sabato 16 novembre 2013

MARINA TRASFERITA AL CARCERE DI MILANO BOLLATE (Fai girare via email, posta sul tuo social network, sito, blog)

Colpita dalla repressione, condannata a 11 anni e 9 mesi per gli scontri del G8 di Genova 2001, Marina ha bisogno di sostegno. La vita carceraria, come quella di fuori, è molto cara. Se frequenti un gruppo politico, se hai un gruppo musicale, se vivi o solamente frequenti un Centro Sociale o una casa occupata, organizzati per creare un evento benefit a sostegno di Marina. PER INVIARLE LETTERE E CARTOLINE:Marina Cugnaschi, c/o Casa Di Reclusione Di Milano - Bollate, Via Cristina Belgioioso N° 120 - CAP 20157, Milano. CODICE IBAN:IT04U0100501660000000000594 (intestato a Valli Massimiliano).



DICHIARAZIONE DI MARINA PRIMA CHE LA CORTE GENOVESE LA CONDANNASSE - Premetto che in quanto anarchica non riconosco come mio interlocutore l'apparato giudiziario, organo dello Stato la cui unica funzione consiste nell'essenziale protezione delle classi sociali privilegiate e nella difesa della proprietà privata. Quindi, con la seguente dichiarazione, principalmente indirizzata all'esterno di questo edificio, colgo l'occasione per rivolgermi a tutti coloro che possiedono i requisiti per poter comprendere le mie parole. Desidero rivolgermi alle classi subalterne, a coloro che subiscono la condizione alienante di sfruttati e oppressi dall'avanzato e moderno sistema capitalista, sempre più spietato ed escludente. Premetto altresì che nulla ho da chiarire circa la mia condotta, le mie convinzioni e le mie scelte politiche, tanto meno intendo chiedere clemenza ai signori della corte. La natura squisitamente politica di questo procedimento penale impone una netta presa di posizione, alla luce soprattutto degli innumerevoli tentativi da parte della magistratura e della stampa di screditare e spoliticizzare davanti all'opinione pubblica gli imputati di questo processo. Soggetti che loro malgrado sono incappati negli ingranaggi della giustizia borghese e fatti figurare in certi casi come un branco di violenti teppisti, in altri come un'orda di barbari scesi nelle strade di Genova con il preciso intento di devastarla e saccheggiarla. No signori, intanto l'accusa di devastazione e saccheggio la rinvio direttamente al mittente poiché offensiva e poiché non fa parte del mio bagaglio storico politico. La classe sociale a cui appartengo è colma fino all'orlo di ingiustizie, soprusi e umiliazioni inflitte dai padroni. Ed è proprio nel santuario della democratica inquisizione dove viene sistematicamente perpetuata l'ingiustizia sociale, in cui tengo a precisare e ribadire la mia ferma opposizione ad ogni forma di dominio, all'ineguaglianza sociale, allo sfruttamento. E seppur cosciente che come nemica della vostra classe mi si infliggerà una pena severa poiché portatrice di principi malsani assolutamente in contrasto con l'ordine costituito, vi comunico che personalmente come lavoratrice salariata ho avuto modo di conoscere i veri devastatori e saccheggiatori. Risiedono nei palazzi di lusso o del potere, sono i padroni, i capi di Stato, insomma tutta la classe dirigente di questo sistema infame. Un'esigua percentuale di individui su questa terra che in nome del profitto, del prestigio e del potere assoluto depredano e saccheggiano l'intero pianeta. Costringono alla fame ed alla povertà milioni di persone, sia nel sud del mondo che nell'Occidente, sfruttano gli operai sul posto di lavoro fino a renderli schiavi, di conseguenza sono i diretti responsabili delle morti bianche, un vero e proprio stillicidio. Seppelliscono nelle patrie galere tutti coloro i quali sono costretti a vivere ai margini di questa società opulenta. Combattono guerre siano esse umanitarie o di conquista poco importa, sterminando intere popolazioni, devastando interi paesi e saccheggiando le loro risorse. E l'elenco potrebbe continuare all'infinito. Contro tutto ciò è necessario lottare, è necessario porre una strenua opposizione alla dittatura capitalista. Per quanto mi riguarda è stato questo il senso delle mobilitazioni di lotta antimperialista e anticapitalista a Genova nel 2001, non tanto perché lo ritenei un evento politico unico nella vita degli sfruttati determinato dalla presenza dei padroni della terra, dai quali elemosinare qualche briciola caduta dai loro sontuosi banchetti; lo feci in continuità con un percorso politico già intrapreso, animato dalla forte esigenza di trasformare radicalmente un modello sociale fondato sulla sopraffazione. Lo stesso motivo che mi spinge tuttora a partecipare a momenti di lotta costruiti dal basso, situazioni meno spettacolari e che meno interessano alle telecamere del potere mediatico, ma sicuramente autentici. A Genova nel 2001 con molta determinazione è stato riaffermato un principio fondamentale, attraverso la riappropriazione di uno spazio urbano negato e reso inaccessibile dall'imponente presenza militare per impedire ogni forma di disapprovazione ai rappresentanti del dominio. Nessuna sentenza potrà riscrivere la storia di quei giorni. Carlo continuerà a vivere tutti i giorni nelle nostre lotte.

martedì 12 novembre 2013




"In quanto esseri umani, noi ci consideriamo più importanti di qualsiasi altra creatura vivente che esiste sulla terra. Prendiamo più di ciò che abbiamo bisogno, viviamo per l'avidità. Milioni di persone nella società moderna sono intrappolate in un purgatorio emozionale e spirituale, illuse dal potere e dalla ricchezza, schiavizzate da alcol e droghe, ipnotizzate dal luccichio superficiale del mondo materiale...Violentiamo la terra in nome del progresso, stiamo in adorazione alla base dell'albero del denaro, distruggiamo le culture, distruggiamo i sogni e distruggiamo la vita. Assaltiamo con fucili ed armi semi-automatiche per proteggerci dalle nostre insicurezze, scorte nucleari e armi laser per mantenere una costante veglia contro "il nemico" mentre i fiumi, gli oceani e le foreste continuano ad essere sacrificati per un insensibile mentalità orientata verso il profitto" Cress

mercoledì 6 novembre 2013

 ANTIPSICHIATRIA 
PARTE SESTA -  http://morirecontro.blogspot.it/2012/03/senza-ragione-documentario.html

