sabato 17 ottobre 2015

“ANCHE NOI ERAVAMO STORIA - BERGAMASCHI ATTIVI NEI GRUPPI ANARCHICI DI MILANO (1880-1900)" - Vol. 1 -
(Di Albino Bertuletti e Alberto Gotti)

Conoscere parte dei vissuti di singole persone; ricostruire avvenimenti e contesti storici altrimenti sconosciuti e per niente considerati (o “dimenticati”, se non cancellati dai libri e dalla storia ufficiale).

Noi autori non ci consideriamo degli “storici”, anche perché non abbiamo le competenze indispensabili per definirci tali. Non abbiamo dogmi da insegnare – né conoscenze certe da trasmettere. Inoltre siamo ben coscienti che questo studio può essere considerato parziale e frammentario; senza dubbio sarebbero necessari ulteriori approfondimenti e rielaborazioni dei materiali consultati, per poter avere una più corretta ed organica ricostruzione degli avvenimenti locali, inserendoli in un contesto storico più ampio.

"Anche noi eravamo Storia" è stato stampato in proprio nel Marzo 2010, con foto e 268 pagine, ed è reperibile presso lo Spazio Anarchico Underground (underground@inventati.org)

Il libro nasce dalla passione, in comune ai due autori, per la Storia e l’Anarchia. Tale volume fa parte di una ricerca storiografica relativa al Movimento Libertario Bergamasco, a cui si sta lavorando ormai da diversi anni. Con tale studio si intendeva e si intende scovare, nella realtà bergamasca, i militanti anarchici della base popolare, al di là della rilevanza o meno dei singoli (non personaggi illustri!). Per noi rappresenta un importante sforzo (reale!) di recupero e raccolta di notizie (anche le più dettagliate), documenti e articoli su ciascuno degli anarchici bergamaschi, evidenziando, quando possibile, le professioni, gli elementi dei gruppi sociali di appartenenza e le azioni politiche degli stessi. All’inizio si erano trascritte (150 pagine) numerose schede biografiche di “sovversivi anarchici” bergamaschi e documenti originali redatti dalla polizia, dalla questura, dalla prefettura, dal ministero degli Interni e reperiti direttamente presso gli Archivi di Stato di Roma (Casellario Politico Centrale), di Milano e di Bergamo. Successivamente si è cercato di ricostruire, in ordine cronologico, gli avvenimenti locali ed i vissuti di singoli individui, inserendoli in un contesto storico più ampio, attraverso un intenso lavoro di confronto dei vari documenti reperiti inizialmente e con l’organizzazione di altre informazioni, tratte dalla stampa locale dell’epoca (quotidiani e periodici) e dalla lettura di libri di vari ricercatori (indicati in una dettagliata bibliografia finale). La ricerca “Alle origini dell’Anarchismo Bergamasco” si era concretizzata, agli inizi del 2006, in un saggio iniziale relativo a: Circolo Istruttivo Francisco Ferrer di Treviglio (1910 – 1914); Gruppo Libertario bergamasco (1914 – 1926) ; Elenco degli anarchici schedati dalla Regia Questura di Bergamo. Il reperimento di altri documenti e la ricostruzione storica hanno arricchito e ampliato notevolmente la mole del materiale prodotto. Essendo la ricerca uno studio in progresso, la struttura del piano di lavoro pensata anni fa, è stata rivista più volte, tanto che si è ritenuto opportuno suddividerla in vari volumi. Il primo volume “Anche noi eravamo Storia” riguarda avvenimenti collocabili negli ultimi due decenni dell’Ottocento, accaduti in ambiti locali (a Bergamo e a Milano) ed in contesti più ampi (italiani e internazionali). Il ventennio preso in considerazione vede la nascita del Partito Operaio, a cui segue la scissione fra gli anarchici ed i socialisti nel movimento operaio. Il Partito Socialista intraprende la strada della “legalità”, delle riforme istituzionali, dell’organizzazione del partito e della conquista dei pubblici poteri, attraverso la delega nelle elezioni politiche ed amministrative. Il movimento anarchico, invece, si mantiene programmaticamente al di fuori dello Stato e delle politiche istituzionali; rifiutando il potere, la delega ed il voto, promuove e partecipa a insurrezioni spontanee, punta sull’azione diretta delle masse e sulle iniziative dei singoli (vedi gli attentati individuali a fine Ottocento). Di conseguenza, gli anarchici sono stati soggetti a frequenti e dure repressioni poliziesche, arresti e condanne di tribunali, anni di prigione e spesso sono costretti alla clandestinità, al domicilio coatto, all’esilio. A Bergamo, nel periodo storico preso in considerazione, se faticano a decollare e a diffondersi le idee e le organizzazioni socialiste, a maggior ragione non si diffondono quelle libertarie, vista la potente egemonia cattolica sostenuta da una capillare struttura organizzativa ed assistenziale. La Chiesa, forte potere economico – religioso, è contraria a qualsiasi forma di resistenza ai padroni e riesce nella Bergamasca a controllare ed influenzare masse, ossequienti per tradizione, di contadini e di operai, in città e nelle campagne, attraverso la sua fortissima organizzazione. Dai “cenni biografici” si può rilevare come, in questo ventennio, i non numerosi libertari bergamaschi siano presenti e attivi, in prevalenza, nelle iniziative e nelle organizzazioni che fanno riferimento all’area di Milano. I documenti consultati presso gli Archivi hanno fornito buona parte delle informazioni contenute nelle diverse schede biografiche della seconda parte del libro. Le notizie fornite in esse, nonostante siano scritte da un punto di vista “di deformazione professionale e di parte” (quello di un agente di P.S., o di un funzionario di Stato, o di un delatore), paradossalmente hanno contribuito a modo loro e contro le loro intenzioni e volontà, a scrivere una parte della “Storia” degli anarchici bergamaschi. È Storia di persone comuni, che però hanno lottato, hanno fatto scelte anticonformiste e per le loro idee hanno subito arresti – anni di carcere, fughe all’estero, emigrazione; hanno partecipato alla vita politica e sociale del tempo, in cui ciascuno di loro ha vissuto. È stato entusiasmante per noi, avere l’opportunità, dalla lettura di articoli di stampa locali o di documenti autografati da vari funzionari dello Stato, poter verificare in prima persona come, a volte, avvenimenti – vissuti di individui, tematiche, contrapposizioni - riferiti ad ambiti locali, si connettano ad ambiti storici su scala più vasta… o rilevare in altri contesti dinamiche diverse e prese d’iniziativa autonome. Per certi aspetti, abbiamo approfondito la nostra conoscenza del movimento libertario e delle prime organizzazioni politiche e sindacali (come l’Internazionale dei Lavoratori, il Partito Operaio Italiano, le Società di Mutuo Soccorso, le Società di Resistenza…) proprio cercando di esplorare gli avvenimenti storici della realtà locale. Per noi ha senso recuperare la memoria dei vissuti di persone comuni e quella di determinati avvenimenti (vedi le manifestazioni per il 1° Maggio anarchico, le lotte di rivendicazione delle 8 ore di lavoro giornaliero, il canto degli Inni sovversivi e anarchici, il reato di associazione di malfattori, i moti insurrezionali dei Fasci e quelli per il pane, gli scontri ideologici degli anarchici contro i socialisti legalitari e la definitiva rottura del 1892, gli attentati “individuali”, l’ istituzione del Casellario Politico Centrale…), per non perdere la valenza critica del pensiero libertario nei confronti del potere… per riflettere e far riflettere in modo critico, controcorrente, contro la logica degli anniversari istituzionalizzati, contro l’uso distorto e strumentale della memoria storica…


