da Banca Intesa San Paolo per finanziare nuovi progetti biotecnologici e nanotecnologici.

Fermiamo l’assurdo sogno degli scienziati di controllo totale sull’esistente.
Per un mondo libero e selvaggio, per la liberazione animale, umana e della Terra.

LA LEPRE (lalepre@canaglie.org - www.lalepre.noblogs.org)

giovedì 9 ottobre 2014








MILANO - DOMENICA 12 OTTOBRE, DALLE 16 IN POI, CONCERTO BENEFIT NO TAV CON:ATTRITO (Trento), SUD DISORDER (Taranto), COSPIRAZIONE (Corvaccio-Brianza), MY OWN VOICE (Milano), WARPATH (Milano)

VIA GOLA (ANGOLO NAVIGLIO)
In caso di pioggia l'iniziativa si terrà alla Latteria Occupata
(Via Watt n. 6)

giovedì 3 aprile 2014

2 APRILE:SGOMBERATE DIVERSE OCCUPAZIONI 

MILANO – Verso le 4 del mattino le forze della questura hanno fatto irruzione nella Pizzeria Occupata. Due occupanti sono riusciti ad accedere al tetto, mentre altri (presenti all’interno della palazzina al momento dello sgombero) sono stati portati in questura. In concomitanza è stato effettuato lo sgombero di un’altro spazio liberato:il Circolo di Via Giambellino (occupato da circa 3 settimane). TORINO - In mattinata i questurini sgomberano l’occupazione abitativa di Via Cuneo, che da alcune settimane ospitava diverse famiglie. Sono passate da poco le 9 del mattino quando compaiono le camionette. A quest’ora nella nuova casa occupata al civico 45 c’è poca gente, giacché gli abitanti sono in giro (chi ad "accompagnare" i bambini a scuola, chi dal dottore, chi per altre iniziative o impegni) e la polizia ne approfitta per iniziare l’assedio. I poliziotti in borghese passano subito dal tetto, neutralizzando ogni possibilità di resistenza, e da lì poi scendono a sfondare le porte degli appartamenti. La sproporzione numerica è enorme:a chiudere le vie intorno alla casa ci sono una decina di camionette, oltre al solito codazzo di agenti della Digos, funzionari e pezzi grossi del locale Commissariato. Nel giro di mezz’ora, all’angolo con Via Cecchi, al di là delle camionette parcheggiate a chiudere la strada si forma un nutrito gruppone di gente che guarda. Alcuni passanti urlano contro la polizia che butta in strada la gente. Inizia un blocco stradale a singhiozzo, poi in sessanta si parte per un breve corteo intorno all’isolato blindato con la celere dietro al culo che regala qualche spinta. Finito il corteo, arrivano le notizie dagli sgomberati. Una, portata in Questura all’inizio delle operazioni, viene rilasciata. Una famiglia rumena, che rifiuta subito “l’aiuto” delle forze dell’ordine, viene fatta uscire dalla palazzina. Altre due famiglie, invece, vengono accompagnate dalle auto della polizia politica in Via Leoncavallo, la sede degli assistenti sociali di zona, con la promessa di trovar loro “una sistemazione”. I poliziotti fan scendere la gente davanti al cancello, valigie alla mano, e subito vien fuori la verità:gli assistenti sociali non ne san niente e su due piedi offrono quattro giorni di ospitalità dalle suore per un nucleo familiare e per l’altro…Niente, giacché il capofamiglia è residente in un’altra circoscrizione. Come sempre, sarà la solidarietà di quartiere a garantire loro un tetto per questa notte. BOLOGNA – Sgomberato tra le 7.30 e le 9.00 del mattino il Paglietta, lo spazio occupato lunedì 31 Marzo dopo la sentenza dell’ "Operazione Outlaw". LIVORNO – Sgomberata una palazzina occupata a scopo abitativo la scorsa settimana.

lunedì 20 gennaio 2014

Venerdi' 7 Febbraio
Concerto benefit NO TAV con BULL BRIGADE, LA GORGIA
FAMIGLIA ANTITETANIKA, LA COSA.
Asilo occupato
(Via Alessandria 12, Torino) 

sabato 11 gennaio 2014

VENERDI' 17 GENNAIO, DALLE 22:00, CONCERTO BENEFIT CON:
HUMUS (Marche), RAUCHERS (Brescia), SUPPURATED (Milano), MORDAX (Milano).
IL RICAVATO DELL'INIZIATIVA ANDRA' A LOLLO E TOFFO,
AI DOMICILIARI PER DUE DISTINTI EPISODI LEGATI ALL'EX-CUEM.