"Strattonandomi con forza, mi legarono al letto, ed io mi sentii dilaniare dentro. E quando mi somministrarono altri psicofarmaci, il tutto si ingiganti'. Provai ad estraniarmi da me stesso, ma è inutile chiudere gli occhi quando un camion che viaggia a mille chilometri orari ti investe in pieno e ti fracassa tutte le ossa. L'unica cosa di cui si resta coscienti, in mezzo a quel frastuono di dolore, è il sentire che la vita, goccia dopo goccia di sangue, scivola via dal tuo corpo"

lunedì 4 novembre 2013

GLI ORRORI DELLA NESTLE'
Questo articolo l'ho trovato su "FB" e l'ho rielaborato un pochino per renderlo migliore (ho ad esempio aggiunto la lista dei prodotti, anche se credo sia di qualche anno fa). Rimane comunque poco approfondito e non ho fatto ulteriori ricerche, ma direi che già cosi' in un certo senso può bastare.
A. (2012)
La storia -  Nel 1860 il farmacista tedesco Henri Nestlè (1814 - 1890) sviluppò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze. Il prodotto creato, la "Farine lactèe Henri Nestlè", salvò la vita di un bambino e fu presto venduta in tutto il continente europeo. Nel 1866 fu quindi fondata ufficialmente la Nestlè, destinata col tempo a diventare una delle più conosciute multinazionali del mondo.  Nel 1905, essa si fuse con la Anglo-Swiss condensed milk company, dando il via ad una vertiginosa crescita. Durante la Prima guerra mondiale crebbe la richiesta di prodotti caseari, e la produzione della Nestlé raddoppiò prima della fine del conflitto. Dopo, il mercato caseario tornò a "normalizzarsi" e gran parte dei consumatori tornarono al latte fresco. La Nestlé rispose a questo mutamento di contesto modificando la propria linea aziendale, riducendo il proprio debito e iniziando ad espandersi nel settore della produzione del famosissimo cioccolato. All'inizio della seconda guerra mondiale furono realizzate nuove fabbriche in molti paesi in America latina, e proprio la guerra portò all'invenzione di un nuovo prodotto di enorme successo, il Nescafè, utilizzato in primis dall'esercito americano e poi diffusosi nel mondo. La fine della seconda guerra mondiale fu l'inizio di una fase molto dinamica:la crescita dell'azienda fu accelerata e furono portate a termine numerose acquisizioni. Nel 1947 la Nestlé si fuse con la Maggi, seguirono Crosse & Blackwell (1950), Findus (1963), Libby's (1971) e Stouffer's (1973). Fu inoltre realizzata nel 1974 una "shareholding" con la L'Oreal (la quale sperimenta i suoi prodotti sugli animali), che rese ufficiale l'allargamento degli interessi commerciali, ormai usciti dal guscio alimentare. Nel 1977 l'espansione continuò con l'aquisizione di Alcon laboratories, e nel 1984 si aggiunse anche la compagnia americana Carnation. Con la nascita del "mercato globale" (metà anni '90), avvennero nuove importanti acquisizioni:San pellegrino nel '97, Spiller petfoods nel '98, Chef America, Ralston purina e Dreyer's nel 2002, e, per finire, la Gerber nel 2007.  Fin dagli ultimi anni del settanta, la Nestlé è stata oggetto di numerose critiche che hanno fatto nascere numerosi movimenti di opposizione su vari fronti e in diversi paesi. Il latte - La promozione del latte per neonati nei "paesi in via di sviluppo" avviene attraverso forniture gratuite a strutture ospedaliere, cosa che porta alla morte di circa un milione e mezzo di bambini ogni anno (dati UNICEF, quindi indubbiamente in surrogato), a causa di problematiche legate alla difficoltà di sterilizzazione dell'acqua e dei biberon utilizzati, fatto che comporta un aumento dei rischi di mortalità post-neonatale rispetto all'allattamento naturale. Il cibo transgenico - Nel 2004, in seguito ad una denuncia fatta da una donna cinese che incolpò la multinazionale per l'uso di O.G.M. nei prodotti per l'infanzia, furono trovati organismi geneticamente modificati in un confezione di "Nesquik". Ancor più recentemente, la Nestlè é stata accusata di utilizzare nei suoi prodotti alimentari cereali e derivati manipolati geneticamente.  Lo schiavismo sui più piccoli - Nel 2005 la Nestlè viene denunciata per l'uso di manodopera ridotta in schiavitù. Una testimonianza riportò un traffico di bambini/adolescenti (dal Mali alla Costa d'Avorio) costretti a lavorare dalle 12 alle 14 ore al giorno nelle piantagioni di cacao (dove la stima parla di circa 284.000 minori all'opera), e oltretutto gratuitamente, con cibo in quantità ridotte, poco sonno e ripetute percosse (in quelle zone la multinazionale svizzera è tra le prime compratrici mondiali).
 Alcuni prodotti Nestlè - Caffè e simili:Nescafè, Orzoro, Nesquik, Malto Kneipp.  Biscotti e simili:Dorè, Cheerios.  Pasta e riso:Buitoni, Pezzullo, Curtiriso, Bella Napoli. Surgelati:Surgela, Mare fresco, Valle degli orti.  Gelati: Motta, Alemagna, Antica gelateria del corso, Mc Donald's, Mc Flurry.  Acqua e bevande:Acqua Vera, S. Bernardo, S. Antonio, S. Pellegrino, Perrier, Claudia, Panna, Pejo, Levissima, Lora recoaro, One-O-One, Chinò, Aranciata S. Pellegrino, Acqua Brillante Recoaro, Beltè, Gingerino Recoaro, Nestea, Nestè, San Bitter.  Dolci:Kit-Kat, Galak, Lion, Crunch, Smarties, After eight, Quality street, Toffee, Polo.  Formaggi e latticini:Locatelli (Pizzaiola), Fiorello, Fruttolo, Formaggino Mio.  Cioccolato:Perugina (Cacao, Le ore liete, Baci Perugina), Cioccoblocco, Galak.  "Cibo" per animali:Friskies, Buffet.  Salumi:King.  Brodo:Maggi.  Cosmetici:L'Oreal.  "Varie":Diger Seltz.
BOICOTTALI TUTTI
OH, AMERICA
(Penny Rimbaud & Louise Elliot, spoken word)

