...PER
IL VEGETARISMO!
Sono
vegetariano più o meno da 12 anni ormai, e ti
assicuro che smettere di mangiare carne può essere facile. Io
stesso ero, a causa di una cultura che mi imponeva di farlo come
fosse normale, un autentico carnivoro. Mangiavo carne di ogni tipo, e
anche spesso. Ero un ignorante che, con una consistente parte
della sua alimentazione, assecondava numerosi assassinii...A
tavola c'era spesso la carne, ed io sono cresciuto con questa macabra
abitudine. Un giorno, dopo un periodo di riflessione interiore che
si rafforzò di conseguenza alla ricezione di varie
informazioni attraverso, ovviamente, canali non ufficiali, smisi.
Diedi un taglio netto. E da li' in poi, le difficoltà nel proseguire
in questo mio percorso furono pochissime (e dovute soltanto ad un mio processo psico-fisico di smaltimento di certi "alimenti")...La cultura dominante ci impone una
ristretta concezione domestica non solo di moltissimi aspetti della
vita e quindi anche di noi stessi ma, di conseguenza, anche del
nostro rapportarci con gli altri esseri viventi...Difatti, "facciamo"
una netta divisione fra quali sono coloro che meritano di avere
affetto e/o comunque il diritto alla vita e quali invece no ed è una
cosa, questa, di una stupidità assoluta. Gli animali sono
esseri senzienti capaci di provare sensazioni, emozioni e
sentimenti, come appunto ben sanno tutti coloro che hanno in casa un
cane o un gatto...Ma una mucca in realtà non è molto diversa da un
cane, sotto questo punto di vista:è un essere intelligente,
affettuoso, curioso...Però, determinati animali vengono invece
trattati e considerati come nient'altro che oggetti. Smettere di mangiare carne (ma anche magari derivati animali in
genere e quindi diventare vagan) è un dovere in quanto esseri
viventi per il rispetto della vita altrui, di se stessi ed anche del
pianeta, come capirai leggendo le righe qui sotto...Non dare quindi ascolto
a ciò che ti dicono i "medici", gli "esperti", i
"salutisti", ed altra gente che lavora al soldo del
sistema:non è vero che mangiare carne è salutare, cosi' come
non è vero che è normale farlo perché "l'essere umano è
cacciatore di natura"...Sono tutte stronzate, anche perché di sicuro tu non abiti in una caverna "piantata" nel mezzo di un
territorio costituito di sole rocce, e quindi non
coltivabile...Questi sono soltanto atteggiamenti da intelligenza
ristretta, pura apatia mentale e pochissima sensibilità. Non
vivere come un automa annebbiato che compie quotidianamente
gesti e sforzi per ottenere cose nella maggior parte dei casi futili
e inutili, per poi adagiarti negli alibi con il fine di non compiere
scelte veramente sensate e veramente importanti come appunto il
diventare vegetariano, solo per un fattore egoistico/borghesotto di
"piacere del palato"...Detto questo, io non sto qui a
parlare da persona del tutto coerente, perché appunto, sono
quantomeno fin'ora vegetariano, non vegano, quindi sono conscio di
non essere esente a 360° dallo sfruttamento animale nella mia
alimentazione, però allo stesso tempo mi sento lo stesso di
spronare con forza chi ancora, come minimo, non ha smesso
di cibarsi di cadaveri...Spero che l'articolo sottostante sia quindi
in qualche modo esauriente. L'ho preso da un sito e l'ho assemblato e
ritoccato un pochino. Avrei potuto sicuramente approfondire di più
il tutto addentrandomi nei molteplici ragionamenti sottili o meno
sottili che si possono fare riguardo un argomento cosi' delicato e
importante, comunque credo che già cosi' sia per molti aspetti
abbastanza valido...In fondo, poi, ho messo delle citazioni che, "al
di là" delle opinioni che io ho su determinati personaggi che le
pronunciarono e dei ruoli che ricoprirono nella società, mi
piacciono.