FOA BOCCACCIO 003
(VIA ROSMINI 11, MONZA)
In concomitanza con l’udienza al Tribunale del Riesame per Claudio, Mattia, Niccolò e Chiara, arrestati il 9 Dicembre, qualcuno ha deciso di salutare i quattro senza organizzare un presidio davanti al Tribunale. A Torino alcuni NO TAV hanno occupato la sede di Italferr in Corso Principe Eugenio 3/C. Entrati indisturbati nella sede, i solidali hanno interrotto una riunione in corso di svolgimento e appeso uno striscione alle finestre dei locali del primo piano, distribuendo un volantino e leggendolo al megafono. Dopo una decina di minuti sono usciti gridando "Giù le mani dalla Valsusa", disperdendosi nel vicino mercato di Porta Palazzo. Nel frattempo a Milano, durante una mattina di mercato in uno dei tanti quartieri popolari, striscioni di solidarietà sono stati appesi ai balconi di alcune case:"La solidarietà ci libera dalla paura", "Solidarietà agli arrestati - Terrorista è lo Stato", "Chiara Mattia Nico Claudio NO TAV liberi/e", ed è stato distribuito un volantino. 10 Gennaio - Grazie alle pubbliche lamentele del segretario meneghino del Partito Democratico, si viene a sapere che nella serata di ieri a Milano sono state imbrattate e ricoperte di scritte alcune sedi del partito in solidarietà con gli arrestati. Questo il testo del volantino distribuito durante l’occupazione dell’Italferr a Torino:Il TAV non ci piace, i collaborazionisti neppure - Eccoci ancora una volta…i NO TAV non hanno bisogno di presentazioni. Siamo una gatta da pelare per il governo e la polizia, uno spauracchio da agitare ogni volta che fa comodo su giornali e televisioni. La nostra determinazione a lottare, a batterci per preservare la terra in cui viviamo, ci ha reso noti ovunque. Non ci siamo piegati ai ricatti e alle minacce, abbiamo resistito alle truppe d’occupazione, ai manganelli e ai lacrimogeni…neppure con gli arresti sono riusciti a intimorirci. Oggi però hanno passato il segno, chiudendo in galera 4 nostri compagni con accuse pesantissime di terrorismo. Il fatto in questione è un gesto di sabotaggio, un attacco notturno al cantiere dell’alta velocità di Chiomonte durante il quale sono stati incendiati alcuni mezzi. Ci preme precisare subito che una tale pratica, a prescindere da chi siano gli autori, ci appartiene in pieno. Distruggere degli strumenti di devastazione per reagire ad un’occupazione militare è il minimo indispensabile e ci auguriamo che si ripeta quanto più possibile. Il terrorismo invece è quello di chi si aggrappa al profitto con qualsiasi mezzo, chi ricorre ad ogni sorta di violenza per poter continuare a devastare una valle e accelerare la circolazione di merci, valore, denaro. Terrorista è chi racconta menzogne accuratamente preconfezionate per servire gli interessi del suo padrone, diffamando ed esponendo alla gogna chi lotta. Terrorista è chiunque collabori alla costruzione del TAV, chi firma gli appalti, chi contribuisce a preparare la linea e cura gli aspetti tecnico-progettuali insieme alle istituzioni. Terrorista è chi sottoscrive le autorizzazioni, chi garantisce per l’impatto ambientale e molto altro…Terrorista è Italferr, la società ingegneristica del Gruppo Ferrovie dello Stato, che ricopre questi ruoli ed è responsabile di tutti i nodi dell’alta velocità in Italia, compresi la Torino-Lione ed il terzo valico. Dietro il TAV e tutta la violenza che lo sostiene ci sono anche i signori che occupano questo ufficio…per questo motivo siamo venuti a visitarli e a ricordargli che sono degli sporchi collaborazionisti. Italferr e tutti i responsabili del TAV sono nostri nemici. Non avranno vita facile.
Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò liberi!
Terrorista è chi costruisce il TAV…Terrorista è chi ci comanda