...Diversa dal gigante di bronzo dell'antica Grecia, con le gambe conquistatrici a cavallo delle due sponde presso i cancelli bagnati dal mare al tramonto, è posta una gigantesca donna che impugna una torcia, la cui fiamma è lampo imprigionato. Il suo nome è libertà, madre degli esuli...Oh, America (piange lei con labbra silenti). Dammi gli spettri della gente che hai distrutto e il cui paese hai razziato, cosi' che io possa imparare la loro saggezza antica, e mia sia mostrata una strada verso la consolazione. Dammi gli spiriti di chi hai trascinato sin qui in catene attraverso mari oscuri, cosi' che le catene della storia possano essere spezzate ed essi possano riunirsi finalmente con i propri antenati. Dammi una terra che sia libera da vincoli e recinzioni, una terra che non sia profanata dagli artigli stretti della cupidigia e che non sia inaridita dal fuoco delle tue guerre infinite. Un posto che non sia stato portato via con la forza a qualcuno...Dammi una casa semplice che non sia il castello di un ricco e che non sia posta a difesa contro la vita, ma che sia conferma della vita stessa. Dammi un tetto che sia un riparo per l'amore, e non per l'avarizia. Dammi oceani che non siano terreni di caccia, e continenti che non siano campi di massacro. Dammi aria che non sia contaminata dal fumo delle ciminiere del commercio senza freno, dammi acqua che non sia contaminata dalla tua doppiezza melata. Dammi del cibo che sia frutto di lavoro onesto, e non maledizione di schiavitù spregevole. Dammi un letto che sia celebrazione di libero pensare, e non di lascivia senz'ali...Dammi un amore che non sia un surrogato d'amore, che non sia prostituzione. Un amore che non sia distorto dalle rapine di Hollywood. Dammi i tuoi corpi liberi dalla vanità, corpi che non siano silicone né celluloide, corpi che non siano assemblaggio grossolano del bisturi di un chirurgo, corpi che non siano avvolti nel sudario della moda pacchiana. Spogliati dell'obesità di Narciso, cosi' che io possa vederti finalmente nuda ed orgogliosa. Dammi un sogno che non sia il tuo sogno, poiché prima dovrai riscriverlo...Oh! America! Non hai visto? Tra le fiamme alte, le ricchezze sono colate giù in rivoli di miele dolce dalle tue casseforti raccogliendosi in fiumi sui pavimenti di marmo dei tuoi supermercati, a scorrere, lasciandosi dietro impotenti le guardie di sicurezza, disarmate dalla propria confusione, per riversarsi sulle tue strade lastricate d'oro e tizzoni ancora accesi, a travolgere quel teatro di tristezza. Attraverso le secche insidiose degli agenti di borsa cocainomani, di mediatori imbottiti di Prozac e di azionisti accecati dal Valium, tutti a gettarsi a capofitto per spartirsi il guadagno sfruttando l'altrui perdita, pirati senza nave che agitano l'unico occhio rimasto a caccia dell'ultima fortuna...A chi importava da dove proveniva la tempesta? Intanto, sotto le macerie, si lottava per un filo d'aria e nei sotterranei nessuno, se non le vittime...Eccoli lucenti e gonfi a passeggio sui marciapiedi, a indirizzare sguardi dolci e vuoti a manichini di plastica con addosso il vestito buono, impellicciati di animismo svuotato, a scambiarsi sorrisi sintetici e vacui. Chissà chi sarà l'ultimo a ridere...Nessuno sapeva chi o cosa, a nessuno importava:erano "problemi d'altri"...Soffocando tra la nebbia di falsità che ha accecato tutto e tutti come la polvere ed il fumo, eppure con la sensazione profonda di essere complici del massacro. I grassi padroni delle multinazionali furono aiutati ad alzarsi dai sedili in pelle appiccicosi delle loro limousine super allungate e condotti ai propri uffici privati, alle proprie attività legali. Eccoli a fumare sigari come le più grosse fantasie falliche*, e a gocciare saliva su menù specialissimi per nutrire la propria dispepsia...Ed eccoli poi a ruttare e vomitare, i campioni dell'usura, speculando sul saliscendi del solco dei seni delle loro accompagnatrici e sugli investimenti solidi come roccia appesi ai loro colli. Oh, si:i diamanti sono i peggiori nemici d'ogni razza e i migliori amici d'ogni moglie. Sono le manette che stringono i polsi dei poveri disperati costretti a strapparli dalle viscere della terra...Saziati sino all'eccesso, ossessionati da quell'oro liquido che ora minaccia di soffocare persino la loro innata ignoranza, i padroni strinsero le chiappe grasse e spinsero avanti le loro mani di porco verso la carne imbellettata della accompagnatrici ormai stanche, a cercare di succhiare quel sangue vitale che nella propria decadenza raggrinzita non hanno mai conosciuto. E nella delusione di questo inferno edonistico si accesero le luci al neon e s'alzò un urlo sguaiato dai cartelloni pubblicitari posti sopra alle bare. Il messaggio era sempre lo stesso:"Chi non è con noi è contro di noi...Consumate, quindi!"...E nella loro impotenza autoimposta, le folle furono felici di obbedire. Il vecchio mondo frettolosamente gettato fra i rifiuti, ed il nuovo avvolto in carta regalo...Omaggi da due soldi, ninnoli e spazzatura:le bombe a grappolo del consumismo. I soldi sono passati per mani diverse, ma sono sempre andati a finire nelle tasche di sempre...Amici o nemici? A chi importa davvero? Si vive solamente una volta, cosi' è, e basta...La sostanza del discorso è semplice:questa era ancora la capitale del capitalismo post-moderno, il suo centro, cuore ed anima. Non si poteva fare e altro che andare più a fondo, nel ventre della bestia. Non pensare:compera. Non fermarti:spendi i tuoi soldi. Da a te stesso una prova della tua esistenza, consuma o sarai distrutto...Ciao bambino**, Addio***...Oh, America. Dammi i valori liberi dalla tua psicosi di stella filante, liberi dal tuo blaterare sciovinista, liberi dalla tua missione terribile, dalla tua giustizia che non sia ripicca ardente della tua vendetta...Dammi speranza dove ora c'è solamente disperazione, dammi un futuro che non sia la tua odiosa crociata. Dammi una faccia ora che l'impersonalità è personalità, dammi una musica che sappia nutrire l'anima invece che depredarla. Dammi un tempo che non si misuri con il castigo dei tuoi dollari sporchi, dammi l'onestà della ragione e del rispetto, e non la tua fuga comoda del razionalismo superficiale...Dammi tutti coloro che hanno cantato sinceramente le tue lodi, e che ora tu profani. Whitman, Steinbeck, Ginsberg, Pollock e Rothko, Ayler e Coltrane. Possano essi cantare ancora dell' "amore supremo"****. Dammi i tuoi filosofi, cosi' che possiamo volare alti sul nido del cuculo della tua pazzia...Dammi i pazzi, gli sbandati, le puttane e gli sballati che ora disprezzi, e dammi tutti quelli che sono stanchi. Dammi i tuoi poveri, le folle raccolte che aspirano alla libertà ma dammi anche tutti quelli che, in ogni angolo del pianeta, hai reso schiavi della tua misera moralità e della tua potenza militare, e noi aspetteremo. Dammi tutti quelli che sono rimasti senza una casa e noi uniremo le nostre lotte lontani da te poiché, mentre attendo la tua guarigione, non posso offrire a nessuno di questi una casa...
(Penny Rimbaud, Aprile/Maggio 2002)