A. (2009/2015)
Affinchè
l'attività di allevamenti, mangimifici, impianti di macellazione e
catene di distribuzione risulti economicamente compatibile con i
livelli produttivi richiesti dal mercato è necessario che il prezzo
di carne, latte e uova rimanga accessibile per il maggior numero
possibile di consumatori. Per essere sostenibile, la zootecnia
chimica e intensiva deve quindi massimizzare i profitti basandosi sul
ribasso delle spese. Ormai il 99% degli allevamenti sono intensivi:
gli animali vengono allevati in spazi ristrettissimi, senza mai la
possibilità di uscire alla luce del sole...Ogni tanto si
vedono delle vacche al pascolo, è vero, ma sono solo quell'1% di
animali più "fortunati" che vengono trattati meno
peggio...Anche a questi tocca, comunque, la stessa fine degli altri,
ovvero il macello...Li', vengono ammazzati senza pietà, senza alcun
sentimento di compassione, senza sentire che si tratta di esseri
senzienti...Sono semplicemente dei "capi" da
abbattere. I macelli sono sempre nascosti alla vista del pubblico:per
potersi nutrire di animali, le persone devono allontanare il pensiero
della loro uccisione. Ci deve essere separazione tra l'immagine
dell'animale vivo nella "fattoria" (che oggi ormai non
esiste quasi più ed è sostituita dagli allevamenti intensivi) e la
sua carne da infilzare con la forchetta...Se ciascuno dovesse
ammazzare da se gli animali che mangia, sicuramente molti di loro
avrebbero salva la vita. Nel corso della sua esistenza (80 anni
in media), ogni italiano uccide per cibarsene circa 1.400 animali tra
bovini, polli, tacchini e altri volatili, maiali, conigli, e
cavalli...A pagare il costo degli allevamenti intensivi sono innanzi
tutto gli animali allevati, ai quali sono imposte situazioni di
estrema sofferenza. Negli attuali allevamenti industrializzati,
miliardi di animali destinati al macello sono costretti a vivere
incatenati o chiusi in gabbie sovraffollate incompatibili con le loro
esigenze fisiologiche, privati della minima libertà di movimento,
impediti nella pratica di istinti affettivi e sessuali, mutilati,
sottoposti a costanti terapie antibiotiche ed ormonali (sia per
prevenire l'esplosione di epidemie che per velocizzare la loro
crescita), ad un illuminazione ininterrotta che impedisce loro di
dormire, nutriti con alimenti inadeguati, chimici e innaturali (fino
ai casi delle mucche costrette al cannibalismo), costretti a
respirare un'aria satura di anidride carbonica, idrogeno solforato,
vapori ammoniacali, polveri varie e povera d'ossigeno...Gli animali
sfruttati in questo modo, oltre a manifestare gravi patologie
organiche e psicologiche (galline che si uccidono beccandosi fra
loro, cannibalismo della madre verso i piccoli fra i conigli, suini
che si divorano la coda etc.etc.), subiscono menomazioni e
manipolazioni genetiche. Si tenta a volte di arginare l'aggressività
degli animali, ad esempio dei maiali, mettendo dei "giocattoli"
all'interno dei box come vecchi copertoni, sui quali gli animali si
possono sfogare...Cosi', anzichè rimuovere la causa di stress si
"cura" solo il sintomo, ovvero l'aggressività. Le pecore
sono, per ora, le uniche a vivere per lo più all'aperto, ma sono
tosate in maniera brutale in pieno inverno, e sono costrette a
sopportare i rigori dell'inverno senza la protezione naturale del
loro mantello...Gli agnellini maschi sono uccisi a poche settimane di
vita, specialmente in occasione delle festività pasquali...Inoltre,
le pecore sono costrette a figliare continuamente e, non appena sono
meno "produttive", vengono macellate...Un momento di grande
sofferenza per le pecore è quello della tosatura, durante il quale