Non si vuole né costruire né esibire santini laici od anarchici da beatificare. Inoltre non c’è alcuna pretesa di affibbiare “etichettature di parte” (o strumentali) a personaggi o a fatti, lasciando al contrario spazio ad ogni lettore (che nelle aspettative degli autori, non dovrebbe essere esclusivamente uno storico o un addetto ai lavori) di effettuare liberamente ed autonomamente riflessioni critiche e interpretazioni storiche. Il volume è dedicato a Giovanni Gualdi, compagno anarchico bergamasco morto recentemente, che aveva percorso un tratto di strada insieme a noi all’inizio della ricerca.

Albino Bertuletti e Alberto Gotti

mercoledì 7 ottobre 2015

E' USCITO IL TERZO NUMERO DEL GIORNALE ECOLOGISTA RADICALE "L'URLO DELLA TERRA"

ALL'INTERNO:

Una mappa per accedere al cervello // Gli alberi geneticamente modificati e la bioeconomia // Verso una stagione di consenso biotech? // Il selvatico recintato nel panino di Expo // Note a margine di un corteo O.G.M. // Francois Kepes, razionalizzatore delle macchine viventi // Parole in movimento: dialogo con Luana, attivista per la liberazione animale sottoprocesso a Brescia per la liberazione dei beagle da Green Hill // Dichiarazione al processo di Green Hill // Sabotaggio antinucleare: dopo dieci anni si ritorna a processo.