*Nel testo originale le due "elle" della parola "Phallic" sono sostituite dalla fotografia delle Twin Towers.
**In italiano, nel testo. ***Nel testo originale "Buy buy" (compra, compra) è un assonanza con "Bye bye".
**** A love supreme (John Coltrane, Lp 1965)

mercoledì 30 ottobre 2013

NUOVA OCCUPAZIONE A BOLOGNA
(COMUNICATO DEL 25 OTTOBRE)

Oggi è stato occupato un stabile in Via Saliceto 47. L'abbiamo occupato perché siamo senza una casa e con centinaia di edifici e appartamenti vuoti a Bologna non vogliamo più continuare a dover dare le nostre magre entrate (ottenute barcamenandoci tra lavori in nero e contratti di una settimana a paghe da fame) a proprietari strozzini a cui i nostri soldi servono per pagarsi il suv, pellicce e settimane bianche mentre per noi ci sono solo camere ammuffite. L'abbiamo occupato perché in questo quartiere vediamo la "riqualificazione" e la speculazione dei soliti potenti che avanza, che vogliono rendere una zona popolare il nuovo centro amministrativo della città, cacciando poco a poco i suoi abitanti, con retate, sfratti, aumento dei prezzi di ben di ogni tipo, in nome di una sicurezza che è solo quella del portafogli dei ricchi, mentre riteniamo fondamentale opporci alle decisioni prese sulla base di interessi economici sulle nostre vite, su come e dove dovremmo incontrarci, su come dovremmo gestire le nostre amicizie, i nostri sogni, le nostre vite. Questo stabile è di proprietà di una ditta che ha il compito di ristrutturarlo per rivenderlo a prezzi più alti, non sappiamo con che destinazione, ma non vogliamo l'ennesimo albergo o ufficio per una dirigenza che altro non fa che aumentare il divario tra chi i soldi ce li ha e chi invece ne ha sempre meno. Abbiamo occupato per poter vivere in un posto fuori dalle logiche e dalle gerarchie della competizione, del lucro, per dare vita ad un luogo di incontro libero, per poterci conoscere ed organizzare contro i meccanismi soffocanti della metropoli che ci vuole muti al posto che hanno riservato per noi. Siete tutti invitati da subito a vivere o visitare lo spazio. Vediamoci tutti e tutte Sabato 26 ottobre ore 18 assemblea aperta ed alle ore 20 cena popolare per discutere insieme di quello che vogliamo fare per non delegare ad altri le decisioni che ci riguardano.
Gli/Le Occupanti
ANTIPSICHIATRIA
(PARTE QUARTA)

COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO "ANTONIN ARTAUD" (PISA) - Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista" della mente, ma siamo tutte persone interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull’intero corpo sociale. Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società. E’ arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e di smascherare l’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci. Il gruppo si propone di denunciare (in quanto rendere note, n.d.r.) le violenze e gli abusi della psichiatria, di fornire un aiuto legale e informazioni sui farmaci e sui loro effetti collaterali. Contatti:antipsichiatriapisa@inventati.org - Blog:www.artaudpisa.blogspot.com. Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgono tutti i Martedì alle 21:30 allo Spazio antagonista "Newroz" in Via Garibaldi 72. COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO BERGAMO - Nato per contrastare gli usi e abusi della dottrina psichiatrica e della sua presa in carico del vivente. Impediamo che i tentacoli asfissianti della psichiatria continuino ad allargarsi in ogni dove, violentando la sfera spirituale, umana, sociale, del disagio, della sofferenza, dell' essere...della vita. Il Collettivo, completamente autogestito nelle risorse umane e finanziarie non ha nessuna affinità ne collaborazione professionale con la pseudo-scienza psichiatrica. Non si prefigge nessuna cura né definizione-classificazione dell'altrui condizione esistenziale poichè riteniamo che la relazione umana deve essere vissuta nella reciprocità, empatia, autodeterminazione e solidarietà, in netta opposizione ad un monopensiero fatto di delega, disgregazione e omologazione. Forniamo informazioni sui propri diritti, sia alle persone che si trovano all'interno del circuito psichiatrico, che a individui che rischiano di essere psichiatrizzati. Offriamo:consigli orientativi e non vincolanti per fare a meno della psichiatria, informazioni riguardanti gli psicofarmaci e i suoi effetti collaterali, consulenza legale e medica gratuita. Denunciamo e condanniamo la psichiatria, tutte le psichiatrie...La violenza non può essre riformata ne democratizzata, ma solo abolita. No a nessuna normalizzazione, prima fra tutte quella psichiatrica. Contatti:collettivo.antipsichiatricobg@yahoo.it. Incontro settimanale:ogni Lunedì alle 21:30 allo Spazio anarchico "Underground" (Via Furietti 12/b) COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO "VIOLETTA VAN GOGH" (FIRENZE) - Di fronte alla pretesa scientificità della psichiatria noi denunciamo l'arbitrarietà e la barbarie di strumenti come il trattamento sanitario obbligatorio (il T.S.O. è un sequestro di persona legalizzato che impone a chi lo subisce un bombardamento di farmaci deleteri per il fisico e per la psiche, in non pochi casi somministrati a persone legate al letto di contenzione), l'elettroshock e le puerili forme di rieducazione (nei centri di recupero) offensive della dignità della persona. Per non parlare del marchio infame e degradante che viene incollato addosso per sempre a chi subisce trattamenti psichiatrici. Vogliamo denunciare inoltre le responsabilità politiche che mantengono questo stato di cose per assecondare gli interessi delle multinazionali della terapia (industrie farmaceutiche, manualistica, università, scuole terapeutiche di vario tipo). Contatti:violettavangogh@inventati.org