vengono maneggiate molto rudemente dai tosatori, e spesso rimangono
ferite durante l'operazione. Nelle razze più pregiate viene
procurata una ferita circolare attorno all'ano, in modo che con la
cicatrizzazione si crei una zona che separa la lana dalllo stesso,
cosi' che la lana non si sporchi...L'Italia è uno dei pochi paesi al
mondo che consuma carne di cavallo. I cavalli arrivano dai paesi
dell'est dopo una vita di duro lavoro, con viaggi estenuanti in
condizioni infernali, per venire infine ammazzati nei macelli...La
morte degli animali allevati è preceduta, appunto, da trasporti
lunghi ed estenuanti verso i mattatoi. Stipati nei camion, senza
potersi muovere per molte ore e spesso molti giorni, senza poter bere
o mangiare, soffrendo il caldo o le intemperie arrivano al macello in
gravi condizioni di stress, spesso cosi'debilitati da non riuscire
nemmeno ad alzarsi...Qui, a causa della rapidita'delle linee di
macellazione (talvolta fino a 400 capi all'ora ognuna) spesso non
sono storditi in maniera corretta e sono quindi coscienti quando
viene loro tagliata la gola, quando sono scuoiati, decapitati,
squartati, o quando giungono nell'acqua bollente delle vasche di
scottatura. Un operaio di un macello americano, nel corso di
un'intervista, ha dichiarato che almeno il 15% degli animali muore
ogni giorno "pezzo dopo pezzo", roteando gli occhi e
muovendo la testa (alcuni suoi colleghi usano protezioni da hockey
per non subire gravi lesioni dagli animali agonizzanti). Per i suini
il momento del macello è particolarmente penoso, perché il numero
delle uccisioni è altissimo, anche 1.000 animali in una mattinata.
In queste situazioni lo stordimento molte volte non viene ben
applicato, e quindi gli animali vengono sgozzati e poi gettati nelle
vasche di acqua bollente ancora coscienti... Infatti, quando se ne
esaminano i polmoni, molto spesso si vede che contengono sia sangue
che acqua. Il che dimostra che gli animali erano ancora vivi e hanno
respirato acqua bollente quando sono stati gettati nelle vasche.
L'unica morte davvero indolore renderebbe necessario narcotizzare
l'animale, ma questo non è possibile, perchè le sue carni devono
poi essere mangiate. Ma anche se esistesse un tipo di macellazione
senza sofferenza, è chiaro che non sarebbe comunque accettabile
perchè è l'idea stessa di uccidere un animale, come se potessimo
disporre della sua vita a nostro piacimento, che è totalmente
inaccettabile. Per quanto riguarda i pesci, la loro morte è ancora
peggiore:muoiono asfissiati, in una lenta agonia muta, perchè non
siamo in grado di sentire i suoni che emettono...A volte arrivano nei
banchi delle pescherie ancora vivi a terminare la loro agonia nel
ghiaccio. I crostacei e i molluschi finiscono bolliti vivi. Accade
molto frequentemente che gli animali non vengano macellati nel
macello più prossimo all'allevamento... Gli animali sono stipati
negli autocarri come detto senza alcuna possibilità di riposo, senza
bere, senza mangiare, compresi i cuccioli...Molti di loro
arrivano a destinazione in pessime condizioni, mentre altri muoiono
durate il viaggio. Nel camion, se un animale cade, spesso non riesce
a rialzarsi, viene calpestato e subisce fratture alle zampe o al
bacino. Questi animali, se possibile ancora più sfortunati degli
altri, mentre tutti vengono spinti verso il mattatoio rimangono sul
veicolo in preda a dolori lancinanti, per poi essere agganciati agli
arti fratturati e trascinati fuori. Non vengono sottoposti ad
eutanasia (gli allevatori non vogliono perdere soldi), ma "aspettano"
il loro turno di macellazione...Gli animali che muoiono lungo il
viaggio vengono invece buttati in un mucchio in quella che viene