EDITORIALE - Questi mesi sono stati intensi di iniziative che ci hanno visto come collettivo resistenze al nanomondo e redazione dell'Urlo della Terra in numerosi posti e situazioni per discussioni su temi come l'ecologismo radicale, scienze convergenti, liberazione animale. I nostri incontri pubblici seguono la stessa modalità con cui viene fatto e distribuito questo giornale: non esistono aree precise o interlocutori privilegiati a cui facciamo riferimento. Certo, ci piacerebbe dire che questo è un giornale per "chiunque", che si potrebbe distribuire ovunque, accendendo animi sopiti. Sappiamo bene che non è così. Sicuramente facciamo riferimento ad ambienti e contesti più sensibili dove perlomeno esiste già una qualche forma di attenzione o preoccupazione per quello che ci succede intorno, dentro di noi, agli altri animali e al pianeta, dove alcuni pensieri possono portare a dei dubbi, a momenti di rottura. Una rottura con questa normalità sempre più normalizzante che sempre più aliena e abitua ad uno sfruttamento che si fa di giorno in giorno più insidioso, portandoci a pensare di trovarci di fronte a un monolite a cui non ci si può opporre, se non con pratiche permeate da una mera parvenza di conflittualità. Molti dei temi che trattiamo in questo giornale, come gli sviluppi tecnologici, l'ecologismo e l'abbattimento di una visione antropocentrica non rappresentano una novità. Negli ultimi anni si è visto crescere un'attenzione senza precedenti: nei media, nella così detta opinione pubblica e di conseguenza in ogni settore economico. Il grande critico della tecnica Jacques Ellul impiegava spesso una formula che, si è "sempre rivelata esatta": "Quando in una società si parla esageratamente di un certo requisito umano è perché questo non esiste più, se si parla esageratamente di libertà, è perché la libertà è stata annullata". Questa attenzione da parte dello Stato, dell'economia e di gran parte delle multinazionali è in continua crescita e si rafforza giorno dopo giorno. Questo processo non è qualcosa di separato dalla società, vengono create delle condizioni tecniche per cui questo mondo sia il più desiderabile possibile. Mai si è parlato tanto della difesa della natura come in questi tempi, non si smette di invocarla, di riferirsi ad essa e consacrarvi magniloquenti dibattiti e profondi discorsi. Tutto questo proprio in un periodo storico che vede una distruzione della natura così forte, un'avvelenamento così totale di acqua, terra e cielo, una disumanizzazione così globale che i nostri stessi corpi sono a rischio di monocoltura. Di fatto, nostro malgrado, ci si trova ad affrontare questioni così vitali dentro ad un unico grande calderone dove imperversano associazioni ambientaliste, animaliste, organismi internazionali di protezione della natura, comitati etici... La cosa si fa ovviamente molto più complessa, soprattutto per chi vuole ancora riconoscere e dare forza ai pensieri e significato alle parole. Il processo che vede il potere accaparratore di istanze "verdi" e "antisistema" non è ineluttabile, è sempre possibile creare momenti di rottura che possano disgregarne alcune parti. Queste fermate non previste possono dare il tempo (nuovo) per allargare lo sguardo e scoprire le interconnessioni e le relazioni che legano le catene dello sfruttamento. L'ineluttabilità del dominio sembra essere entrata profondamente in noi, tanto che spesso i progetti, le situazioni di critica e opposizione, si presentano come una mera sopravvivenza, quasi una testimonianza. Anche ambienti critici verso l'esistente a volte rimangono intrappolati nel recinto, sembra vi sia una segreta fiducia in questo sistema, si mantiene con esso un legame indissolubile che è frutto della insicurezza e della paura. Si pensa, o probabilmente si vuole pensare, che una qualche soluzione arriverà anche da questo stato di cose. In fondo non siamo sotto una dittatura fascista, non viviamo in una democrazia? Ci si abitua sempre di più a questa vicinanza, a questa coesistenza con il potere. I vari progetti e idee pagano poi il prezzo di questa visione: restano, nella migliore delle ipotesi, parziali, o nella peggiore servono al consolidamento del potere stesso in Green, equo-solidale, animalista... Anche in ambienti critici si sente parlare positivamente delle possibilità della società tecnica. Con le nanotecnologie, si può anche far progredire la medicina e ultimamente, come ricordano a Expo, con i nanoalimenti si potrà nutrire il pianeta. Sembra di sentire i vecchi discorsi su un uso civile del nucleare e quelli sugli O.G.M.. Ancora una volta quello che si presenta di fronte è una riscrittura della realtà su un copione già noto, cambiano solo i materiali con cui è costruito, anche la manipolazione ritorna sempre, con innovazioni sempre più ricombinabili e inafferrabili nella loro essenza e dimensione. In pochi, di questi tempi, pensano di impossessarsi degli sviluppi tecnologici per un uso "altro". In tantissimi però, apparentemente pieni di buon senso, danno il loro contributo ad alleviare le fatiche dello schiavo, ormai abbandonata qualsiasi idea di liberarsi dalla schiavitù. Lo sviluppo tecnoscientifico è questo che porta: non solo nocività che ormai sono ampie quanto il mondo, ma un'obbedienza su base volontaria, un'accettazione senza condizioni, perchè è questo l'unico mondo possibile. Un mondo dove è anche prevista la contestazione, dove ci si può indignare e creare masse anonime di indignati in comunicazione via social network. Anche molte situazioni di base, autogestite, informali, sono colpite da questi pericoli: il vuoto del non-senso in molti casi ha preso il sopravvento, ed ecco a sostenere pratiche di lotta o idee di cambiamento che sono meno radicali di quelle espresse dagli eco-guerrieri della Green Economy. Questi promettono di sovvertire il mondo per come l'abbiamo conosciuto fino adesso. Sappiamo che non stanno scherzando, ma che lo stanno pianificando passo dopo passo, con strumenti che neanche si riescono a cogliere e immaginarne la portata, e quando occorre c'è sempre la guerra, quella incomprensibile da lontano e terrificante da vicino. Quando non è la fiducia al sistema a prevalere si vedono nascere progetti e si sentono idee di alternative avverse a questa realtà. Ad una economia ecocida si risponde con una conviviale e di condivisione. Spesso questi progetti, che partono da una riscoperta della natura e da un'altra convivenza con essa, sono dettati dalle migliori intenzioni. Ma si può pensare di cambiare qualcosa di questo esistente costruendo qualcosa al suo interno? Con i suoi materiali, le sue leggi, i suoi veleni e le sue imposizioni? Dal momento che si dice di coltivare biologico non si è forse già accettato una delle regole chiave della Green Economy, facendo propria la sua propaganda, dove quello che è naturale è già stato sostituito da qualcos'altro, un qualcosa di migliore, che sa di migliorato, in sintonia con la tecno-industria e i suoi supermercati del futuro? È sicuramente importante, anzi fondamentale, pensare già da subito un mondo diverso e sarebbe importante che questo fosse già rappresentato nei nostri mezzi, nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. Ma questo non potrà mai realizzarsi senza sbarazzarsi di quello presente. Il fine non dovrebbe essere solo il chiudere un laboratorio, proteggere una foresta o una valle, dovremmo sempre avere lo sguardo verso la distruzione di questo sistema di morte. Come arriviamo a questo sogno lontano fa la differenza, si possono creare già da subito momenti concreti di libertà in cui il nostro agire, non mediato da calcoli da politicante o dal linguaggio virtuale della macchina, porta a una concreta rottura. Questa ben presto verrà ripristinata, ma saremo sempre lì a creare la prossima. Dedichiamo questo numero del giornale a Elia Vatteroni, Baffardello anarchico, che ci ha lasciato in questi giorni di fine estate...