Fabbriche di carne è il frutto di 9 mesi passati a raccogliere informazioni e immagini video e fotografiche degli allevamenti di maiali in Italia. Tra il 2011 e il 2012 siamo entrati in più di 50 allevamenti, di giorno e di notte. Lo abbiamo fatto senza aver avuto alcun invito o autorizzazione. Per testimoniare lo stato di cose quotidiano, non preparato ad arte per una qualche visita, e per mostrare che certe situazioni non sono eccezioni ma parte integrante di un sistema di produzione. Un viaggio in un inferno che ci ha portato a contatto diretto con le vittime di questo sistema di schiavitù e con i loro sguardi, che chiedono la libertà e si perdono nell'indifferenza. Corpi feriti, mutilati, ricoperti di escrementi, soggetti a temperature rigide in inverno e soffocanti in estate, privati di qualsiasi dignità e possibilità di esprimere la propria natura. La sola cosa che possono fare è guardare quello che viene loro inflitto. Da questo inferno dantesco verranno trascinati fuori a calci, a bastonate o con l'impiego di scosse elettriche per essere buttati su un camion diretto al macello. Per tutte le info e le fotografie:www.fabbrichedicarne.net

Riportiamo le testimonianze di alcune ragazze rinchiuse al carcere della Dozza (Bologna) che ci hanno scritto raccontandoci quello che ha significato per loro la battitura che hanno portato avanti durante la mobilitazione nazionale.
 (GiùMuraGiùBox Forlì)

19.55...l'orologio indica che il momento del nostro grido è vicino...tra 5 minuti potremo innalzare la nostra voce oltre quelle mura che limitano il vedersi dei nostri visi. Quel momento in cui noi detenute riuniremo il nostro dolore, la nostra rabbia, la nostra speranza in un unico atto, quello di battere con tutta la forza che abbiamo in corpo contro le gelide, arrugginite sbarre morte a cui appoggiamo le mani ogni volta che il nostro sguardo si posa sul cielo sconfinato. Le 20.00, partiamo all'unisono con una carica eccezionale che pochi possono comprendere. Sale il rumore assordante di tante mani di PERSONE piene di voglia di vivere e di tornare a far parte del mondo...Quel mondo che tanto amiamo e che appartiene a noi quanto a chiunque altro. I pensieri scorrono incessantemente e viaggiano lontano..Arrivando a chi abbiamo di più caro al mondo e mentre sale la nostalgia dallo stomaco, sale anche l'energia per battere ancora più forte. Anni..tutti questi anni..Perché..Mi guardo indietro e so di non essere una persona cattiva, anzi sono una persona normale che si batte per ciò in cui crede...Ed eccomi qua, unita alle mie compagne detenute ad alimentare l'urlo. Un urlo che si chiede perché qualcuno ha deciso che ciò che facevo era reato, perché i sistemi creano il problema per poi darci le sue “geniali soluzioni”. Siamo solo pedine dei potenti e dopo esserlo stata per 24 anni interi ho deciso di non seguire più la corrente e chiedere di vivere in un mondo migliore senza guerre, senza crudeltà tra esseri viventi (preciso animali compresi), con rispetto e amore verso il mondo che ci ospita, senza gabbie che rinchiudono persone che non meritano di essere private della loro libertà. Il mio pensiero personale su questa battitura che abbiamo fatto è che è stato molto liberatorio e son contenta di aver contribuito in tutto ciò. Spero che venga riportato tutto ciò. Ho urlato il mio odio contro questo sistema sbagliato e ipocrita dove lo stato ci ha messo in ginocchio e noi paghiamo i danni per aver fatto cose per sopravvivere. Ma rifarei tutto dall'inizio. Non mi pento di niente. Viva la libertà, anche di parole ed espressione. Cosa si può provare dietro ad una finestra e dentro un 3 metri quadrati di spazio in tre? La sensazione di una battitura contro a queste sbarre non è determinata solo dal fatto di una persona condannata o non! Ma è determinata dalla propria unione psicologica o morale all'interno di un contesto non proprio. La sensazione di libertà, del proprio spirito, della propria mente, del sentirsi vivi dentro all'inferno, consapevoli che fuori il mondo va sempre di più al contrario, della troppa ed eccessiva industrializzazione morale, psicologica ma soprattutto umana. Al risposta ad un quesito. Perché? Non si parte dall'idea di aver vinto! Ma si deve pensare, agire e proclamare e soprattutto far capire di quanta ingiustizia, corruzione, ipocrisia vige dentro all'apice..”della legge è uguale per tutti”. Questa battitura dovrebbe sentirsi all'interno del proprio io e seguire per un'utopia migliore con le giuste proporzioni. Cosa che molto spesso rimane un'utopia. Tutte le mattine la sveglia era quell'orribile rumore alle sbarre chiamata battitura: l'agente entra sbattendo quell'orribile manganello alla grata. Quel rumore rimbomba nelle orecchie e viene fatto apposta per svegliarti e buttarti giù dal letto. Siamo classificati senza cuore e senza intelligenza ma il nostro grido alle sbarre è “ridateci la nostra libertà”. In galera si trovano persone per i seguenti reati: rapina, prostituzione, spaccio, ecce cc ma i politici ci hanno rovinato togliendo il lavoro senza poter portare a casa un pezzo di pane. Ma i giudici si rendono conto che con la crisi economica stanno aumentando i reati ma si chiedono dove sono le fondamenta del problema? Oggi sono IO a fare la battitura cercando di buttare giù quelle sbarre e il mio grido per farlo sentire al mondo intero che non sono criminale o ladra ma sono una persona con sani principi e con la mia intelligenza posso dire al giudice “Giudice lei è giudice perché ci sono IO per il reato commesso. Ma lei non si chiede il motivo del mio reato?” Al popolo grido “datemi della colpevole ma lo stesso vivo con il mio rispetto con il mondo intero”. Un giorno con questa battitura potrò avere giustizia con i miei sani principi. Se occorre di rifarlo sbatterò il piatto alle sbarre finché le mie mani non si riempiranno di lividi. Per poter avere la mia libertà. La battitura è stata uno sfogo emotivo, una liberazione della rabbia che cresce poco per volta. Rinchiusa dentro una cella con poche cose personali che ti legano, condividendo tutto con almeno altre 3 persone, che poi diventano una famiglia momentanea. Non avendo un modo di sfogo la battitura in quel preciso momento ha potuto farmi scaricare tutta la tensione emotiva, per arrivare alle orecchie di chi deve ascoltare un detenuto.