chiamata la "pila dei morti"...Il trasporto è
particolarmente duro per i cavalli poichè, dato che in Italia non ne
vengono "prodotti" abbastanza, i macellai si riforniscono
appunto nell'est europeo, dove i cavalli sono ancora usati e, dopo
una vita di lavoro, vengono a concludere la loro esistenza nei
mattatoi e sulle tavole del "nostro paese"...Per motivi di
profitto, gli animali vengono stipati all'inverosimile, mescolando
tra loro individui ammalati, debilitati e anche molto giovani. I
polli, essendo di poco valore, subiscono un trattamento ancora
peggiore perchè se qualcuno muore durante il tragitto, la perdita è
minima. Gli autocarri vengono caricati di notte, gli operai devono
caricare 25.000 animali nel minor tempo possibile, e quindi essi
vengono trattati rudemente lanciati di mano in mano come fossero
palloni fino a essere stipati nelle gabbie...Il mondo moderno
industrializzato minaccia l'ambiente naturale in più e più modi. Di
queste minacce, e di come porvi rimedio, si discute da anni in vari
ambiti. Ma viene sempre trascurato un fattore fondamentale:
l'allevamento di bovini e altri animali per l'alimentazione umana.
L'allevamento su vasta scala, sia di tipo intensivo (in grosse stalle
senza terra dove gli animali sono stipati, come accade in Italia) sia
di tipo estensivo (i grandi ranch degli Stati Uniti, o i pascoli nei
paesi del sud del mondo) è chiaramente insostenibile dal punto
di vista ecologico. Lo è stato nel passato, ma ogni volta si sono
scoperte nuove terre da sfruttare e ogni volta e'ricominciata
l'invasione dei bovini...Ormai, però, la metà delle terre fertili
del pianeta viene usata per coltivare cereali, semi oleosi, foraggi,
proteaginose, destinati agli animali. Per far fronte a questa immensa
domanda (in continuo aumento, in quanto le popolazioni che
tradizionalmente consumavano poca carne oggi iniziano a consumarne
sempre di più), si distruggono ogni anno migliaia di ettari di
foresta pluviale per far spazio a nuovi pascoli o a nuovi terreni da
coltivare per gli animali che in breve tempo si desertificano, e si
fa un uso smodato di prodotti chimici per cercare di ricavare
raccolti sempre più abbondanti...Oltre alla perdita di milioni di
ettari di terra coltivabile (che potrebbero essere usati per
coltivare vegetali per il consumo diretto degli umani), e oltre
all'uso indiscriminato della chimica vi è la questione dell'enorme
consumo d'acqua in un mondo irrimediabilmente assetato. I pericoli
per la salute umana che derivano dal consumo di alimenti di origine
animale (carne, pesce, uova, latte e latticini) sono molti, non tutti
evidenti e conosciuti alla maggior parte delle persone, anche se
negli ultimi tempi si è iniziato a parlarne. Varie epidemie sono
scoppiate, in tempi remoti e recenti, tra gli animali d'allevamento,
portando con se il serio pericolo (in alcuni casi diventato realtà)
di contagio animale-uomo. Gli animali negli allevamenti intensivi
sono imbottiti di antibiotici e farmaci di vario genere, e i pesci
pescati nei mari sono un concentrato delle sostanze tossiche di cui
le acque sono oggi "ricche". Ma anche tralasciando tutti
questi pericoli, rimane comunque il fatto che una dieta a base di
alimenti di origine
animale è inadatta all'organismo umano, e porta a tutte quelle
malattie degenerative che costituiscono le prime cause di morte nei
paesi ricchi. Ed anche supponendo, per assurdo, che gli animali non
possano trasmetterci alcuna infezione e non siano infarciti di
farmaci, anabolizzanti e sostanze tossiche, rimane comunque il fatto
che una dieta a base di alimenti di origine animale è lo stesso
inadatta all'organismo umano. Per prevenire e curare le più comuni e