PER CONTATTI E RICHIESTE: urlodellaterra@inventati.org (3 euro a copia più spese di spedizione a 1,30 euro. Per i distributori minimo 5 copie: 2 euro a copia più spese di spedizione 1,30 euro. Spese di spedizione per l'estero: 5,50 euro). CONTO CORRENTE - Codice IBAN: IT11A0760111100001022596116. PER L'ESTERO: Codice BIC BPPIITRRXXX (intestato a Marta Cattaneo, specificare la causale L'urlo della Terra)

martedì 29 settembre 2015

"CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE": DUE GIORNATE DI DIBATTITO APERTO SULL'ATTUALITA' PSICHIATRICA ITALIANA, FRA VECCHIE E NUOVE FORME DI MANICOMIO




SAB. 3 OTTOBRE - Intervengono: Collettivo Antipsichiatrico A. ARTAUD (Pisa), sulla chiusura dei manicomi criminali e l'istituzione delle R.E.M.S. (residenze esecuzione misure sicurezza). Piero Cipriano (psichiatra presso un SPDC di Roma e autore de "Il manicomio chimico" - Ed. Eleuthera). (Dalle 18:00) Cena benefit Underground. DOM. 4 OTTOBRE - Concerto (unplugged) con i Kalashnikov collective. (Dalle 17:00) Aperitivo; proiezione di filmati e contributi a tema.

SPAZIO ANARCHICO UNDERGROUND
@Kascina Autogestita Popolare
(Via Ponchia n. 8, zona Monterosso, Bergamo)

Per arrivare: con i mezzi prendere il bus n. 6 in direzione San Colombano, oppure il n. 3 fino al capolinea (Ostello). Se vieni in macchina parcheggia Via L. Da vinci e fai la salita a piedi; quando entri ed esci dalla Kascina evita schiamazzi e cazzate. Rispetta te stesso, il posto ed il quartiere nel quale viviamo.

domenica 27 settembre 2015

MILANO
COMUNICATO NUOVA OCCUPAZIONE BRANCALEONE

MARTEDI' SERA - Casa ridotta in macerie, le nostre masserizie spezzate e accumulate sui camion della monnezza. Le porte, i cessi, le finestre, le scale: tutto distrutto. Un monumento alla ferocia di chi ci vorrebbe schiave del lavoro salariato. O forse, più semplicemente, ci invidia al punto da voler nascondere ai propri occhi come sia possibile vivere ogni giorno la tensione della libertà. O ancora più semplicemente poveri stronzi, uomini piccoli piccoli, che ubbidendo a ciechi ordini burocratici cercano di uccidere la vita, di seppellirla tra le macerie. Tutto sommato chissenefrega, hanno distrutto degli oggetti, nulla possono contro i nostri desideri. Una cena da amiche, una sbronza e un'accoglienza che difficilmente dimenticheremo ci ristorano da una lunga giornata. MERCOLEDI' è il tempo dell'amarezza e delle assemblee, ci si chiede come abbiamo potuto lasciarci sgomberare così rapidamente, come costruire difese migliori, quali risposte avremmo voluto dare e non siamo riusciti ad organizzare, ma già serpeggia una nuova determinazione: senza casa non ci stiamo! GIOVEDI' fervono i preparativi, le corse a recuperare gli attrezzi che la sbirraglia ci ha rubato, gli ultimi fugaci sopralluoghi, gli incontri con le complici si susseguono frenetici. L'ora dell'amarezza è passata ed è già tempo di un nuovo assalto. Oggi, venerdì, brancaleone con il suo strampalato seguito ha di nuovo casa in Via Bruni 9. Quanto spreco per la sbirraglia, quanti uomini e quanti mezzi mobilitati per farci perdere così pochi giorni e quale amara sorpresa sarà per loro scoprire come questa piccola disavventura ci ha reso più unite e determinate nel nostro sogno di rivolta. DOMENICA, dalle 14.00, un piccolo concerto jazz per presentarvi la corte che resiste alla Bovisa della gentrificazione, degli speculatori e dell'università-fabbrica. E poi, ci vediamo MARTEDI' 29 alle 13,30 al Politecnico di Bovisa (Via Durando 10) per un presidio contro il nanoforum, e dalle ore 19,30 a Casa Brancaleone per parlare di nanotecnologie e delle nuove strategie del dominio. Durante la serata sarà proiettato il documentario «rfid, la police totale» e seguiranno aggiornamenti sul processo a Billy, Costa e Silvia. Portatevi la sedia da casa!

UN ABBRACCIO CALOROSO A TUTTE COLORO CHE IN QUESTI GIORNI DI RITROVATO NOMADISMO CI HANNO ACCOLTE A RIFOCILLATE

giovedì 24 settembre 2015

SGOMBERATA CASA BRANCA LEONE


22 SETTEMBRE - Sgomberata questa mattina all’alba Casa Brancaleone, una villetta abbandonata da lungo tempo ed occupata da appartenenti all’area anarchica poco più di un anno fa in Via Casella, a Milano, nel quartiere Quarto Oggiaro, per "…organizzarci per affrontare collettivamente quei problemi legati alla sopravvivenza quotidiana nella giungla urbana, e per cercare in tutti i modi di soddisfare i nostri bisogni primari e i nostri desideri individuali", come scrivevano nel loro primo comunicato. Al momento dell’intervento contro gli occupanti, circa una decina di persone, la polizia ha sparato lacrimogeni dentro la villetta. Tre di loro sono riusciti a salire sul tetto, mentre gli altri si trovano in stato di fermo e rischiano di essere portati in questura. La polizia ha blindato l’area, con i solidali tenuti a notevole distanza, e sta procedendo anche al sequestro di tutti i materiali presenti all’interno.