MILANO
CIRCOLO ANARCHICO - RIPA DEI MALFATTORI
malfattori.noblogs.org

mercoledì 16 ottobre 2013

Ma questo "V per vendetta", questa specie di nuovo Capitan Harlock riciclato in salsa hollywodiana per darlo in pasto alle masse in modo tale da incassare montagne di soldi speculando sulla repressione/oppressione e rafforzando l'idea che ci debba sempre essere un eroe, una guida, o comunque qualcuno che si sacrifichi ed agisca per gli altri o che in un modo o nell'altro prenda in mano le redini delle cose (delega, principio antirivoluzionario) per "migliorarle", lavando cosi' ulteriormente il cervello in questo caso non prettamente ai bambini, ma ad "adolescenti" in procinto di rimbecillirsi in una maniera impressionante e ad "adulti" che oramai è un miracolo se riescono a snocciolare fluidamente due o tre ragionamenti di fila, insomma:questa stronzata colossale che per quanto possa superficialmente apparire il contrario è, appunto, funzionale al sistema, quindi nociva, dai connotati violenti e viscida, è davvero cosi' elettrizzante? Il simbolino per assassini giustizieri che fantasticano che salti in aria il Parlamento bum bum e non cambi, ovviamente, un emerito cazzo? Usare veramente il cervello, cercare di staccarsi veramente con tutte le forze dai condizionamenti, aprire veramente gli occhi, smetterla di giochicchiare coi computerini, la libertà, gli altri e se stessi, smetterla con lo sminuirsi e lo sminuire la vita, toccare veramente con mano la realtà (che non vuol dire soltanto sapere cosa significa alzarsi alle 7 di mattina per un "lavoro" da qualche centinaia di euro al mese).
A.

ANTEGNATE (BG):SECONDA BICILETTATA CONTRO GLI ALLEVAMENTI DI VISONI


Il Coordinamento Liber* Selvadec vi invita, Sabato 19 Ottobre, a una nuova giornata di mobilitazione contro l'apertura degli allevamenti di visoni nella provincia di Bergamo e Cremona. I paesi di Antegnate e Misano, sede dei progetti di allevamento, saranno attraversati da una rumorosa Critical Mass con l'obiettivo di ribadire la ferma opposizione a questi progetti di sfruttamento dell'uomo sugli altri animali e dell'uomo sulla Terra. Ci troviamo, ognun* provvist* di bicicletta, alle 10.00 davanti al comune di Antegnate (Via Dante Alighieri). Poi, pedaleremo in direzione di Misano e, durante il percorso, ogni paese, auto e passante sarà informat* su quello che accade nei territori della bassa bergamasca e sulla necessità di agire per le liberazioni animali. Durante il percorso, ci sarà un momento di ristoro con alimenti provenienti da coltivazioni locali e biologiche, liberi da pratiche di sfruttamento animale e della terra. Per chi parte da Bergamo, il ritrovo è alle 9.00 al parcheggio della Malpensata (Via San Giovanni Bosco). Ogni voce, suono, cartello, messaggio che porteremo con noi, renderà più comunicativa la nostra iniziativa: vi invitiamo a portare con voi qualsiasi strumento rumoroso e/o cartelli a tema, di vostra fantasia. Chi fosse sprovvisto di bicicletta e/o avesse altre esigenze, ci contatti.

Per informazioni e adesioni: 
liber.selvadec@inventati.org
www.liberselvadec.noblogs.org
Coordinamento Liber*Selvadec
Bergamo, 29 Settembre 2013
 
VISITATORI DI TUTTO RISPETTO...