gravi patologie degenerative tipiche dei paesi industrializzati
occorre cambiare dieta limitando di molto, o escludendo del tutto, i
prodotti di origine animale. Negli ultimi anni il mito delle proteine
animali è stato abbandonato anche dai nutrizionisti che in passato
lo sostenevano. E' stato ampiamente dimostrato che molti vegetali
possiedono il medesimo contenuto proteico delle carni e che possono
soddisfare il nostro fabbisogno di aminoacidi essenziali e non
essenziali: legumi, cereali integrali, verdure, semi e noci
contengono tutti gli aminoacidi. Non è neppure necessario combinare
questi alimenti in un unico pasto, come anni fa consigliava
erroneamente la teoria della complementarità delle proteine. Le
proteine di soia, inoltre, equivalgono nutrizionalmente a quelle
animali e, se lo si desidera,possono costituire quasi l'unica fonte
di assunzione proteica. Le patologie cardiovascolari, neoplastiche e
l'obesità sono in diretta relazione con l'eccessivo consumo di
grassi, in particolare di grassi saturi, che fanno depositare il
colesterolo nei vasi arteriosi, causando danni irreparabili
all'organismo umano. I prodotti di origine animale sono ricchi di
questi grassi, mentre i vegetali ne sono poverissimi. Un cospicuo
numero di studi epidemiologici dimostra che un'alimentazione priva di
alimenti di origine animale è la più confacente alle esigenze
dell'organismo umano e numerose pubblicazioni hanno accertato come
(grazie all'abbondante introduzione di vitamine, minerali, fibre,
carboidrati complessi, oligoelementi, biostimoline e molte altre
sostanze sinergiche) nelle persone che si alimentano in questo modo
sia considerevolmente minore l'incidenza di gravi patologie quali
tumori, ipertensione, arteriosclerosi, infarto, ictus, diabete,
obesità, osteoporosi, calcoli ed altre patologie che costituiscono
le principali cause di malattia e mortalità nei paesi
industrializzati...Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno a causa
della fame, della denutrizione e delle malattie ad essa collegate. Di
queste,circa 18.000 sono bambini...Ciò significa che ogni settimana
muoiono circa 170.000 persone, ogni mese circa 700.000, ogni anno
quasi 9 milioni...In totale, un miliardo di individui non ha cibo a
sufficienza mentre un altro miliardo consuma carne in maniera
smodata. E' questo il problema di fondo:lo squilibrio nella
distribuzione delle risorse. L'attuale disponibilità di derrate
alimentari potrebbe consentire a tutti gli abitanti del pianeta di
assumere un numero sufficiente di calorie, proteine, e altri
nutrienti necessari. Le produzioni attuali di cereali e legumi
sarebbero sufficienti a sfamare tutti, occorrerebbe solo consumare
direttamente i vegetali anzichè usarli per nutrire gli animali...
Ovviamente, però, il problema della ridistribuzione delle risorse
non è causato soltanto dallo spreco dovuto allo smodato consumo di
carne da parte dei paesi ricchi ma bensi' è sicuramente più ampio,
però questi specifici sprechi vi contribuiscono comunque in
maniera molto profonda significativa...Nei paesi poveri sono state
incentivate le produzioni di cereali destinate ad essere esportate e
successivamente utilizzate come mangime per l'allevamento intensivo
del bestiame, bestiame che si trasforma in tonnellate di carne e va a
costituire la dieta squilibrata del nord del mondo, dove l'emergenza
sanitaria è ormai costituita dall'obesità e da tutte le malattie
connesse alla sovralimentazione e all'eccessivo consumo di prodotti
animali, mentre il sud del mondo si vede sottrarre le proteine
vegetali con cui potrebbe garantire la sopravvivenza ai suoi
figli...

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