AGGIORNAMENTO - I tre saliti sul tetto sono scesi nel pomeriggio; la polizia, negando nelle sue veline per i pennivendoli l'uso di lacrimogeni, ha denunciato i fermati all'interno dello spazio per occupazione e resistenza a pubblico ufficiale.

venerdì 18 settembre 2015

(VIa Giovanni Lanza del Vasco n. 1)
Parco Giacinto Dalla Chiesa, Collegno (To)


Il Mezcal Squat è una casa illegalmente occupata. L’edificio, che faceva parte dell’ex Ospedale psichiatrico di Collegno, è stato occupato il 4 Agosto del 2006 da un gruppo di persone di ispirazione anarchica che aveva maturato la sua pratica di Autogestione negli squat torinesi e che approda al Manicomio dopo altre precedenti occupazioni. In opposizione alla società moderna, che ogni giorno di più rivela il fallimento del sistema politico basato sulla democrazia, schiacciando uomini e donne tra la schiavitù del denaro e le illusioni di Televisione e Internet, l’obiettivo dell’occupazione è quello di creare uno spazio libero dove chiunque possa sperimentare un modo diverso di vivere da quello a cui siamo costretti ogni giorno, dove informazioni e idee possano circolare e diffondersi liberamente. Dopo un lungo lavoro, che ha coinvolto innumerevoli persone, le stanze abbandonate all’immondizia della struttura manicomiale sono diventate ambienti creativi liberi di nuovo usufruibili da chiunque abbia volontà o idee. All’interno dello Squat non vengono richiesti soldi. Il Mezcal non è una attività commerciale ma è il frutto delle idee e dei desideri di tutte le persone che lo fanno vivere. Ogni Attività è basata sulla condivisione: ognuno, a seconda del tipo di iniziativa, porta qualcosa per condividerlo insieme agli altri. Questo tipo di pratica viene chiamata “Bellavita“, un nome che ricorre spesso nei volantini del Mezcal e di altre case occupate torinesi. Laboratori e iniziative vengono organizzati in modo orizzontale tra chi è interessato a parteciparvi. Non ci sono capi o direttori. Questo è uno dei significati dell’oscura parola “Autogestione“: ognuno ha responsabilità di ciò che succede e di ciò che viene utilizzato. Il Mezcal non offre servizi di nessun genere. Non ci sono piccoli biglietti da pagare ma grandi responsabilità da acquisire.





 MILANO - MARTEDI' 29 SETTEMBRE, DALLE 13:30 ALLE 15:00, PRESIDIO CONTRO IL NANOFORUM AL POLITECNICO BOVISA (VIA G. DURANDO N. 10) 

Al politecnico Bovisa di Milano dal 29 Settembre al 2 Ottobre si svolgerà il Nanoforum, un incontro per addetti del settore,‭ ‬ma non solo,‭ ‬dove vengono presentati i risultati della ricerca‭ ‬in nanotecnologie e dove tali ricerche ottengono‭ ‬l'approvazione ed eventualmente il finanziamento degli investitori.‭ ‬E‭' ‬necessario protestare di fronte ai responsabili diretti di ciò che sta accadendo,‭ ‬è necessario cercare di fermare e ostacolare l'influenza che hanno sia a livello di opinione pubblica sia a livello di potere,‭ ‬politico ed economico,‭ ‬sulle nostre società.‭


‬LA LEPRE. PER LA LIBERAZIONE ANIMALE, UMANA E DELLA TERRA.
 SABATO 26 SETTEMBRE, ROVERETO. 
 CONCERTO HC BENEFIT PER I DETENUTI 
 (RITROVO DALLE 18:00 AI GIARDINI PERLASCA) 

venerdì 11 settembre 2015

E' USCITO IL PRIMO NUMERO DI TILIKUM

Bollettino del gruppo "La Lepre!". Il bollettino girerà soprattutto in forma cartacea, ma mettiamo a disposizione anche una versione pdf già impaginata per la stampa. Per scaricarla, clicca qui.

"Il bollettino che avete tra le mani vuole essere una nuova pubblicazione aperiodica di approfondimento e analisi sulle lotte di liberazione animale, umana e della terra. E’ realizzato da varie individualità del gruppo La Lepre, attivo a Milano dalla fine del 2012 sia con proteste in strada per contrastare lo sfruttamento animale e della terra (su tematiche come vivisezione, pellicce, biotecnologie, nanotecnologie, ecc.) sia organizzando presentazioni, proiezioni di video e dibattiti per stimolare un confronto diretto tra le persone attive in queste lotte e con quelle che vi si stanno avvicinando per la prima volta. Il collettivo La Lepre è composto da persone provenienti da percorsi di lotta diversificati: lotte di liberazione animale, ecologiste, anarchiche, antifasciste, anticapitaliste, antirazziste, queer/trans/femministe, anticarcerarie e di supporto ai/lle prigionierx. Questo si riflette nel nostro modo di portare avanti le lotte di liberazione animale e della terra, che riteniamo inscindibili da una lotta più ampia contro ogni forma di autorità e dominio, che comprende anche la liberazione umana. Adottiamo quindi un approccio intersezionale che cerchi di mettere in luce le connessioni tra lo sfruttamento nei confronti degli animali e le altre forme di oppressione come la devastazione degli ecosistemi, il razzismo, il sessismo, l’omofobia, le differenze di classe, ecc. tenendo sempre ben presente il contesto sociale in cui ci troviamo, e le dinamiche di potere che entrano in gioco (Stato, capitalismo, organi repressivi…). Vogliamo ribadire quella che per noi è l’importanza dell’azione diretta e di una metodologia che non preveda compromessi né alleanze di alcun tipo con le istituzioni o con i media, che sono tra i principali responsabili della nostra oppressione. Siamo inoltre critiche/i verso la tecnologia, e non crediamo che mezzi come i social network possano essere di beneficio al rafforzamento delle nostre lotte, ma anzi servano ad incrementare ancora di più l’alienazione e l’apatia già abbastanza diffuse nella moderna società industriale di massa. Ecco perché lanciamo il progetto di una pubblicazione cartacea, un formato più idoneo alla diffusione diretta e non mediata da internet, e che meglio predispone a una lettura rilassata che apre alla riflessione. Non ci dilunghiamo oltre perché crediamo che le nostre idee e riflessioni emergeranno spontaneamente negli articoli e negli argomenti che di volta in volta decideremo di andare ad approfondire. Ci teniamo a sottolineare come ogni articolo sia scritto da una o due persone al massimo e quindi rifletta soltanto le idee e la visione del suo autore o della sua autrice. Pur condividendo tra di noi molte basi di affinità, siamo individui differenti e ovviamente ognunx mantiene la sua specifica visione. Altri testi, invece, sono traduzioni di cui si possono condividere o meno tutti i contenuti, ma che riteniamo riflessioni interessanti"