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16.10.13  12:43:25 Comando generale arma dei carabinieri Italia 78.5.138.93 Explorer 8 Windows 7

lunedì 14 ottobre 2013

Nella provincia di Cremona, a pochi chilometri dal centro di Crema, sono presenti ben 2 allevamenti di visoni. Nelle gabbie di questi lager sono prigionieri più di 20.000 animali, che verranno uccisi in camere a gas e scuoiati per farne pellicce. Ma ben pochi lo sanno. Aiutaci a fare informazione sulla condizione degli animali in questa società. Aiutaci a far conoscere i luoghi dello sfruttamento e a dare voce a chi è prigioniero delle gabbie.
  ALZATE DI MOMO, 5 SETTEMBRE:A.L.F. LIBERA 407 PORCELLINI D'INDIA DESTINATI ALLA VIVISEZIONE

 COMUNICATO DI RIVENDICAZIONE:  Con questo comunicato rivendichiamo la liberazione di 407 porcellini d`India dall`allevamento `Bettinardi` situato in Via Cascinini ad Alzate di Momo, in provincia di Novara, avvenuta la notte del 5 Settembre 2013. Da oltre 10 anni l`allevamento di cavie e conigli di proprieta` di Giuseppe Bettinardi rifornisce l`industria della vivisezione nel piu` totale anonimato. Non stupisce che immediatamente dopo l`azione i media abbiano tentato di nascondere la verita` riguardo a questa struttura, descritta come `allevamento di animali da compagnia`. Sfortunatamente per Bettinardi, siamo in possesso di tutte le informazioni necessarie per rendere finalmente noti i suoi legami con l`industria della sperimentazione animale. Bettinardi alleva conigli ( prevalentemente `New Zealand white`) e cavie di razza `Dunkin Hartley`, questo tipo di animale viene utilizzato esclusivamente a fini di ricerca. Abbiamo reperito informazioni su innumerevoli crudeli esperimenti di `ricerca di base` in diverse universita` italiane e sappiamo con sicurezza che questo allevamento rifornisce con continuita` le universita` di Milano e Pavia. Siamo a conoscenza di esperimenti nei quali cavie allevate da Bettinardi sono state uccise esclusivamente per prelevare porzioni di muscolo dal loro stomaco, per poterle in seguito stimolare elettricamente nel tentativo di stabilire se il farmaco `Levosulpiride` abbia o meno effetto procinetico (ossia se sia in grado di stimolare la funzione motoria intestinale). Durante due altri esperimenti ad un totale di 40 conigli provenienti da questo allevamento e` stata aperta la gabbia toracica, una canula e` stata inserita all`interno mentre gli animali erano vivi e coscienti ed una speciale soluzione e` stata iniettata nei loro polmoni. Gli animali sono stati infine uccisi, di modo da poter raccogliere campioni di liquido dai polmoni durante una ricerca sul funzionamento di questo organo. In altri due esperimenti di appena alcuni mesi fa 38 e 22 conigli, sempre allevati in questo luogo, venivano uccisi per dissanguamento (il che significa che e` stata loro tagliata la gola e sono stati fatti sanguinare sino alla morte) solo per poter rimuovere la loro gabbia toracica ed i loro polmoni come parte di una ricerca sulla lubrificazione dell`apparato respiratorio. Questi sono solo alcuni esempi degli esperimenti che questo allevamento ha reso possibili rifornendo gli animali ai laboratori durante gli anni. Sebbene una parte del movimento, e la maggior parte delle persone, spesso concentri la propria attenzione su altri animali usati nella ricerca (come cani o scimmie) le specie piu` piccole rimangono le maggiormente usate nella vivisezione. In Italia vengono usati in media 13.870 porcellini d’India ogni anno nei laboratori, contro i circa 950 cani. La reazione quando si parla di cani e` maggiore in quanto le persone riescono piu` facilmente a connettere con questi animali o semplicemente perche` li percepiscono piu` familiari. Ma gli individui che soffrono e muoiono nelle strutture di ricerca sono molti di piu` e la nostra lotta ambisce alla liberazione di ognuno di loro. La vivisezione, in un sistema capitalista globalizzato, rappresenta uno dei settori dello sfruttamento animale piu` redditizi per una delle industrie piu` potenti al mondo, quella chimico farmaceutica. La fede cieca nel progresso scientifico e tecnologico, propugnata da ricercatori e multinazionali, e` l’ espressione ultima della mentalita` capitalista e antropocentrica. Quest’ideologia che ci presentano come il cammino inarrestabile dell’essere umano verso un presunto miglioramento delle nostre condizioni di vita, e` usata come giustificazione per il dominio sulla natura, la tortura e l`uccisione di un numero infinito di animali non umani, come pure di esseri umani usati come cavie nei paesi economicamente poveri, nelle carceri o negli ospedali psichiatrici. L’allevamento e` composto da due grossi capannoni attaccati in fila l’uno dietro all’altro, che formano una struttura divisa in varie sezioni, alcune usate per i conigli ed una per i porcellini d’India. Tutti i conigli rinchiusi in questo allevamento sono tenuti in gabbie strette e completamente spoglie, dove non hanno possibilita` di alzarsi, girarsi o fare qualsiasi altro movimento. La maggior parte dei porcellini d’India sono tenuti in box di legno in gruppi piuttosto numerosi, mentre un numero minore di animali sono rinchiusi in piccole gabbie di plastica, in gruppi da 3 a 5. In nessuno degli spazi dove gli animali vivono sono presenti tane o luoghi dove poter trovare rifugio, anche se per loro si tratta di un bisogno primario ed il dover restare sempre esposti sia una grossa fonte di stress. L’abitazione dei propietari, una grande casa di campagna, e’ situata a pochi metri dai capannoni. Intorno case e campi tra cui camminiamo al buio, per raggiungerli. L’erba ci accarezza le gambe mentre in fila indiana apriamo sentieri non scritti. Non e` contemplata via di fuga per gli animali, ma questa notte creeremo un nuovo varco: le finestre diverranno porte, i campi vie per la liberta`. Daremo aria fresca ai nostri sogni ed agli animali che ancora non sanno cosa sia. Quanti saranno? ce la faremo a portarne via cosi` tanti? Avranno paura? Anche noi abbiamo paura, non siamo eroi da sangue e cuore freddo. Incertezze ed errori sono presenti, ma la rabbia e` troppo grande, l’odio e` troppo forte. Nulla ci puo` togliere la voglia di agire affinche` ad avere paura siano i nostri nemici. Avvicinandoci all’allevamento cade una stella cadente, per ora un unico desiderio: tornare a casa sani e salvi con tanti musetti intorno a noi. Il palo si posiziona per controllare I movimenti all’interno della casa e durante l’azione ci muoviamo facendo meno rumore possibile, mentre all’interno della abitazione qualcuno accende e spegne la luce, guardando uno schermo, ignaro di cio` che sta accadendo a pochi metri di distanza. A coprire un poco il suono dei nostri movimenti ed i fischi dei porcellini d’India c’e` una ventola di aerazione dell’allevamento e di tanto in tanto l’abbaiare del cane del proprietario o di quello dei vicini di casa, o ancora, il passaggio di un treno in lontananza. Rimuoviamo la zanzariera che ricopre una finestra aperta sul retro del capannone, sulla parte opposta alla casa, che avevamo individuato durante la preparazione dell’azione. La finestra si trova a piu` di 2 metri di altezza, quindi mettiamo delle scale contro il muro, una all`esterno ed una all`interno della stanza in cui sono imprigionati centinaia di porcellini d`India. Entriamo, ci ambientiamo velocemente e cominciamo subito a riempire i contenitori che useremo per trasportare gli animali. Prima della notte dell’azione il nostro gruppo ha discusso a lungo sull’opzione di liberare anche dei conigli, ma per motivi pratici abbiamo dovuto prendere una decisione estremamente difficile. In effetti, a causa della dimensione molto stretta della finestra da cui abbiamo portato via gli animali, e delle condizioni assai delicate in cui si e` svolta l’azione, abbiamo optato per portare via il maggior numero possibile di individui e per ovvi motivi di tempo, spazio e peso, questo ha significato concentrarci sui porcellini d’India, riuscendo alla fine a svuotare quasi tutto il capannone. Ci dispiace tantissimo non aver potuto liberare tutti gli animali. Quelli che abbiamo preso con noi vivono ora in luoghi accoglienti con le necessarie cure e con tutto il tempo per dimenticare l’allevamento e non conoscere mai le fredde mani dei vivisettori. Prima di andarcene lasciamo un messaggio a Bettinardi con una scritta sul muro interno del capannone quasi vuoto “Il loro incubo e` finito, il tuo e` appena cominciato” firmato ALF con una A cerchiata. Ed ora andiamo via di qui prima dell`alba! Scappiamo, ma lentamente…sono pesanti 407 porcellini d’India! Una volta al sicuro ci guardiamo, siamo quasi piu` di mille occhi e non abbiamo piu’ dubbi: l`ALF ha vinto ancora. Questa liberazione, come ogni altra azione diretta, apre squarci di liberta` che non sono recuperabili dal sistema, andando direttamente all’obbiettivo. L’azione diretta e` uno strumento efficace, ma non solo, la rivendichiamo politicamente in quanto contiene in se` la nostra critica allo sfruttamento e la nostra voglia di contrattaccare. Sabotaggi, attacchi e liberazioni si pongono al di fuori della triste logica dell’attivismo ‘politicante’ e legalitarista, ci mostrano le potenzialita` sovversive dei nostri sogni, e di cosa possiamo fare se ci mettiamo in gioco in prima persona. Forza e solidarieta’ a chi nella lotta per la liberazione animale e della terra ha dovuto fare i conti con la repressione dello stato ed ha continuato a resistere. Questa liberazione e` dedicata a voi ed a chi, con la complicita` della luna nera, cospira e si muove furtivamente per distruggere con rabbia la tranquillita` degli sfruttatori ed aprire con amore le gabbie.
 ANIMAL LIBERATION FRONT 