DEDICHIAMO QUESTO NUMERO E QUELLI FUTURI AI/LE PRIGIONIERX, ANIMALI E UMANI, CHE DECIDONO DI NON ARRENDERSI E DI CONTRATTACCARE CHI SI FRAPPONE AL LORO ISTINTO DI LIBERTA'.

giovedì 10 settembre 2015






GRUGLIASCO (TO)

Da mercoledì 23 Settembre, campeggio antisgombero al Barocchio Squat. Per contrastare la costruzione di un ennesimo carcere, questa volta psichiatrico, che si chiamerà REMS (ex O.P.G.). Vorrebbero costruirlo a fianco e probabilmente al posto del Barocchio Squat, casa occupata da 23 anni, realtà di matrice anarchica e libertaria, da sempre in opposizione a qualsiasi luogo e mezzo repressivo. Uno spazio dove la sperimentazione dell’autogestione ha creato nuovi paradigmi di vita che superano i rapporti dettati dal denaro e dall’autoritarismo. In costante critica con l’esistente.

Sabato 26 Settembre, corteo per le vie del centro di Torino CONTRO SGOMBERI E MANICOMI (concentramento dalle 15:00 in Piazza XVIII Dicembre, davanti all’ex stazione Porta Susa).

martedì 8 settembre 2015

BASILEA: MANIFESTAZIONE CONTRO CONEX15

NESSUNA FRONTIERA. NESSUNA NAZIONE. NO CONEX15! Venerdì 18 Settembre, nell'ambito della resistenza contro questa esercitazione militare, si svolgerà la manifestazione "No Border – No Nation – No Conex", il concentramento è alle 19.00 a Claraplatz a Basilea.

Di seguito l'appello del corteo:
Ne frontiere ne nazioni. Sabotiamo CONEX15

(http://noconex15.noblogs.org/)

L'esercitazione delle truppe dell'esercito svizzero, "CONEX15", che si terrà dal 16 al 25 Settembre nel nord-ovest della Svizzera, descrive lo scenario di minaccia in questo modo: "In una fittizia Europa del futuro, con terre e frontiere diverse, domina la crisi economica. Le conseguenze si ripercuotono anche sulla Svizzera: riduzione delle riserve, commercio clandestino, organizzazioni criminali. Delle grosse provviste di olio, di gas e di cereali diventano gli obbiettivi di sabotaggi e saccheggi. Inoltre, le tensioni etniche portano ad un aumento dei flussi di rifugiati in Svizzera". Nell'Europa attuale, la crisi economica spinge un numero crescente di persone nella povertà ed i bisogni vitali più essenziali in parte non possono più esser soddisfatti. Per milioni di persone, esiste solo una realtà: dei portafogli vuoti e delle battaglie quotidiane per poter mantenere in un modo o nell'altro la testa fuori dall'acqua. Nell'Europa attuale come anche in Svizzera, la frontiere sono già militarizzate. Le/i migranti, che fuggono dalla guerra, dall'oppressione e dalla miseria per cercare una vita migliore in Europa, devono far fronte ai sistemi di protezione delle frontiere, si vedono la via sbarrata da aerei, droni, navi e sorveglianza satellitare. Il tutto è ancora più grottesco non appena ci si rende conto del modo in cui gli stati europei sono implicati nello sfruttamento e la "destabilizzazione" di altri paesi. Quello che aspetta le persone che riescono ad oltrepassare la pericolosa entrata sono i lager (centri di detenzione) e le prigioni dell' Europa delle democrazie: una vita sotto sorveglianza e sotto controllo, alla merce degli ingranaggi della legge sull'asilo e esposte alla minaccia continua di essere di nuovo espulse. Allo stesso tempo, la legge del profitto colpisce le persone che vengono sfruttate come mano d'opera a basso costo oppure private di una vita autodeterminata. Anche in Svizzera un gran numero di aziende come ad esempio ORS, SECURITAS, ecc.. lucrano sulla gestione dei campi, del controllo delle/dei migranti, ecc... Le domande, gli scenari in soggetto delle quali sono attese delle risposte nel quadro di questa esercitazione militare, sono secondo noi i punti interrogativi dei governanti e di chi possiede il potere in questo sistema capitalista e/o che opera per la sua permanenza: è porsi delle domande sul modo in cui si possano mantenere le posizioni sociali e politiche del potere nel mondo e i guadagni del capitale possano essere assicurati; il modo in cui convincere la gente a farsi sfruttare sempre più; il modo in cui si impedisce ai/le migranti di venire in Europa e in Svizzera; e infine, il modo per zittire chi lotta contro tutto questo o aspira anche solo semplicemente all'auto-emancipazione. Le loro risposte sono sempre le stesse: rafforzamento delle leggi, sviluppo dell'apparato repressivo con i suoi sbirri e le sue prigioni e quando gli sembrerà necessario, l'utilizzo dell'esercito. L'esercitazione militare CONEX15 è una panoramica delle strategie e degli obiettivi dei dominanti ed è un esempio di come rispondono ai loro interrogativi. In più, si tratta di sapere quale effetto psicologico questa esercitazione avrebbe sulla popolazione: è stata evocata come se la minaccia venisse dall' "esterno" e allo stesso tempo studiata come "dobbiamo difendere la democrazia e la sua economia". La militarizzazione e la repressione verrebbero quindi legittimate: la gente deve abituarsi alla presenza di soldati per strada e quindi al fatto che delle persone vengano rinchiuse nei campi. Noi non chiediamo una democrazia più diretta o un capitalismo più giusto. Perché la democrazia stessa è soltanto una forma di governo che serve a controllare, a gestire le persone nel sistema capitalista, a scoraggiare il pensiero individuale e ad agire mentre ci si fa ingannare dalla co-gestione. La democrazia, lo Stato-Nazione, il capitalismo seguono la stessa identica logica: il servilismo ed il controllo delle persone. Continuando con questa logica, le frontiere, i campi, le prigioni e le espulsioni continueranno ad esistere... Noi non abbiamo alcuna risposta riguardo a queste domande all'interno di quest'ordine e questo sistema. La nostra unica risposta è la rabbia verso questo mondo con i suoi muri e le sue frontiere, e la solidarietà verso tutti coloro che spariscono nei campi e nelle prigioni di questo sistema, il quale non prevede un posto per loro.