mercoledì 9 ottobre 2013

Lampo luminoso. Un cane abbaia forte, ringhio arrabbiato. La sagoma di un sogno a due dimensioni. La forma di un gatto, tre volte più grande, dello stesso colore di questo inchiostro. In questo spazio di tempo (maschio - femmina) color blu elettrico. Oh, vorrei che fosse vero. Una spaccatura tra mille milioni di miliardi di triliardi di celle nella mia testa. Il gatto ha detto, come in realtà anche Picasso e io stesso abbiamo detto:"alcuni cercano, altri trovano"....Quegli sballati degli anni '60 cercavano un nirvana, un'illusione. Ora lo facciamo anche noi, nonostante i loro risultati caotici. Affanculo tutti i ragionamenti che tiriamo fuori dalla nostra testa. Le porte delle gabbie sono la nostra realtà. Il gatto é...Facciamo finta che il gatto non sia. Faccio ancora finta che il gatto sia. Faccio finta di non star facendo finta di fare finta. Adesso ditemi:chi é che fa questo gioco? Io cerco di fare finta di essere me stesso. Io sono ciò che io scelgo di far finta di essere. La porta si apre alla mia realtà. Passo attraverso la porta in uno spazio che non é interno. Sono di ritorno all'interno dall'interno. Dall'interno che ho preso dall'esterno. Avete capito? Il gatto dice:"Io sono un arrampicatore sociale". Il gatto dice: "Io faccio parte di quei gatti arrampicatori sociali che stanno sprecando allegramente il loro tempo e le loro energie per cercare di fare colpo sui gatti che immaginano appartenere ad una categoria sociale più elevata". Ecco perché tutti i gatti soffrono di complessi d'inferiorità... (Seaman Stockton)

martedì 1 ottobre 2013

  "GIROTONDO":PICCOLA "INCHIESTA" SU ALCUNI 
SCIACALLI DELLA MONETA PRIGIONIERA

In questo opuscolo viene analizzata l’economia carceraria intesa come insieme di attività economiche legate a doppio filo al carcere, sia che siano basate sul lavoro dei detenuti sia che siano quelle legate al mantenimento quotidiano della struttura e delle persone recluse al suo interno. L’oggetto della nostra ricerca è il carcere di Monza, il carcere della città in cui viviamo. Scopriamo così che questo particolare ramo del business nasconde delle storie marce e intrise di tutte i vizi propri degli appalti e più in generale dell’amministrazione pubblica del nostro paese, particolari ben lontani dalla favola del buon samaritano che si dedica ai più deboli. Sgravi fiscali, regimi di quasi monopolio, possibilità di uno sfruttamento massimo, speculazioni. E’ questo il rovescio della medaglia della propaganda dei fautori delle politiche sociali e delle attività alternative dietro le mura.

Scarica e diffondi liberamente:http://cordatesa.noblogs.org/files/2013/04/Girotondo.CordaTesa.pdf (per richiedere copie cartacee scrivi a questo indirizzo:cordatesa@autistici.org)