Per un mondo senza frontiere né nazioni.
Per un mondo senza lager né prigioni.
Blocchiamo e sabotiamo CONEX15 e il regime migratorio nel suo insieme.

lunedì 7 settembre 2015



BAROCCHIO SQUAT (GRUGLIASCO, TORINO), 11-12-13 SETTEMBRE: TRE GIORNI DI ANTIPSICHIATRIA

VENERDI' 11 - DALLE 12, PRESENTAZIONE DEL CAMPEGGIO. DALLE 17, COSA SONO GLI O.P.G. E LE REMS? BREVE STORIA DEI MANICOMI CRIMINALI E DELLA LEGGE CHE GLI HA CHIUSI (A CURA DEL COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO FRANCESCO MASTROGIOVANNI). DALLE 20, CENA BELLAVITA (PORTA QUELLO CHE VORRESTI TROVARE). DALLE 23:30, CONCERTO CON TOTO' ZINGARO E FRATELLI TABASCO. SABATO 12 - DALLE 15:30, AGGIORNAMENTO SUL SUPERAMENTO DEGLI O.P.G. E LA LOTTA CONTRO REMS E NUOVI MANICOMI (INCONTRO PUBBLICO LA PARTECIPAZIONE DELLA RETE ANTIPSICHIATRICA). A SEGUIRE, ESPOSIZIONE DELLA MOSTRA SULLA RIVOLTA DEL MANICOMIO CRIMINALE DI COLLEGNO DEL 1912. DALLE 20, CENA BELLAVITA. DOMENICA 13 - DALLE 13:30, ESPERIENZA DEL TELEFONO VIOLA: AUTODIFESA CONTRO I METODI DELLA PSICHIATRIA; AUTOGESTIAMOCI PER FARE A MENO DELLA PSICHIATRA (PARTECIPERANNO IL TELEFONO VIOLA DI PIACENZA E BERGAMO, IL COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD DI PISA E IL COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO FRANCESCO MASTROGIOVANNI DI TORINO). A SEGUIRE, PROIEZIONE DEL FILMATO SU FRANCESCO MASTROGIOVANNI A CURA DEL TELEFONO VIOLA DI BERGAMO. DALLE 20, PIZZA BELLAVITA (A SEGUIRE, CONCERTO DEI KOBRA KILLER).

CAMPEGGIO LIBERO (PORTATEVI TENDA E SACCO A PELO).
IN CASO DI PIOGGIA I POSTI LETTO NON MANCANO.

CONTRO SGOMBERI E MANICOMI.
NO REMS, NE QUI NE ALTROVE.
LECCE: NUOVA OCCUPAZIONE DOPO LO SGOMBERO DEL BINARIO 68

A seguito dello sgombero del Binario 68 (vedi foto, n.d.r.), l'occupazione dell'ex edificio postale sito in Via Leuca è stata la risposta immediata alla repressione scellerata della polizia. In quei due giorni di occupazione dello stabile ci siamo confrontati cercando di immaginare uno spazio in cui costruire progettualità a lungo termine.

Accettando questi giorni come una fase transitoria, ci si è quindi sforzati di individuare un luogo adatto alle nostre esigenze ed a quelle della città. Sentiamo la necessità di dover rimanere vicini ad essa, per poter coinvolgere tutt* gli interessati, i solidali ed i curiosi. Per poter essere presenti sul territorio.

Abbiamo quindi individuato un nuovo spazio, anch'esso abbandonato da tempo e dimenticato. Si tratta dell'ex mattatoio sito in Via San Nicola, quella stessa struttura che suscitò indignazione per essere stata una vera e propria discarica a cielo aperto. È importante essere in tanti a collaborare per la sistemazione dello spazio, quindi invitiamo tutt* coloro che hanno voglia a portare solidarietà ed aiutare nei lavori. OCCUPIAMO ANCORA UNA VOLTA, IN CONTINUITÀ CON QUELLO CHE ABBIAMO SEMPRE FATTO CONTRO AUTORITA' E REPRESSIONE. PER L'AUTOGESTIONE E PER LA LOTTA.

domenica 6 settembre 2015


PONTICELLI DI MALALBERGA (BOLOGNA), 18-19-20 SETTEMBRE: XI INCONTRO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE

VENERDI' 18 - La vivisezione è uno dei tanti ambiti nei quali l'essere umano si arroga con violenza il diritto di decidere come la vita e la libertà di altri siano sacrificabili in nome dei suoi sogni di Progresso, Salute, Bellezza. Questo XI Incontro vuole esordire esprimendo la nostra rabbia verso le strutture in cui tutto ciò si realizza e la nostra radicale opposizione. Nei nuovi locali del polo Chimico Biomedico dell'Università di Ferrara saranno rinchiuse, in attesa di essere torturati e uccisi sui tavoli dei laboratori, centinaia di nuove vittime del sapere scientifico. Questo luogo, ancora in costruzione, a due passi da dove ci incontreremo per discutere quest'anno, sarà la prima tappa del nostro percorso. Dalle 15:00, PRESIDIO CONTRO LA VIVISEZIONE IN PIAZZA TRENTO TRIESTE -⁠ FERRARA. Dalle 19.30, cena a buffet. Dalle 21:00, CONTRO OGNI GABBIA: PER UN MONDO SENZA GALERE - Da sempre il carcere viene venduto come inevitabile e necessario al quieto vivere, indispensabile per la sicurezza dei cittadini e strumento di riabilitazione della devianza. La sua esistenza è un assioma alla base di questa società, talmente dogmatizzato da risultare sacro e indiscutibile. La privazione della libertà, l’umiliazione delle vite, l’annientamento della personalità, i ricatti, i suicidi, gli abusi spingono ad andare oltre il velo delle menzogne e della consuetudine e chiedersi quale sia davvero la funzione del carcere. A chi serve la sua esistenza?

SABATO 19 - Dalle 9:00 alle ⁠13:00, MOMENTI DI UNA STORIA RADICALE - Prendere coscienza di cosa sia oggi il movimento di liberazione animale in Italia e cosa potrebbe essere in futuro pone l'esigenza di fare i conti con il passato. Per questo ne percorreremo per tappe la storia, partendo dalla sua nascita, come momento di radicalizzazione rispetto all'animalismo e proseguendo sulla scia dello strumento che più degli altri ne ha segnato il divenire: le campagne. Da un lato abbiamo bisogno di farne un'analisi critica, che evidenzi i limiti e le conseguenze che certe scelte hanno prodotto, dall'altro però una simile operazione può permetterci di capire i punti di forza di pratiche e scelte strategiche oggi sempre meno presenti. Dalle 13:00 alle 15:00, pranzo. Dalle 15:00 alle 17:00, SELEZIONE, TRANSGENESI E POST-HUMAN: INTERCONNESSIONI DI DOMINIO - Dalla selezione degli animali in zootecnia per determinate caratteristiche fisiche e comportamentali, passando dalla selezione e modificazione genetica per la ricerca scientifica, si arriva all'essere umano potenziato del transumanismo. Ciò che unisce il percorso è un'idea di mondo in cui ogni essere vivente necessita di essere migliorato e modificato, in cui tutto deve essere uniformato, ingegnerizzato, artificializzato, addomesticato: reso schiavo di questo sistema di dominio. Dalle 17:30 alle 19:30, ANTIPSICHIATRIA E RESISTENZA ANIMALE - Follia e resistenza come variabili anarchiche che sparapigliano i giochi di una presunta normalità: come gesti originari e costitutivi, come fattore imprevedibile, come livello precategoriale che rimane estraneo alla storia, ma che al tempo stesso la instaura e la rende possibile – Le ragioni del paradigma produttivo, complesso e gerarchizzato, richiedono preparazione dell'individuo alla funzionalità. Dalle 19:30 alle 21:00, cena. Dalle 21:00 alle 23:00, EXPO2015: IL SUPERMERCATO DEL FUTURO - Expo 2015 è un pericoloso e insidioso laboratorio a cielo aperto di pratiche nocive cominciate molto prima dell'evento e sperimentate per un futuro a venire. Analizzeremo questo grande evento basato sulla distruzione di habitat e sulla manipolazione di esperienze, indagando quali funzioni assolve nell'attuale quadro di riassetto di potere e di crisi ambientali ed economiche.

DOMENICA 20 - Dalle 09:00 alle 13:00, COMUNICARE NEL MOVIMENTO - Un po' di uso critico e consapevole della tecnologia applicata all'informazione e alla comunicazione in rete analizzando possibili strumenti e servizi senza fare e farsi troppo male. Paranoie e repressione, sicurezza e confusione. Incontro con alcun* compagn* del collettivo Autistici/Inventati: nessuna soluzione miracolosa, ma riflettere aiuta. Dalle 11:00 alle 13:00, SOGGETTO? NO, GRAZIE - Il Soggetto è sempre sovrano – soggettivazione e assoggettamento sono fenomeni indissociabili. Il Soggetto è una struttura sacrificale, ininterrotta opera di sezionamento tramite la quale, recidendo relazioni, uccidendo animali umani e non umani e rimuovendo la sua animalità, cerca di rendersi universale: persona, individuo e Uomo. Il Soggetto va riformato, inclinato, sospeso o va semplicemente superato, abbandonato, congedato? E se fossimo singolarità, passeggeri momenti di emergenza a partire da un faglia vitale di relazioni ibridanti? E se fossimo moltitudine? Dalle 13:00 alle 14:00, COSA BOLLE IN PENTOLA - Spazio libero per una veloce presentazione di campagne o lotte sul territorio per la liberazione animale. Dalle 14:30, pranzo.